E pensare che c’era Gaber
Scoperto purtroppo solo recentemente, credo meritasse maggiori attenzioni sia da parte del grande pubblico sia dalla critica in quanto, se da una parte molti (e mi riferisco ai giornalisti) ne hanno parlato in modo benevolo, troppi lo hanno comunque fatto superficialmente, ovvero trattando il suo repertorio più soft e censurando sistematicamente quelle che secondo me sono state le opere di maggior spessore.
In questa sede non voglio trattare dell’aspetto squisitamente emotivo della forma teatro canzone né tantomeno dell’approccio allo strumento di Gaber, argomenti tra l’altro già approfonditi anche dalla nostra rivista Chitarre attraverso due bellissime interviste rivolte direttamente all’interessato (n° 51 Giugno 90 e n° 153 Novembre 98). L’intento col quale invece scrivo il presente articolo, vuole essere quello di invitare gli Accordiani ad avvicinarsi a questo grande personaggio ed eventualmente approfondirne il vasto e sempre attuale repertorio, che torno a ribadire non è costituito solo da Barbera e champagne, il Riccardo e Torpedo blu.

Nello specifico, desidero richiamare l’attenzione su di un bellissimo monologo scritto per l’appunto dal Signor G e da Sandro Luporini, intitolato “Mi fa male il mondo”. Personalmente non ho mai avuto occasione di vederlo trasmesso dai media se non su youtube e perlopiù privo di video.
Tanto basta: la voce di Gaber sopperisce egregiamente alla mancanza video. Degli argomenti trattati, tutto si può affermare eccetto che siano anacronistici.
Mi fa male il mondo di Giorgio Gaber - Sandro Luporini
Note: canzone - prosa
Spettacoli in cui è presente il testo: E pensare che c’era il pensiero (1995)