Breve analisi del suono Vintage
Ne sono appassionato da moltissimi anni e da sempre cerco di capire perché le chitarre d'epoca abbiano il suono differente dalle attuali, non necessariamente migliore, ma differente. Analizzando le possibili motivazioni, ne potrebbero scaturire le seguenti ipotesi.
Legni
La scelta, all'epoca, era più selezionata. Buoni legni forse già stagionati e consoni a una produzione che stava iniziando a imporsi (Fender): non potevano rischiare brutte figure. In più, oggi, questi si sono alleggeriti: le mie chitarre hanno perso anche 3cento grammi dal peso che doveva essere originale, dovuto alla disidratazione del legno stesso. Moltissimi anni di uso contribuiscono in maniera notevole alla maggiore armonicità del body e dell'insieme manico-tastiera. Infatti chitarre ferme a lungo, anche moderne, suonano peggio di quelle usate in continuazione.

Pickup
Qui la discussione è sempre in agguato. Il mio pensiero va alla differente composizione del filo di rame dell'avvolgimento e il suo isolamento. Poi a una certa piccola dose di smagnetizzazione che dovrebbe influenzare, seppur di poco, il loro suono.
Condensatori
Qui cade la mia scelta più papabile. Un mio conoscente, appassionato anche lui di vintage, ha acquitato via internet in USA due condensatori dei primissimi anni '60 in carta e li ha sostituiti sulle due Stratocaster del '66 e '69 che possiede con risultati ottimi, almeno così mi ha riferito. Personalmente, ma non c'entra con il Vintage, mi sto convincendo di sostituire tutti i condensatori delle chitarre moderne che possiedo con degli ottimi Sprague. Una prova che mi preme fare.
In conclusione non sono venuto a capo di niente di certo: solo ipotesi e illazioni. Sta di fatto che se anche i grandi chitarristi scelgono chitarre d'epoca un qualche buon motivo ci deve essere.