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La chitarra parlante - Talk Box a confronto

La chitarra parlante - Talk Box a confronto

<p><img src="http://assets.accordo.it/cloud-assets/17678/600x0/00/mini-tbox.jpg" alt="La chitarra parlante - Talk Box a confronto" class="legacy_param"><b><a href="mailto:angelopetulla@yahoo.it">Sollazzon</a> scrive:</b> Ciao a tutti.</p><p>Scrivo questo articolo spinto dall’emozione che provo quando sento la mia chitarra parlare! Prima di prendermi per pazzo, lasciate che mi spieghi: l’effetto in questione è il talk box che, da quando vidi per la prima volta il concerto di Tokyo dei Guns n’ Roses è per me l’effetto per non chitarristi con il maggior fascino che esista. Quella specie di serpente che, avvolto attorno ad un microfono, arriva in bocca all’egocentrico di turno e gli fa assumere delle espressioni del volto che neanche lui sapeva di avere, e tutti quanti a chiedersi ma che fa quello? Sta bene? Sì, sta suonando!… o sta cantando? Da quel giorno ho cercato di darmi una risposta a tutte le domande che, una dietro l’altra, mi saltavano in mente a riguardo, e che tanto bramavano una risposta. San Tommaso quale sono, ho subito cercato di sperimentare di persona quello che mi fugava in testa ed eccomi qui a condividere con voi l’esperienza fin ora accumulata.</p>

di Sollazzon 04 NOV 60
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BOX

Primo : NON si canta; NON bisogna essere intonati; NON si parla; NON si emette in realtà alcun suono. Tutto ciò a cui serve la bocca è fare da cassa di risonanza (dal volume variabile a nostra discrezione) di un suono (quello emesso dalla nostra cara chitarra) che viene ripreso da un microfono per poter essere poi amplificato.
Il concetto in sé è semplice, è l&#8217;applicazione e la realizzazione di questo suono mutevole che rappresenta la parte un po&#8217; più complicata.
Innanzi tutto, imparare a gestire e modulare il suono a nostro piacimento richiede, come tutto, tempo e applicazione; diciamo un po&#8217; di più di quello che ci vuole per il classico wah wah.
Per darvi un idea di come può influire la nostra bocca, pensate a quando viene su il caffè : a mano a mano che il caffè riempie la caffettiera il suono si fa da ricco di bassi e borbottante, a ricco di alti e frusciante, quasi schioppettante.  Oppure fate caso a come cambia il rumore dello spazzolino mentre  vi lavate i denti. Passatemi i paragoni che so benissimo essere inutili quando siete sul palco e la gente che vi guarda si domanda &#8220;ma che fa quello? ecc. ecc. E&#8217; solo per cercare di farvi immaginare meglio il ruolo pratico che spetta alla nostra bocca: aumentando o diminuendo il volume di aria che sta nella nostra bocca (faringe e laringe incluse) influenziamo il tono.
Ripeto che non è difficile da usare ma bisogna prendere una buona confidenza prima di riuscire ad emettere dei suoni decenti, tanto più per riuscire a emettere il suono che abbiamo intenzione di ascoltare.

Ma veniamo al dunque: fino ad oggi ho testato sulla mia pelle 2 tipi di talk box, anzi direi due e mezzo.

Partiamo dal mezzo.

Marca: Boss
Modello: V-Wah
Caratteristiche: non è un vero talk box, quindi la farò breve.
Descrizione: nasce come simulatore di wah wah e in aggiunta ai diversi modelli emulati, ne ha uno che simula la variazione tonale delle vocali.
In pratica è un pedale stile wah, non ha nessun tubo che parte o arriva ma i soliti jack in e out, in cui però è  possibile assegnare il tono delle vocali associate alla posizione del pedale.
Ad es. aprendo e chiudendo il pedale potremo sentire  u-o-i, i-o-u oppure o-e-a, a-e-o oppure  a-e-i      i-e-a ecc. ecc.

La mia opinione:
L&#8217;emulazione non è affatto male ma siamo lontani dai suoni tipici e dalle potenzialità del talk box. Ho acquistato il pedale per i vari tipi di wah simulati e per la possibilità di customizzare il proprio wah, e ne ho in seguito apprezzato questa funzione diciamo &#8220;extra&#8221;.

Riassumendo: è un bel pedale (include anche vari distorsori &#8211; overdrive &#8211; booster) ma non lo consiglio se cercate il sound di un talk box.
 
Il Primo
(in ordine cronologico di acquisto)

Marca: Danelectro

Modello: Free speech talk box

Caratteristiche: talk box in linea

Descrizione:
In pratica funziona come un pedalino classico e  si posiziona tra chitarra e ingresso ampli.
Oltre quindi alle connessioni jack in e out, troviamo un piccolo altoparlante al suo interno che riproduce il segnale che arriva dalla chitarra, facendo quindi muovere dell&#8217;aria che arriva alla nostra bocca attraverso un tubicino trasparente. Dopo la modulazione (a ns. piacimento) il suono viene prelevato da 2 piccoli microfoni (già in dotazione) per finire ancora all&#8217;interno del pedalino, così da arrivare al jack di uscita che andrà all&#8217;ampli. Oltre alla modulazione della nostra bocca, grazie a due manopoline, possiamo regolare il &#8216;growl&#8217; cioè la quantità di segnale che arriverà al piccolo altoparlante interno, e il &#8216;volume&#8217; cioè la quantità di segnale prelevato dai piccoli microfoni che andrà in uscita.

La mia opinione:
Direi che ci sono molti pro; la semplicità delle connessioni, l&#8217;ingombro minimo, la robustezza generale, la facilita di utilizzo.
Oltre a quanto contenuto nella scatola, avrete solo l&#8217;esigenza di recuperare un asta microfono dove posizionare il tubo e i due piccoli  microfoni. L&#8217;ho anche usato come mini amplificatore da camera grazie al cono interno e alla sua gradevole saturazione.
Il suono che si ottiene è molto realistico e convincente: attivando il pedale e avvicinando la bocca al tubo mi sento già a il cilindro in testa e la Glodtop a tracolla&#8230;(vedi l&#8217;introduzione).
Purtroppo però devo segnalare anche alcuni contro: il rischio di feedback è sempre in agguato ed è un limite troppo evidente se dovete suonare in una band. Non c&#8217;è modo di evitare l&#8217;innesco se si suona a volumi medio - alti a meno di modificare le connessioni di utilizzo.
Come già descritto, il pedale è progettato per l&#8217;utilizzo in linea, ma nessuno ci vieta di utilizzare, invece dei microfoni in dotazione, un normale microfono voce e, invece che rientrare nel pedalino, andare direttamente nel mixer e uscire quindi dalle casse dell&#8217;impianto.
In questo modo si evita più facilmente il feedback, ma attivando l&#8217;effetto dal nostro ampli non esce più nessun suono e il senso di vuoto sotto i piedi è notevole e da non sottovalutare; riusciamo comunque  a sentire il suono effettato dalle casse spia anche se un po&#8217; troppo basso (pena un fastidioso feedback) rispetto al resto della band.
Potremmo by-passare questo inconveniente collegando la chitarra diretta al nostro ampli, il send  all&#8217;ingresso del pedalino e nessun return.
Così, anche con il pedale attivo, ciò che suoniamo uscirà sempre nudo e crudo dall&#8217;ampli ed effettato dall&#8217;impianto voce.
In questo  caso però, risulta difficile il bilanciamento dei due suoni che arrivano all&#8217;orecchio dell&#8217;esecutore, perché sarà sempre un po&#8217; troppo alto il segnale pulito e un po&#8217; troppo basso quello effettato che esce solo dalle casse dell&#8217;impianto voce e che più di tanto non può ritornarci in spia.
Succede un po&#8217; l&#8217;inverso di prima e non saprei decidere quale dei due settaggi sia il compromesso migliore.

Riassumendo:
E&#8217; un pedalino molto bello in quanto resa dell&#8217;effetto e semplicità di connessioni; funziona sia a pile (la classica da 9 Volt) che col trasformatore (non in dotazione).
Lo consiglio vivamente a chi cerca quel particolare suono e non vuole spendere molto.
Credo di averlo pagato un centinaio di euro scarsi e, a parte un asta per microfono, non è necessario nient&#8217;altro per poterlo utilizzare per come è stato concepito.
Lo trovo quindi perfetto per chi suona in casa o comunque a volumi contenuti ma si rivela problematico in un contesto live; credo che  il suo utilizzo in studio possa dare buoni risultati. 

Il Secondo
( e ultimo se non voglio finire sbattuto fuori di casa insieme a tutti i miei &#8220;aggeggi infernali&#8221;)

Marca : Dunlop

Modello : Heil Sound

Caratteristiche : The talk box

Descrizione:
E&#8217; uno scatola metallica squadrata di notevoli dimensioni e peso con un entrata e un uscita per cavi di potenza cioè cavi di connessione tra testata e cassa tra cui deve appunto essere posizionato; un pulsante on/off e un tubo di diametro maggiore rispetto al precedente.
Il pedale ha un&#8217; impedenza di 8 ohm e il manuale di istruzioni suggerisce due possibili collegamenti:
-1 dalla chitarra alla testata, dall&#8217;uscita casse all&#8217;ingresso talk box, dall&#8217;uscita talk box alla cassa.
-2 dalla chitarra a un selettore di line A/B che dalla 1° uscita va ad un amplificatore,  e dalla 2° uscita va ad una testata e quindi al talk box.
La modulazione viene sempre ripresa da un microfono mandato al mixer e quindi all&#8217;impianto.

La mia opinione:
La prima configurazione proposta, pur essendo più semplice, scopre il limite funzionale già menzionato nella descrizione del modello Danelectro, cioè un calo di volume quando
viene attivato il talk box escludendo così la cassa.
Il suono che esce in spia però è notevolmente migliore, complice in parte la maggiore sezione del tubo, che da un suono più ricco di medi e bassi, maggiormente definito e decisamente più semplice da gestire dal mixer. Non ho fin ora riscontrato i problemi di feedback che assillavano invece il
precedente modello.

Anche la seconda configurazione mostra alcuni limiti gia descritti in precedenza , con l'aggravio 
però dovere usare due ampli separati: uno solo per il talbk box e uno solo per il segnale normale.
C'è in oltre da considerare l'acquisto di un A/B switch per poter avere 2 linee identiche ma
separate e gestibili a piacimento.
Considerazioni economiche a parte, è preferibile questa soluzione alla prima,
in quanto consente di mantenere comunque sempre presente il segnale diretto della nostra chitarra.
A confronto con il settaggio simile trovato per Danelectro (pedalino nel send-reurn), essendo il segnale modulato che ci ritorna in spia, decisamente migliore e quindi maggiormente gestibile,
si riesce senza troppi problemi a trovare un buon bilanciamento tra i due volumi.

Da parte mia ho cercato un'altra soluzione:
Avendo a disposizione una cassa 2 x 12 con entrambi i coni a 8 ohm, avendo cura di farli funzionare separatamente, è possibile collegare un cono sempre alla tesata, e l'altro al talk box collegato alla testata. Quest'ultima dovrà quindi necessariamente uscire a 4 ohm.
Così facendo, quando il talk box è spento, la cassa andrà con entrambi i coni; quando è attivo,
manterremo un cono della cassa con il segnale normale e la cassa spia con il segnale modulato.

Penso che l'impiego di un microfono come l&#8217; SM 57 al posto di uno normale per voce risulti più idoneo ma purtroppo non ho avuto modo di sperimentarlo di persona. Diciamo che da una parte, visto che un microfono bisogna pur comprarlo se si vuole utilizzare questo talk box, converrebbe prenderlo già così, ma considerando che un mic. già lo avevo e che il suono esce già bene&#8230;

Piuttosto, un&#8217; altra spesa da considerare è quella per dei cavi cassa abbastanza lunghi da poter
portare il nostro talk box ad una distanza ragionevole dalla testata e dalla cassa.

Riassumendo:
E&#8217; indubbiamente il modello più professionale in questione e, proprio per questo, richiede una  maggiore cura ed esperienza per l&#8217;utilizzo.Intendo ribadire che è necessario avere a disposizione un (buon) microfono e un impianto voce per utilizzarlo oltre che chitarra, testata e cassa naturalmente.
Qualitativamente indiscutibile, credo sia il modello maggiormente diffuso e utilizzato a livello professionale e quindi quello che ci sarà capitato di sentire con più probabilità.
Ottimo per qualsiasi applicazione domestica, live o in studio.
 
In conclusione spero di aver dato un&#8217; idea chiara di quanto la passione e la ricerca di quel suono così strano mi abbiano portato a provare fino ad oggi.
L&#8217;intenzione non è assolutamente quella di promuovere un modello a discapito di altri.
Ho cercato di fornire una panoramica oggettiva di quanto si trova ora in commercio, delle diverse caratteristiche e dei vari pro e contro, nella speranza di aver chiarito qualche dubbio a riguardo e magari di aver saputo spronare la curiosità di qualcuno di voi, anche solo di una sola persona soltanto.

Per finire, non preoccupatevi della mia salute se mai vi capitasse di vedermi contorcere il volto in espressioni  strane; vi assicuro che sto benissimo, mi sto solo divertendo da matti !!!

Angelo.

dunlop effetti e processori heil talkbox



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