U2GuitarTutorial su You Tube
Degli U2 ultimamente si è parlato un po’ di più qui su Accordo e ho notato con piacere che sono molti quelli che apprezzano lo stile di The Edge e i suoi riff nelle canzoni più belle degli U2. E’ però universalmente noto che lo stile di The Edge è molto difficile da imitare; qui su Accordo ci sono diversi articoli che possono aiutare in tal senso, ma credo che quello che sto per segnalarvi sia ben più utile.
Con l’avvento di YouTube i chitarristi autodidatti hanno trovato linfa vitale per imparare accordi, scale e famosi riff di chitarra dei nostri guitar hero preferiti. Non voglio aprire una disputa sul solito confronto tra il vero autodidatta di un tempo e noi giovani scansafatiche (quindi vi esorto a non commentare in tal senso, per favore) ma solamente segnalarvi l’esistenza di un interessantissimo canale sul tubo organizzato da questo quaranticinquenne (almeni così afferma sul suo profilo nel canale) di nome Michael: U2GuitarTutorials. In questo canale possiamo trovare delle vere e proprie lezioni molto approfondite su molte canzoni degli U2: "Where The Streets Have no Name", "Bad", "Until The End of The World", "Still Haven’t Found" e "Beautiful Day" sono solo alcune delle più famose, ma l’elenco non finisce qui. Michael infatti lavora continuamente per sfornare nuovi tutorial di canzoni, perfezionando quelli precedenti.
I suoi tutorial si distinguono per una meticolosità e un’accuratezza apprezzabili, senza le quali queste lunghe lezioni potrebbero sembrare superficiali; ho detto lunghe perché per ogni canzone ci sono molti video da circa nove-dieci minuti in media, che ci spiegano il settaggio degli effetti (delay su tutti), le diverse parti della canzone in questione spiegate prima a delay/effetto spento, riscontro con tutti gli effetti e cover con cui è possibile vedere come viene fuori la canzone da lui spiegata. Tutto questo, a volte, in una trentina di video per canzone.

Ovviamente non a tutte le canzoni sono destinati trenta video, ma in alcuni casi la complessità del pezzo, dal punto di vista della particolare esecuzione e del difficile approccio al mondo del delay, rende necessario e utile un più lungo approfondimento sul pezzo. Tant’è che ci sono alcuni video, per così dire, di preparazione al delay, come fossero un’introduzione per capire come The Edge usa il delay. La particolarità dei video in questione è che Michael passa molto tempo a parlare più che a suonare e, se questo a qualcuno può sembrar strano visto che stiamo parlando di musica, vi assicuro che è la cosa più utile del mondo.
I video sono organizzati molto bene, raggruppati per canzone e a pronta disposizione di chiunque sia curioso di scoprire come suonare nello stile di The Edge.
A mio vedere gli ostacoli nel seguire questi video potrebbero essere due: il primo è la lingua. Michael ovviamente parla inglese e per chi non capisce bene quel che dice potrebbe risultare difficile mettere in pratica gli insegnamenti, anche a me a volte capita di non capire qualche piccola cosa, ma l’importante è capire cosa faccia con le mani, è questo quel che conta e, con la telecamera zoommata sulla chitarra, è impossibile non capire cosa stia facendo.
In secondo luogo, un altro ostacolo che il chitarrista/chitarraio medio potrebbe incontrare nel cercare di riprodurre passo passo le istruzioni del buon Michael è costituito dalla strumentazione. E’ sicuramente noto che The Edge, oltre al delay, usa molti effetti, alcuni dei quali molto rari e che non tutti hanno. Sicuramente partire con un buon delay e un overdrive è già un buon inizio, ma per alcune canzoni questo spesso non basta.
Michael infatti usa, oltre che a una Stratocaster, una Les Paul e una Explorer, il multieffetti digitale Fractal Audio Axe-Fx, che gli permette di settare tutti gli effetti che vuole e controllarli con una pedaliera switch/looper MIDI simile a quella di The Edge. Ultimamente, per simulare il suono dell’AC30 usato dal chitarrista irlandese, usa un Tech 21 Liverpool (più di 2cento euro).
Insomma, a meno che non siamo già forniti di tutto il necessario, potrebbe risultare difficile stare al passo con questi tutorial. Tuttavia, quello che mi piace delle canzoni degli U2 e di questi tutorial è che alla fine basta trovare una soluzione con i pochi/tanti pedalini di cui il chitarrista medio è ben fornito e il risultato che viene fuori non è affatto da buttar via, anzi. Inoltre ricordiamoci che l’importante è quel che si suona, poi l’effetto in più o in meno, il secondo delay, quel drive in più non fanno poi molta differenza.
L’intento dell’autore di questi video è spiegare come sono costruite le canzoni, cercare di insegnare a suonarle e di mettere chi vuole imparare a usarle nelle condizioni di farlo, cosa che può avvenire anche con pochi effetti, ma tanta, tanta pazienza.
Vi consiglio di visitare questo canale e di immergervi nello studio di alcuni pezzi molto famosi e suggestivi degli U2. A voi i giudizi sul lavoro, a parer mio ottimo, di questo grande fan del gruppo irlandese.
colgo l'occasione per segnalarvi sul tubo: link
non è tecnico quanto il protagonista dell'articolo (fa solo acustico), ma ha tante versioni carine di molte canzoni (io ho sempre guardato la parte relativa ai beatles)
CIAO!
so che magari amando i beatles potrebbe non piacerti questo qui che fa molte canzoni degli Stones, però guarda il suo canale e dimmi che ne pensi...è davvero bravo e ha certe chitarre da invidiare!!!
link
ciao ciao
Se gradito segnalo invece il canale di un' altro ragazzo che io considero il clone di The Edge
link
Purtroppo anche lui USA, ma lui parla poco, però suona e si può osservare parecchio!
Altri canali con altri ragazzi in gamba comunque si trovano sul tubo, l'unico problema che anche loro non italiani, si vede che Edge è più apprezzato all' estero che in italia, anche se io credo che molti chitarristi un pò si vergognano a dire di essere fan di The Edge, forse proprio per i motivi che si discutevano nell'altro post.
Ciao
Dino
mick è davvero un grande lo seguo da molto, mi piacciono molto le collaborazioni che ha fatto con U2john316, anche lui molto bravo!!!
Per quanto riguarda gli italiani, ce ne sono diversi, ma non al livello estero (come tante cose al di fuori del mondo chitarristico), ma non penso sia per vergogna, penso proprio che ci sia un'altra cultura chitarristica in Italia. Mettici anche che anche solo statisticamente parlando in 200 milioni e più di popolazione Usa è normale che sia più semplice incontrare amatori degli U2 che condividono le proprie esperienze sul tubo rispetto all'Italia...
Qui vogliono essere tutti Van Halen, senza rendersi conto che è più importante fare una nota significativa e fatta bene che 100 alla velocità della luce.
Ciao
Dino
comunque no, trovo qui quello che mi serve, penso sia il sito più completo!!!
Ciao
Dino
ciao ciao