Cono M250-32C: storia del beat Italiano
Finora mi ero interessato solo a rispondere agli articoli degli altri Accordiani con dei commenti dettati dalla esperienza 44ennale nei gruppi musicali (leggi complessi) dal 1966, anche come tecnico riparatore hobbistico dallo stesso anno, ma oggi ho deciso di produrre questo breve articolo dedicato all'altoparlante che ha fatto la storia dei gruppi beat in Itala, quello che in assoluto ha reso disponibile alle nostre orecchie il suono amplificato dei nostri modesti strumenti nell'arco degli anni '60, il glorioso M250-32C Electronic Melody, oggi C.I.A.R.E.
Fu usato molto da Davoli negli amplificatori A 15 e Baby Bass, da singolo, e nello Show II in coppia, ma aiutato da un'altra coppia di M160-20A o M200-25C HF, più piccoli e con in serie un condensatore da 4,7 µf, per filtrare i suoni medio alti. Lo usarono anche nelle casse del Metropolitan Meazzi e in alcuni Farfisa, lasciando lo stesso compito al fratello maggiore M320-50C nei più potenti Tuono e Davoli Show III.
In tanti anni non ha lasciato mai a piedi nessuno, anche se era dichiarato per sopportare 10W RMS, ma già il Davoli A 15 e il corrisondente per basso Baby Bass, con Push-Pull di ECL82 prima e ECL86 poi, di potenza cacciavano dodici watt.

Quanti ricordi di quei gloriosi anni della musica beat, con le nostre chitarre e bassi Eko, Hofner e Framus. Le Fender e le Gibson erano un pio desiderio per le nostre misere tasche di studenti squattrinati ma pieni d'entusiasmo. Se siamo ancora qui a parlarne, dobbiamo comunque fare un doveroso ringraziamento a questo componente da anni non più in produzione, con il suo magnete a giogo e il cestello in lamiera con generosi fori circolari.