Rudy Rotta. Beatles in Blues
<p><img src="http://assets.accordo.it/cloud-assets/17281/600x0/00/mini-images_5cin_5cimages23_5crudyrotta.jpg" alt="Rudy Rotta. Beatles in Blues"><b><a href="mailto:albvitali@tiscali.it">mustang65</a> scrive:</b> Vorrei presentarvi un CD che anche se ha già qualche anno, forse molti di voi non conoscono. Si tratta dell’album “The Beatles in Blues” del nostro grande chitarrista blues <b>Rudy Rotta.</b> Questo è un album del 2001 e come si evince dal titolo il nostro Rudy ha voluto rileggere in chiave blues molti degli hits dei “Fab Four”: infatti in scaletta troviamo brani come Love Me Do, Come Together, Dear Prudence, Revolution, Get Back, Norwegian Wood, Don’t Let Me Down.. </p>
La reazione a questo disco può essere di gradita sorpresa ai più anche se i puristi potrebbero storcere il naso dicendo, “ma che c’entrano I Beatles con il Blues?”, ebbene c’entrano eccome: basta sentire le progressioni di accordi che sono alla base di molti dei pezzi che ho accennato, un tocco di fantasia ed ecco che “Norwegian Wood” parte con un tipico “acoustic blues riff “ del delta.
Andiamo nei dettagli; la band è composta oltre che da Rudy alla chitarra e voce, da Luca Nardi al basso, Carmine Bloisi alla batteria e Michele Papadia all’Hammond (bellissimi i suoi interventi!) e al Fender Rhodes, quindi tipica formazione Blues.
C’è da dire che il disco, registrato in Italia, secondo il mio parere è molto ben mixato, tutti gli strumenti sono ben bilanciati, insomma è un piacere per l’orecchio. Il nostro Rudy in questo disco imbraccia ovviamente una Fender Strato, (sapevate che la Fender dopo le esibizioni di Rudy e della sua band in terra inglese per il Beatles festival del 2001, ha proposto al nostro di diventare endorser e gli ha dedicato una Signature?), ed il suono che esce dal disco è tipicamente Fender, pulito, pieno e solo in alcuni momenti distorto al punto giusto.
Tra i brani più riusciti metterei “Dear Prudence” di grande atmosfera e feeling, con il tocco di Rudy a farla da padrone, a mio avviso molto riuscito anche l’arrangiamento di “I Feel Fine” e di “She’s A Woman” con un ritmo decisamente trascinante.
E poi si va decisamente sul blues a partire da “Norwegian Wood” in cui Rudy suona l’acustica, si prosegue con “You Can’t Do That” che è un blues vero e proprio, e proseguendo con “I Got A Feeling” con la batteria in due tempi.
“Get back” è decisamente un’altra cosa, e a voler essere onesti non è che da un brano simile si può tirare fuori di più, così come si può dire di “ Come Together” che sono perfetti così come “mamma” ovvero I Beatles, li han fatti. Da non perdere infine l’interpretazione vocale su “In My Life”.
Alla fine bisogna dire questo, Rudy è un artista, un grande chitarrista che sa suonare con grande gusto e sa affrontare una sfida come quella di reinterpretare I Beatles con una semplicità e onestà disarmanti. Il disco penso lo possiate ordinare è della casa discografica Azzurra Music (www.azzurramusic.it). Infine fatevi un giro sul sito di Rudy (www.rudyrotta.it) e ne vedrete e sentirete delle belle.
Ciao.
Dettagli a parte, ammiro Rudy da 20 anni, l'ho visto suonare decine di volte in contesti totalmente differenti l'uno dall'altro e una sola rimane la costante: la capacita' di darsi al pubblico con un impatto ed una carica immutati. E adesso vado a riascoltarmi il disco...
io ci sonociao ragazzi
Sono andato a vedere il sito di Rudy Rotta (rudyrotta.com), un bluesman che conoscevo solo di nome, e ho visto con grande sorpresa che suona con il grande Brian Auger, che ascoltavo molto ai tempi dei Trinity con Julie Driscoll (sarà per l'Hammond che mi è rimasta la fissa del leslie).Comunque, bell'idea di consigliare questo disco. Complimenti, denota che hai un gran bel gusto musicale, ma non è che già non lo sapessi, altrimenti... come potevamo suonare insieme?... :):)..ci vediamo.
Claudio
sarà perche durante il concerto si è permesso di fare delle battute un pò razziste.
Che artista!
Sì lo so l'ha detto scherzosamente,però può dare fastidio, poi da una persona di mondo come Rudy non me l'aspettavo.
La prossima volta che Rudy Rotta viene a Roma ci andiamo insieme, peccato perchè è stato a Stazione Birra solo un mesetto fa...
A presto, ricordati il nostro impegno..
Mustang Alberto
Sinceramente il disco qui consigliato qua è insignificante rispetto al live con Brian Auger o Rotta and friends, ma ad essere sincero potrei metterci anche l ultimo Winds of Louisiana.
Rotta ha un gran carisma ,una gran passione e un gran suono.
Al Pistoia blues mi ha sorpreso moltissimo e non vedo l ora di tornare a vederlo appena passerà qua vicino:-)
Comunque la cosa che lascia piacevolmente sorpresi è l amore che ci mette. Sente emozionalmente le canzoni che interpreta e oltretutto lo manifesta tutte le volte.
Questo tipo di cose per me è fondamentale ed è per questo che lo stimo moltissima il Bluesman in questione:-)Ciao
Marco
L'anno scorso suonava vicino a dove abito, in coppia con Brian Auger e non mi sono lasciato sfuggire l'occasione.
Un grande (sia lui che brian).
Mi sono pure comprato un CD Live che ditribuivano alla fine del concerto.
No. Sono andato a ritrovare il poster dell'edizione (che si trova montato a mo' di quadro si, ma sotto il letto).
L'edizione era quella del '95.
Mi ricordo che arrivai intorno alle 20:00 (ma suona sempre a quell'ora li' ) lol) e il suo show era alla fine. Mi vidi Sonny Landreth, ma ero andato piu' che altro per vedermi Robert Cray e B.B. King.
Morale della favola, in quell'edizione B.B. si era sentito male e quella sera non suono'.
Se non ricordo male suono' la sua band con dei componenti della band di Cray.
R.Rotta l'ho già visto diverse volte dal vivo (anche se fa poche date in Italia), e deve dire che è veramente devastante: 2 ore e mezza di concerto senza fermarsi un secondo, tutte le canzoni legate tra loro senza stop, una cascata di note (e che note...) da lasciare senza fiato!