Festival di Sanremo, diamo i voti ai
<p>Anche quest'anno ci siamo sottoposti alla tortura del Festival "della canzone italiana". Perché? Per pura curiosità. Ma fra una canzone e l'altra abbiamo sentito spesso il bisogno di ricaricarci con della musica vera, e questo, crediamo, la dice lunga. In realtà chi abbiamo gradito maggiormente è stata l'ospite Joss Stone. Le pagelle che seguono sono ovviamente totalmente soggettive e poco serie. A voi mandare le vostre. Keep on rockin'.</p>
Al Bano Nel perdono - Albano non è un simpaticone, ma ha una voce potente e una ottima intonazione. Purtroppo la canzone era un pasticciaccio brutto puranco pretenzioso. Voto 5, anche se il popolo votante ha gradito.
Leda Battisti Senza me ti pentirai - Definita "lontana parente di Battisti" da alcuni giornalisti. Sarà anche vero, ma il nome d'arte sa troppo di furbata. Buona espressività ma canzonaccia indegna. Voto 4
Marcella e Gianni Bella Forever per Sempre - Brano tipicamente festivaliero, sintomatico della grande produzione e distribuzione discografica italiana contemporanea. Mestiere degli interpreti. Voto 6
Fabio Concato Oltre il giardino - Lodato per il tema sociale della canzone, in verità tristissima. Non ci è sembrato poetico il passaggio "devo dare quel che resta del mio culo" ma, d'altronde, perdere il lavoro a cinquant'anni è veramente drammatico. Che dire? Rimane immutato il nostro affetto per lui ma siccome era vestito malissimo il Voto è 5.
Simone Cristicchi Ti regalerò una rosa - Mix tra un pezzo di Jovanotti e uno di Niccolò Fabi. Tema originale ma lui non riesce ad esserci simpatico. Colpa nostra. Voto 5.
Johnny Dorelli Meglio così - Johnny è sempre grande. Il pezzo molto meno. Voto 6.
Francesco e Roby Facchinetti Vivere normale - Sorry, inguardabili e inascoltabili. Voto 3.
Amalia Gre' Amami per sempre - Discreto, superiore alla media il brano, brava Amalia. Voto 7
Mango Chissà se nevica - Altro collaudato campione della discografia ufficiale. Dignitoso Voto 6
Piero Mazzocchetti Schiavo d'amore - Sopravvalutato da certa critica. Voce verace ma brano terrificante. Voto 4
Paolo Meneguzzi Musica - Ecco un altro emulo del disgraziato Tiziano Ferro. Musica per ......(riempite voi lo spazio come più vi aggrada) Voto 4 e 1/2
Milva The show must go on - La più brutta canzone del Festival. Ma come????!!!! Come fa una grande interprete come lei, una che ha cantato Brecht ecc.ecc. a non rendersi conto della pochezza del brano di Faletti? Voto 0.
Nada Luna in piena - C'era una volta "Ma che freddo fa". Bei tempi. Voto 4
Paolo Rossi In Italia si sta male - Delusione grande. Rino Gaetano ha fatto bene a non inciderla. Voto 5 di stima.
Antonella Ruggiero Canzone fra le guerre - Voce stupenda, canzone strappacore. Troppo strappacore. Voto 6.
Daniele Silvestri La paranza - Finalmente un pezzo divertente, orecchiabile, ricco di gustose allitterazioni. senza pretese se non quella di divertire. Daniele si conferma cantautore intelligente e con gusto. Voto 8
Stadio Guardami - Senza infamia e senza lode, gli Stadio azzeccano un pezzo ogni 10. Ahimè. Voto 5.
Tosca Il terzo fuochista - Brava Tosca, ma non siamo al circo. Voto 6 meno.
Velvet Tutto da rifare - Come dice il titolo, l'ennesimo brano pop sdolcinato-mieloso odioso Voto 4.
Zero Assoluto Appena prima di partire - Idem come sopra. Voto 4