Le baritone TIC-TAC Danelectro e Fender VI
La prima fu prodotta dalla Danelectro nel 1958 con i soliti materiali economici utilizzati anche per le altre chitarre elettriche prodotte dalla casa, cioè la masonite per il body e il semplicissimo ponte attaccacorde con striscia di palissandro fissata inferiormente con una vite sola, mentre per il pickup si usò il solito Lipstick, uno solo al manico.
Venne chiamata subito, dai chitarristi e bassisti che la usarono negli anni '60, TIC-TAC, per il suo suono caratteristico a elastico rilasciato che si può sentire ancora oggi nelle colonne sonore dei film del genere spaghetti western, enfatizzato dall'uso del riverbero a molla tipo Hammond per dargli più profondità.
Aveva una scala di 27 pollici, passati poi a 30,5 in alcuni modelli successivi a due Lipstick, come fecero poi tutti gli altri produttori di chitarre baritone, cioè principalmente Gibson e Burns negli anni '60 e qualcuno come Music Man negli anni '90.
Io ho un CD di Elvis con al collo una doppio manico Gibson SG, con la chitarra superiore SG baritone e sei meccaniche Kluson aperte da basso tipo EB 0 e relativo ponte, ma a 6 sellette.

Nel 1961 la Fender produsse un modello che ricalcava le linee gia tracciate dalla casa nella Jazzmaster prima e nella Jaguar poi, cioè il body countoured, il ponte fluttuante su punte inserite in alloggiamenti metallici cilindrici nel corpo, il sistema del tremolo-attaccacorde, le meccaniche Kluson da chitarra e la forma della paletta, solo che questo modello aveva tre pickup tipo Stratocaster con mascherine metalliche e una scala molto più estesa, da 30,5 pollici contro la 25,5 pollici della Jazzmaster e la 24 pollici della Jaguar.
Era anche privo dello switch selettore superiore e i controlli di tono e volume a manople zigrinate a taglio, nate per la posizione Jazz a unico pickup al manico delle due sorelle di casa Fender, cosa che era stata concepita principalmente per la Jazzmaster, onde affezionare i chitarristi jazz a questo modello solid body, quartogenita di casa Fender, nel 1957.

Fu la prima chitarra baritona a essere vista dal grosso del pubblico, poiché Jet Harris, il bassista cofondatore degli Shadows da cui era andato via agli inizi degli anni '60 adducendo come motivo il non voler compromettere la sua coscienza di fedele praticante della religione dei Testimoni di Geova, si presentò invece sui palchi e in televisione eseguendo un brano famosissimo, Besame Mucho, con una chitarra baritona Fender VI del primo tipo. Tant'è vero che già sulla copertina del primo album a 33 giri monofonico degli Shadows, Meeting With the Shadows, il famosissimo con "Apache" e "Sleepwalk", compare John Rostill, il biodo novellino suo sostituto.
La Fender modificò poi il Fender VI nel 1963 con tre pickup tipo Jaguar e introdusse un quarto interruttore per il Rithm-Solo. Ecco il modello definitivo che si può ammirare anche a tracolla di una giovanssima Caterina Caselli, color Fiesta Red, sulla copertina del suo 45 giri Nessuno mi può giudicare, ma siamo già negli anni Beat.

Fender ha poi tentato nuovamente la strada della chitarra baritona con il modello Telecaster Bajo Sexto, ecco un filmato al riguardo.
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