Le chitarre e i bassi solid body Gibson Norlin
Gibson, nel 1969, divenne proprietà di una multinazionale affermata nel campo della produzione della Birra in Ecuador, composta da CMI (Chicago Musical Instrument) con presidente Maurice Berlin e da The ECL Corporation con presidente Norton Stevens. Quest'ultima acquistò buona parte del magazzinaggio della prima nel 1974 e diventò molto più importante, con conseguente acquisizione del controllo di Norlin, cosa che costrinse in disparte Maurice Berlin.
La prima scelta di Norlin fu, nel 1969, di far fuori la produzione USA di Epiphone (che fino ad allora aveva prodotto validi strumenti con costi molto vicini a quelli Gibson) e di trasferirla in Asia nel 1970, ma vi fu pure il dilemma della scelta delle due città interessate alla produzione Gibson, Kalamazoo e Nashville, delegando a quest'ultima, legata al ricordo di Elvis Presley, la produzione della sua chitarra preferita e delle consorelle acustiche, cioè la J 200 e le acustiche Gibson.
Ma parliamo ora degli strumenti più innovativi, tre chitarre e due bassi che, secondo me e molti altri, meritavano molto di più dal mercato. I due bassi sono stati recentemente rimessi in produzione, delle chitarre invece non si è più vista la volontà di riproposta facendo loro seguire, nella produzione solid body, dei modelli ancora meno validi e negli anni '80 una proprio a loro sostituzione: la poco conosciuta Sonex.
Ecco di seguito la Marauder, la S1 e l'innovativa Corvus, bruttarella ma molto valida nel suono generato dai sui pickup humbuker con cover in plastica.

Gibson Marauder: prodotta dal 1974 al 1979, body Les Paul alleggerito e con smussi, cioè countoured single cut-away, in acero compreso il manico, con fissaggio del manico stesso a quattro viti e piastrina, come nelle chitarre della rivale Fender. La Telecaster di casa Gibson con paletta a punta tipo Flyng V.

Gibson S1: questa la ho avuta e posso dirvi che meritava un tantino di attenzione in più. Stesso body, stesso fissaggio del manico, stessa paletta ma tre pickup a barra a due bobine sovrapposte.
Prodotta dal 1975 al 1980, fu considerata la Stratocaster di casa Gibson.

Gibson Corvus: bruttarella, ma che si faceva amare non appena cacciava la sua prima nota di un'aggressività notevole. Poco prodotta a fine 1979-1980, ricorda un po' la Flyng V, ma ha invece una paletta strana. L'ho avuta ma cambiata con una SG 1973 perché un po' scomoda da seduto.
Passiamo ai due bassi di cui uno proposto in due versioni con circuitazione completamente diversa.
Il primo fu il Ripper, con due pickup disegnati da Bill Lawrence, selettore rotativo di eredità EB3, manico con paletta tradizionale e incollato, magnifico nella versione Freetless del 1976 ma ora riproposto solo con i tasti, in produzione dal 1973 al 1983.

Parliamo ora del Grabber, il basso che mi ha fatto ricredere sui bassi Gibson. Di una potenza enorme anche se passivo, nella versione (Grabber) a un pickup humbucker di poco traslante, idea già applicata da Framus sulle chitarre ma con escursione maggiore, e quella a tre pickup (G3) a barra a due bobine sovrapposte, scala 34 pollici, manico avvitato, corde passanti per il corpo e ponte a quattro sellette cilindriche tipo Fender. Vale la pena suonarlo e averlo.

Io lo posseggo nella versione G3 ed è già il secondo. E' del 1978, l'altro aveva problemi al manico. Ha le tonalità più spinte verso i medio-alti, a differenza del suono fangoso e cupo dell'EB0, ma anche un punch mozzafiato sui bassi. Fu usato nella versione G3 dai Goblin nella colonna sonora di "Profondo Rosso", ora riproposto solo a un pickup e con ponte Gibson classico degli EB0-3 e Les Paul.
Le due prime chitarre vennero sostituite da una chitarra simile nel body ma di chiara ispirazione Les Paul, però posso dirvi con certezza che se ne sono viste poche in giro, di queste Sonex.
