Keith sound 2007
<p><img src="http://assets.accordo.it/cloud-assets/17732/600x0/00/mini-stones.jpg" alt="Keith sound 2007" class="legacy_param"><b>melody scrive:</b> Cosa c’è dietro il suono di Keith Richards nel Bigger Bang Tour?</p><p>Queste righe in origine dovevano essere una semplice risposta a un commento di Lelecaster in un bel thread di qualche tempo addietro (<a href="http://www.accordo.it/comments.pl?sid=9179&cid=124316">clicca qui</a>), ma i contenuti meritano ben altra ribalta.</p>
Non c’è molta farina del mio sacco: il mio lavoro è stato principalmente quello di tradurre e sintetizzare i contributi che “veri” conoscitori - nonché, come me, sfegatati fan della Greatest Rock and Roll Band in the World - hanno pubblicato nel corso degli anni sul forum Rolling Stones www.iorr.org.
Fra l’altro: consiglio vivamente di andare a leggere quanto c'è sullo stesso sito sui vari legni Stones (l’indice si trova qui http://www.iorr.org/talk/read.php?1,457683): sono una incredibile miniera di informazioni su alcune delle più belle chitarre della seconda metà del secolo scorso!
Dunque, il suono di Keith Richards nell’ultimo, grandioso, Bigger Bang Tour.
Tanto per capirci: Keith ha sempre rinnovato il proprio suono di tour in tour e sempre con risultati meravigliosi. Questa volta, però, ha esagerato!
Dopo la debacle "sonora" di Milano, una delle peggiori performance di sempre - dal punto di vista della PA - cui io abbia assitito, a Parigi, qualche mese dopo, ho visto la luce o, meglio, ho sentito i cori degli angeli. Mai, e dico, MAI, in anni e anni di concerti ho sentito un suono di chitarra così bello, pieno, capace di emozionare, commuovere, di far gridare al miracolo!
Evidentemente, checchè si dicesse in giro, non poteva essere solo chitarra e ampli - come negli anni di Taylor - per quanto chitarre e ampli fossero di prim’ordine.
Il mistero è diventato meno fitto grazie ad una foto recente pubblicata sul sito della Fulltone (qui http://www.fulltone.com/artframe.html).
Allora, come si dice in inglese della regina, “let’s cut the crap”, veniamo al sodo.
Si riconosce subito il Fender Twin, numero di serie A-00003, costruito il 26 luglio 1957, il giorno del 14° compleanno di Mick Jagger. Valvole sembrano essere “normali” Groove Tubes.
E’ quello color marron scuro. Probabilmente “rifoderato” recente.
Il twin non monta coni originali, bensì dei Celestion, probabilmente modello G12-80 fine anni 70. A quanto pare coni di prim’ordine, che hanno contribuito molto a fare il suono rock degli anni 80. (“To get technical, they use a 1.75" diameter 8 ohm coil with a 50oz magnet, have a response from 75 to 5000Hz, and 99dB sensitivity (1W@1m). They are a good all rounder with lots of punch and bite, dynamic fluid treble, good mid presence and definition, but overall a slightly compressed sound. The G12-80 evolved in to the Classic Lead 80 which is still available”).
Per buona parte del tour a fianco del Twin venne usato un Watkins Joker, ampli a tre canali con un Tape delay Copycat integrato. Fabbricato in Inghilterra nei primi anni 60. Circa 25 watts. Cono Goodmans da 12. 4 EL84, rettificatrice EZ81, ECC83 (12AX7) le altre.
Quest’ampli passò a miglior vita sotto i miei occhi circa 10 minuti prima del concerto di Parigi dello scorso luglio, e venne rimpiazzato per la serata e per il resto del tour da un Twin nuovo di pacca o da un Victoria 80212 (questione ancora dibattuta) - l’ampli col tolex miele il cui culo si può ammirare nella foto pubblicata sul sito Fulltone.
Fra ampli e chitarre sono riconoscibili un booster Zinky Master Blaster (da me prontamente acquistato) e, ovviamente, il Fulltone Tube Tape Echo. Effetti posizionati dietro gli ampli, probabilmente sempre on a “colorare” il suono, con i volumi degli ampli nel G-spot e i volumi delle chitarre a fare il resto. L’unico pedale sul palco è il wha di Wood.
E' tutto. Sono molto graditi ulteriori contributi alla causa (soprattutto su quanto sta sotto gli ampli).
C
p.s. Mancano meno di due settimane all’apertura di Werchter!