Le Gibson economiche
A metà degli anni '50 Gibson decise di guadagnarsi un posto sul mercato dedicato agli studenti di chitarra elettrica dotati di un budget limitato, forse anche un po' prima della concorrente Fender. Tutto iniziò alla fine del 1954 con la messa in produzione di un modello economico -ma oggi ricercatissimo- di Les Paul, la Junior a un solo pickup P90 al ponte e molto spartana nella realizzazione.
La Les Paul Junior subì la trafila di tutte le solid body della casa, prima prodotte con una sola spalla mancante e poi, sul finir degli anni '50, private anche di quella nel periodo passato alla storia come Transition, per diventare poi tutte SG nel 1961, cioè le Solid Guitars di Gibson, modificando poco le altre caratteristiche.

Nel 1959 la Gibson vide aumentare le vendite della concorrente Fender, tutto per merito di una chitarra ancora più spartana ed economica, la Musicmaster. Pertanto si decise di produrre un modello di chitarra che costasse ancora di meno, conservando però le prerogaive di qualità della casa. L'unico componente su cui si poteva ancora risparmiare era il pickup e ne fu prodotto uno con un magnete a barra verticale e cover in plastica chiusa, simile esteticamente al pickup in dotazione alla chitarra della concorrenza, anche se quest'ultimo utilizzava i soliti sei magnetini cilindrici.
Ne uscì fuori la Melody Maker, che ultimamente ha adottato anch'essa il pickup con sei magneti, ma il resto è rimasto uguale, stessa trafila per il body.

Della Melody Maker furono fatte anche versioni a due pickup, solo dal 1960 in poi, e della SG Melody Maker anche qualcuna a tre, dal 1966 in poi. Ecco la più richiesta sul mercato del vintage, del 1960.

Sul finire del 1999, la Melody Maker conquistò il pickup più ambito, il P90, e divenne così Les Paul Melody Maker. Fu dotata anche del ponte Tune-O-Matic.

Tra i bassi elettrici vi era lo strapotere della concorrenza e il primo basso prodotto in casa Gibson, il modello EB 1 del 1953, non aveva incontrato il favore del pubblico dei bassisti. Un po' meglio andò il modello EB 2, versione basso della ES 335 e molto simile al modello della neo acquisita Epiphone, il Rivoli Bass. Un basso un po' meno caro comparve sul mercato nel 1959: aveva il body della Les Paul Junior Transition a due spalle mancanti e le meccaniche Banjo, era il basso EB 0.

Nel 1968 fu prodotto un modello ancora più economico, con body SG (si era evoluto in tale senso anche l'EB 0) ma che conservava le caratteristiche di quest'ultimo per un prezzo più abbordabile. Era nato il Melody Maker Bass.
