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Marshall JCM 2000 TSL 100. Prova tecnica e del suono

Marshall JCM 2000 TSL 100. Prova tecnica e del suono

<p><img src="http://assets.accordo.it/cloud-assets/17343/600x0/00/mini-marshall.jpg" alt="Marshall JCM 2000 TSL 100. Prova tecnica e del suono" class="legacy_param"><b>robbyboy scrive:</b> Prova tecnica e del suono - Marshall JCM 2000 TSL 100. L'ampli si presenta con la solita e sempre gradita estetica Marshall, anche se l'esemplare in esame è della serie limitata Crome, ovvero quella simile, anche per il rivestimento, al Silver Jubilee per intenderci, comunque la sostanza è la stessa.</p>

di redazione 26 LUG 98
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L'ampli si presenta con un pannello frontale affollato di manopole, ma in realtà l'uso è molto semplice, infatti come vedremo, si tratta di tre differenti controlli di tono, gain e volume, ovvero di tre canali, che seppur collegati alle stesse valvole, grazie ad un semplice sistema di commutazione, riescono ad utilizzare pochi doppi triodi per ottenere tre canali effettivi.

I controlli sono i soliti bass, middle, treble, gain e volume, il canale clean ha un mid boost, ovvero uno switch che esclude la parte dedicata ai medi del controllo toni, lasciando la regolazione ai soli bassi ed alti; interessante.

I canali crunch e lead hanno un pulsante shift che attenua i medi per creare un tipico metal sound; segue la parte che potremo definire master o post preamplificazione, dove troviamo due distinte serie di controlli, uno per il canale clean ed una per crunch e lead, comprendenti presence, fx mix e reverb.

Una caratteristica molto gradita è la possibilità di utilizzare il controllo fx, nel caso non lo si utilizzasse con un effetto, come master secondario, richiamando la famosa funzione solo di casa Mesa, si tratta di una utility essenziale e troppo spesso trascurata dai produttori, ottimo.

Il pannello retro ha tre uscite per casse, di cui una con impedenza fissa da 16 Ohm e due selezionabili 4 e 8 Ohm, oltre a due mandate effetti distinte per distorti e pulito, complete di due livelli loop, selezionabili con pulsante e una presa XLR con filtro emulatore di cassa.

Tralasciamo la parte di controllo, che si può consultare in maniera esaustiva anche sul manuale scaricabile da internet o fornito con l'ampli e passiamo al cuore elettrico del TSL.

La costruzione interna sembra buona ed in regola con gli standard Marshall, la disposizione razionale dei componenti ricorda quanto già visto sul JCM 900, ma il circuito adesso viene realizzato con tecnica double surface, ovvero su due lati della basetta; come sempre la Marshall usa basette in ottima vetronite, ma la tecnologia del circuito doppio offre a volte alcune difficoltà per le riparazioni, dovendo spesso agire sulle doppie saldature di ogni reoforo (gambette) dei componenti.

Da internet otteniamo facilmente lo schema elettrico, che ci dice principalmente tre cose, la prima è che la distorsione non è più costruita con i soliti diodi contrapposti, come avveniva già dalla serie 800 a due canali, anche se suonava benissimo (bisogna dirlo), la seconda è che si è fatto largo uso di connettori di collegamento tra i vari punti del circuito e per collegare le diverse schede circuitali, creando un sistema più industrializzato, speriamo che si tratti di connettori di ottima qualità; la terza cosa è che è apparsa, finalmente, la possibilità di regolare il Bias senza dover smontare l'ampli, ma semplicemente togliendo la griglia forata sul retro.

Su questo ultimo punto la prima riflessione è che si poteva mettere una sorta di isolamento elettrico su i punti test, nel caso di una piegatura accidentale della griglia metallica, ma questo è solo un dettaglio.

La dotazione valvolare è composta da quattro Svetlana EL34 e quattro ECC83 di produzione cinese, non so quali valvole pre vengano utilizzate attualmente da Marshall, l'esemplare in esame fa parte di una serie limitata del 2005, ma sembra che si sia mantenuto lo stesso tipo di valvola preamplificatrice utilizzata sul 900; questa valvola prodotta in Cina ha un suono molto aperto, anche se forse con un eccesso di compressione in distorsione e una lieve gommosità dei bassi, sempre in distorsione, che sovente si accompagna al manifestarsi di un lieve effetto zanzara. Nella prova sono state sostituite la seconda e terza preamplificatrice, le quali lavorano solo sui canali distorti, con due Svetlana 12AX7, il suono ha preso immediatamente una piega più classica e medioso/definita, ma dei suoni parleremo dopo.

Rispetto alla tradizione Marshall non abbiamo più i coperchi con molle a trattenuta delle finali, ma una molla dentellata alla base dello zoccolo, in stile Fender e simili, peccato, così come non abbiamo, a parte per la prima valvola, i coperchi schermanti cilindrici a baionetta, sostituiti da anelli in gomma a protezione di eventuali vibrazioni provenienti dallo chassis.

Gli zoccoli sono stati sostituiti, rispetto alle serie precedenti, con modelli da montaggio su stampato, cosa ormai diffusa ed a cui dobbiamo fare l'abitudine, inoltre si tratta di zoccoli in materiale plastico e non in materiale ceramico; forse qui si poteva evitare l'eccessivo risparmio e utilizzare qualcosa di più affidabile.

La nota dolente arriva dal fatto che l'esemplare in esame, pur suonando ottimamente, poi lo vedremo, ha lo zoccolo della valvola driver difettoso, un pin femmina dello zoccolo risulta troppo largo, creando falsi contatti e botte incredibili al finale, infatti la valvola driver è dopo il controllo volume, comunque viene prontamente aperto l'ampli e con un po' di pazienza si procede a stringere il pin dello zoccolo e ripassare le saldature su i due lati dello stampato, in corrispondenza del terminale dello zoccolo incriminato.

La buona notizia arriva invece dalla già citata possibilità di regolare il bias dall'esterno, anche se nelle serie JVM e Vintage Modern sembra si sia tornati a regolazioni interne, comunque, si diceva che il controllo dei mV equivalenti ai mA, con l'artificio di una resistenza da 1 Ohm in serie su cui si misura agli estremi la caduta di tensione, (vecchio trucco degli hot rodder, ci voleva tanto a metterlo in atto su un ampli di serie?) regolati tra il collegamento griglia1, il catodo e la massa , attraverso la resistenza da 1 Ohm appunto, permette di regolare distintamente il bias per i due rami dell'ampli, inoltre misurando il parametro corrente griglia di ogni singolo ramo e togliendo una delle due valvole di un ramo, è possibile selezionare e verificare le valvole con più facilità.

Questo tipo di taratura appare attualmente anche sulle produzioni Vox cinesi.

Regolazione consigliata dalla casa è di 90 mV per ramo, ovvero 45 mV per tubo, ma nel modello in esame tale valore è impostato (ad ampli nuovo) su 80 mV e personalmente si consiglia di non arrivare a 90 mV, vista l'enorme dissipazione di calore delle quattro Svetlana, anche perchè la botta sonora è comunque notevole, le finali respirano un po' e il canale clean non sembra soffrirne. Una curiosa caratteristica, non so se presente solo nell'ampli sottoposto a prova o comune a tutti i TSL 100, è che il trimmer bias a sinistra, per esempio, comanda il ramo di destra e viceversa, vabbè tanto sono cose da far maneggiare al personale specializzato, vero?!

Le quattro finali, seppur lavorando con correnti di placca tra i 12 e 15 mA, per ciascun tubo, come avviene spesso per i Marshall di ultima generazione, presentano, come già detto, una forte dissipazione del calore, probabilmente dovuta alle caratteristiche proprie delle valvole Svetlana, che avevo già riscontrato sulle 6L6 della stessa marca e che trovo molto simili, anche per il suono oltre che per la temperatura, alle Siemens, più che alle Mullard delle quali possiedo un quartetto originale che tengo gelosamente sotto chiave.

I trasformatori sembrano gli stessi del JCM 900, bene, contrariamente a quanto si possa pensare, era più facile vedere una fumata di un trasformatore Drake di un JCM 800, che di un trasformatore (ovviamente di alimentazione) della serie 900, in particolare per i 50W; anzi si vuole sottolineare che la bistrattata serie 900 era molto robusta e si guastavano di rado.

retro marshall chrome limited edIniziamo la prova con il canale CLEAN, ebbene la sorpresa è notevole e molto gradita, siamo di fronte, finalmente, ad un Marshall con un pulito decente, quasi da quadratura del cerchio, il riverbero è profondo e il pulsante midboost aiuta a regalarsi diversi suoni.

Ottimo l'intervento del controllo dei medi, il quale riesce a mettere a disposizione diverse situazioni sonore, il controllo degli alti ha in verità una soglia di intervento un po' troppo in alto appunto, così che si è quasi costretti a tenere tale controllo al massimo o quasi.

Il controllo presence, separato da quello dei canali dedicati alle distorsioni, permette di ottenere la dovuta indipendenza tonale e seppure non si possa competere con un pulito Fender, dei più classici, il risultato complessivo è sicuramente positivo. In realtà un pulito simile su un Marshall lo si era già sentito sulle prime serie DSL combo, ovvero sul 40W DSL, non molto considerato, forse per l'uso delle EL84 o forse per la potenza, ma che aveva un pulito più che dignitoso e sicuramente migliore rispetto a quanto era possibile ottenere da un JCM 900 dual reverb.

I due canali distorti sono altrettanto sorprendenti, la prova, non l'avevo detto, viene effettuata con una 2x12 Blackshark equipaggiata da due Vintage 30.

Proseguiamo con il canale CRUNCH, dal suono molto interessante, anche se abbonda leggermente di bassi, che per dettaglio teniamo a non più di 4, con il tone shift e il pulsante deep disinseriti; per quanto riguarda tone shift e deep, si tratta di controlli estremizzanti, che permettono di ottenere maggiore versatilità, ma che alla fine aggiungono o sottraggono qualcosa di essenziale al suono, insomma alla fine ci si trova sempre a disinserirli, in particolare se si suona classic rock e dintorni; bisogna rilevare che i medi vanno tenuti un po' alti, ma si tratta di caratteristiche che nascono più dalla costruzione e dalla tipologia dei potenziometri, che da effettive variazioni circuitali rispetto ai circuiti Marshall tradizionali, anzi, per certi versi si è più vicini al circuito dell'800 che a quello del 900, ma bisogna ricordarsi che i margini di intervento e la componentistica danno diverse regolazioni, per cui è sicuramente da biasimare chi, abituato con il suo JCM 800, pretende che la stessa regolazione toni sia valida anche per il TSL, insomma va cercato il risultato e non uno schema preconcettuale da applicare in modo indistinto.

Con il gain al massimo si ha quasi un lead suond, ma, come avviene per quasi tutti i Marshall, alcuni dei migliori distorti si ottengono con il gain a metà o comunque basso ed un buon tube screamer in ingresso a caricare il pre; a differenza del JCM 900, non si nota una certa carenza su alcune frequenze, in caso di gain molto elevato, in particolare suonando in prossimità del 12° tasto (specie con la strato) le note Mi, Sol, La e Si. Con un gain non esagerato, questo canale regala un ottimo sound alla fratelli Young, anche se leggermente più gonfio e meno scarno rispetto ad un vecchio Master Volume.

Il canale LEAD è infine una sorpresa, molto versatile, anche se un po' rumoroso, ma tanto durante il solo chi sente il rumore di fondo, la frequenza di rete o il primo tubo al neon nei paraggi? La principale caratteristica di questo canale è l'estrema flessibilità, infatti regolato per un lead sound con gain al massimo, si ottiene un suono cattivissimo, che in particolare con gli humbucker non ha bisogno di booster o overdrive, anche se anche in questo caso è necessario abbassare il controllo dei bassi, specie in situazioni di shred estremo utilizzando il magnete al manico, per evitare frasi confuse e poco definite, a meno che non sia questo l'obiettivo prefissato. La sorpresa vera e propria di questo canale arriva con le basse regolazioni di gain, infatti poniamo il suddetto controllo a poco più che 2, ottenendo un suono molto sensibile e dinamico, ma forse troppo sferragliante, quindi proviamo a settare bassi e medi al massimo e gli alti a 0, una regolazione curiosa, ma l'importante è il risultato, inoltre il controllo di presenza viene mantenuto tra 4 e 5, come per tutta la durata della prova; ebbene il risultato è clamoroso, ed a parte un fruscio maggiore rispetto al canale crunch, otteniamo un semidistorto di riminiscenza settanta, con bassi più definiti rispetto al canale precedente, ma soprattutto con un suono che insieme ad una strato dà un ottimo Blackmore sound, oppure se aiutato da un pedale come DOD 250 o Tube Screamer e similari, ci avviciniamo al buon Yngwie; anche certi suoni hendrixiani escono fuori facilmente, diciamo che questo canale a bassi livelli di guadagno soddisfa molto l'intenzione di chi suona, pur mantenendo un carattere Marshall, leggermente sfrigolante, ma allo stesso tempo piacevole e ragionevolmente medioso.

A prova terminata facciamo alcune considerazioni, i minus sono pochi, eccettuato il difetto dello zoccolo della valvola driver, che per un ampli di questa caratura si poteva evitare, ma consideriamo che a volte anche acclamati ampli quali i Mesa soffrono di difetti spesso peggiori, insomma succede alle grosse produzioni, le garanzie servono a questo.

La costruzione è buona e anche se in parte differente a livello di materiali dal precedente JCM 900, che era sicuramente un ottimo connubio tra affidabilità e standard costruttivi.

I plus sono tanti, in particolare i suoni, dai puliti ai distorti, anche se i canali ad onda quadra hanno comunque il solito carattere Marshall, che pur smanopolando con medi, bassi e altro, comunque rimane, tanto da dire che se non si ama il suono Marshall è meglio rivolgersi da qualche altra parte.

Ottima infine l'idea del controllo del Bias all'esterno, conclude il tutto la dotazione di un completo footswitch per i tre canali, il riverbero e il controllo dell'effetto, utilizzabile anche come master secondario. Insomma un ampli completo, con ottimi suoni e con la possibilità di coprire tutte le sfumature Marshall, insieme ad un buon pulito e una utile ed essenziale dotazione.

Personalmente non credo di voler di più da un Marshall.

Robbyboy

Nota della redazione: la fotografia in alto a destra non corrisponde all'esemplare testato. La differenza consiste nelle finiture di colore diverso.

amplificatori marshall jcm 2000



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