Victoria Model 50212 - 45 watt
<p><img src="http://assets.accordo.it/cloud-assets/17846/600x0/00/mini-victoria_king_logo.jpg" alt="Victoria Model 50212 - 45 watt" class="legacy_param"><b>melody scrive:</b> Questa non è una recensione vera e propria, perchè per scrivere una recensione come si deve si deve avere un minimo di cognizione di causa, che io non ho.. dunque mi limiterò ad una piccola premessa e a riportare le informazioni che ho raccolto sulla rete, tanto per fornire qualche dato, sperando che possa tornare utile a qualcuno.</p>
La premessa serve a spiegare cosa ci faccia un Victoria a casa mia e come ci sia arrivato. Senza stare a contarla troppo lunga, avevo bisogno di un amplificatore nuovo, ho visto che gli Stones utilizzavano i Victoria come muletto, ho preso un Victoria. Se lo usano loro sarà buono, mi sono detto.

Ho avuto ragione. La scelta del 50212 è stata abbastanza casuale. L'ho visto su e.bay, ho tirato l'asta fino in fondo e ho vinto! 1'400 dollari americani (pari a circa mille euro e rotti - a fronte di un prezzo di listino USA di 3'095 dollari) consegnato a casa, praticamente nuovo, completo di custodia rigida rotellata! Me l'ha venduto tale Alex Watts, chitarrista californiano del gruppo country Slidewinders (su youtube c'è qualche pezzo - non male!). Una persona davvero squisita!
Chiusa la premessa, passo all'amplificatore. Ormai è un anno che lo uso e non smette di stupirmi. Dicevo all'inizio che non ho la scienza necessaria per fare una vera recensione. Prima di tutto perché, essendo il Victoria un replica del Fender 5E8-A (il low power tweed twin degli anni 55/57 del secolo scorso) io NON ho un Fender originale da mettere in confronto. Ci avevano pensato quelli di Guitar Player con un bel servizio nel numero del settembre 1998, servizio che era disponibile sul sito della Victoria e che ora non lo è più.
Info generali sul prodotto si trovano sul sito.
Di mio posso aggiunere quanto segue:
Nel complesso l'aspetto è solido e ben curato nei dettagli. Cassa di pino (ma con copertura posteriore di truciolato), ricoperta di tweed riccamente cerato. A proposito del tweed, sembra siano andati a "riesumare" il fornitore dell'epoca - ormai fallito - riattivandone la fabbrica.
La macchina è estremamente semplice, costruita con principi vecchi, ma che laddove era migliorabile è stata migliorata (vedi l'autobias).
La circuteria è (così ho letto) quella del Bandmaster, con variazioni. Un triodo per input.. spiega Mr. Baier che se usati assieme il risultato è schifoso a causa della particolare configurazione di un triodo per input. Non so cosa voglia dire, ma la verifica empirica conferma l'assunto del capo.
Pochi comandi azionabili dall'alto vecchio stile, regolazione di bassi, alti, presence, volume separato per canale brillante e normale.
Il mio nella sezione preamp monta delle ottime NOS GE 12AX7 (anche se Mark Baier - disponibilissimo proprietario factotum della Victoria - mi consiglia di provare vari generi di valvola, anche con meno gain) e coni Weber, che non sono stock, ma che piacevano di più di quelli stock al buon Alex.
Esaurite le poche questioni tecniche di cui fossi a conoscenza, dovrei scrivere due righe sul suono.
A dispetto della sua estrema semplicità, la macchina è molto versatile. Una volta trovato il G-spot dell'amplificatore - il livello di volume sul confine del distorto e pulito - con piccole variazioni di tocco e volume sulla chitarra si riescono a trovare una quantità incredibile di sfumature. Con l'aggiunta di un booster fra chitarra e ampli (il Master Blaster della Zinky), con gain sempre al massimo, il godimento è notevolmente accentuato.
Ciò che colpisce è la definizione e la potenza del suono delle corde basse, normalmente semi affossato nel mix, che letteralmente mi ha "aperto" una buona metà della tastiera solitamente poco usata. Nelle varie recensioni leggo di "tremedous bottom end". Assolutamente vero. Penso che ciò derivi del tanto decantato trasformatore di potenza, fiore all'occhiello del Victoria.
Concludendo, l'ampli è indubbiamente una bella bestia, ma occorrono un paio di avvertenze.
La prima: pesa un quintale! Per portarlo a spasso occorre un roadie muscoloso come Maciste.
- La seconda è sull'utilizzabilità. Paradossalmente in casa è più gestibile che fuori. Vedo che con un distorsore si possono facilmente ottenere buoni risultati anche a bassi volumi. Ma in saletta e per locali la gestione è meno agevole, perché il G-Spot è rumoroso ... se però, con una buona dose di faccia tosta, decideste di fotterevene, il risultato sarà grandioso!
C.