Piccole considerazioni su giovani, Beatles, arte
Venerdì sera sono andato, con compagna e amici, a sentire una tribute band dei Beatles. È davvero strano come una cosa apparentemente semplice e normale possa in realtà provocare diverse riflessioni. La prima cosa che mi è balzata all'occhio è stata la semplicità della strumentazione.
Ampli anni '80 Yamaha per basso ( questo rigorosamente Hofner ), Epiphone semiacustiche moderne e una Rickenbacker a scala ridotta (tra l'altro poco usata). Le chitarre andavano su di un Frontman 100 watt e su di un Hot Rod, sempre Fender. E una breve qui parentesi: il Frontman, economico amplificatore a transistor, ne è uscito come sempre alla grande. A terra, un distorsore Boss DS1 (per le musiche dei primi Beatles? Come lo useranno? Bene, con intelligenza, parsimonia e molto gusto), un TS9 acceso solo una volta, un chorus-vibrato.
Il suono era eccellente, credibile, pieno e coinvolgente, grazie soprattutto all'abilità dei musicisti: sicuramente non si trattava dei Dream Theater, ma la sapienza nel diversificare i timbri solo con la pennata e con l'utilizzo del volume mi ha colpito. La dinamica era nelle mani, non negli strumenti. Il bassista poi sfornava tutte le note che servivano, non una in più o in meno. Mi hanno dimostrato come fare del rock 'n roll facendo in totale meno di un minuto di assolo. Il tiro notevole, l'uso delle voci, hanno reso le due ore in loro compagnia davvero un piacere per le orecchie.
Ma non è stata solo questa la cosa che mi ha colpito. Fin qui, niente di eccezionale, di band di buono e ottimo livello ne è piena l'Italia. La cosa che mi ha maggiormente colpito è un'altra: la forza, la potenza, l'immortalità di certa musica.

Fotografia della serata: ottobre 2011, centro di una città a forte presenza di studenti universitari, locale carino di media grandezza. Tantissimi giovani, giovanissimi ragazzi e ragazze che ballavano, cantavano in molti casi anche per intero canzoni dei primi anni sessanta. Che tutti cantino "Hey Jude" o "Let it be" è normale, ma sentire cantare i primissimi Beatles, vedere quei ragazzi completamente a proprio agio mischiati a gente di dieci, venti e più anni di loro è stato davvero sorprendente, per me.
Ballavano e si divertivano come in una serata in discoteca, in un centro sociale o in una festa, e lo facevano con la musica dei Beatles. Nonostante l'abitudine più o meno consapevole ai suoni finti quanto perfetti dei nostri tempi, quelle sonorità semplici e crude, quei pezzi con tre accordi, quei colpi di genio che i quattro di Liverpool hanno avuto hanno di colpo cancellato tutto. Erano ragazzi normali, non musicisti e/o addetti ai lavori. Erano magari gli stessi che pochi giorni fa hanno fatto la fila per l'apertura del nuovo Apple Store, gli stessi che magari hanno nell'Ipod musica elettronica, ma che davanti a quelle piccole opere d'arte, che sono certe grandi canzoni, riescono a divertirsi ed emozionarsi.
La bravura dei musicisti è stata importante, la genialità di Lennon & Co dimostra che certe App non scadono, non hanno bisogno di aggiornamenti o nuove versioni. Vanno bene così come sono. È vera genialità. Certe canzoni hanno dato un pesante quanto positivo contributo nel migliorare la vita di noi tutti.
Infondo, anche questo è il compito dell'arte e dei veri artisti.
Loro hanno rivoluzionato il mondo della musica e del costume, sono la più grande band pop al mondo e i loro pezzi rimarranno freschi ed immortali per sempre.
La loro influenza sui musicisti che sono venuti dopo è tangibile.
E nel mio iPod ho sempre la loro discografia.
Sempre viva i Beatles,Rolling Stones,Cream,Hendrix,Led Zeppelin,Pink Floyd,Genesis,Deep Purple,Who, continuate voi che ne sapete certamente più di me, insomma viva la bella musica.
fino a qualche anno fa era difficile conoscere qualcuno che non li ritenesse fondamentali, oggi e' facilissimo trovare gente che manco sa chi sono...
e parlo di europa, usa ecc. ecc..
sono entrati nella storia, e non ne usciranno tanto facilmente...
poi, chi lo sà, vedremo.... ;-)
Mia figlia - 12 anni - radio accesa, mi ha detto: "Papà, di chi è questa canzone?"
Io: "i Beatles"
Lei: "ah ti pareva ...quando è 'la canzone che avrei voluto ascoltare' è sempre dei Beatles!"
C'è da dire che i suoi compagni non sanno nulla di tutto ciò, ma loro non sanno di nessuno! Il loro professore gli ha fatto ascoltare Freddy Mercury: su 60 alunni lo conosceva mia figlia ed un altro.
Inevitabilmente anche i Beatles non saranno dimenticati, come è successo a tanti prima di loro, magari non saranno più ascoltati ma... letti.
Ciao
un fab saluto da robbyboy
uno skelter saluto da robbyboy
fai riflessioni acute su un fenomeno sul quale riflettevo qualche tempo fa... quando vado nei negozi di strumenti vedo i 16enni che suonano le stesse identiche cose che suonavo io alla stessa età (ne ho 28... non sono passati i secoli, ok... però...): Metallica, Guns, Nirvana, etc... Mio cugino di 12 anni è in fissa con i Beatles...
Domanda.... ma dopo non c'è stato veramente più nulla che non sia Metal?
Che anche i giovanissimi di oggi li apprezzino può solo far piacere, non dimenticherei però che la critica a loro contemporanea li stroncò, almeno all'inizio, proprio come noi oggi stronchiamo i Tokyo Hotel e altri, poi il tempo ha dato ragione ai Fab Four e a tanti altri... anche se è vero che nessuno è stato come i Beatles.
Sul "verranno dimenticati" mi viene in mente una frase di John Lennon, al tempo disse una cosa tipo "oggi siamo più conosciuti noi di Gesù Cristo"... già, l'uomo dimentica, e questo si riflette in modo ben più drammatico sui grandi orrori della storia.
Ma per fortuna rimane sempre un nòcciolo di persone che "ricorda", e che fa bene a sforzarsi di mantenere vivo il ricordo anche negli altri, che si parli di valori universalmente positivi come la grande musica (che sia Mozart come Bob Dylan), o di grandi orrori da non dimenticare mai per scongiurare il pericolo di ricadervi.
io ascolto i Beatles, come i nirvana, i led, hendrix ecc..., li ascolterò fino alla morte (come ascolto anche gruppi nuovi in gamba); se avrò un figlio ascolterà da piccolo tutto quello che ascolterò io, e se non sarà proprio una capra questi gruppi lasceranno qualcosa anche dentro di lui, e così via dicendo... penso che questo discorso si potrebbe fare con la quasi totalità di gente che frequenta questo forum, o sbaglio?
gli artisti che citava yasodanandana, alcuni non li ho mai sentiti nominare (mia ignoranza) anche perche i nostri genitori, o almeno i miei, non avevano la possibilità di ascoltare tanta musica, o meglio tanta VARIETA' di musica come oggi.
d'altro canto si potrebbe anche parlare dell'accessibilità (e comprensione) nel fare musica:
se da un lato con mezza chitarra e 4 accordi riesco a fare i Polly dei Nirvana (in realtà 4+4 ehehehe), per Mozart ci vorrebbe un orchestra ed una cultura musicale molto alta.
ma è innegabile che il loro contributo sia stato quello che è maggiormente rimasto scolpito indelebilmente nella storia della musica leggera degli ultimi 50 anni. persino più di Elvis Presley, molto più sconosciuto oggi di quanto non si possa pensare. e invece i Beatles...non c'è una persona al mondo, che ascolti musica leggera, che non ne conosca o abbia ascoltato un solo pezzo.
verranno dimenticati, finiranno nel dimenticatoio, o diventeranno dei semplici classici come Mozart o Gershwin? sono già dei classici, lo sono diventati il 10 aprile 1970, quando Paul ha annunciato la loro fine. ma dimenticati no. forse, accadrà solo qualora il fuoco del rock'n'roll si dovesse spegnere.
Sono effettivamente il medias res della musica, a cavallo fra i testi impegnati a-la-Dylan (Lennon), la musica più marcatamente pop (Macca), quell' Harrison che troppo tardi è stato scoperto musicalmente.
Poi possiamo dire che non fossero nè Hendrix, nè Barrett, nè Dylan, ma trovate un gruppo con un varietà di brani, pur non uscendo da strumentazioni più o meno standard (chitarra+chitarra+basso+batteria). Sono secondo me questi tutti elementi che permettono ai 4 ragazzotti con la zazzera capaci di conquistare il mondo in 2 minuti di potersi mantanere nella memoria come Dylan o Elvis.