Yamaha Pocketrak W24 Pocket Recorder
In un periodo di smartphone polivalenti, dove i confini tra elettronica portatile e integrazione funzionale sono sempre più labili, trovare un pocket recorder che non fa fotografie, non scarica la posta e non prevede collegamenti meteo è sorprendentemente… riposante.
Il piccolo Pocketrack W24 targato Yamaha è un registratore digitale (pesa solo 92 grammi e può tranquillamente entrare in fodero d’occhiali) in grado di catturare audio stereofonico attraverso la coppia di microfoni condenser incorporati o, alternativamente, utilizzando un eventuale microfono esterno opzionale. L’apparecchio è corredato di: cuffia antivento con cui incappucciare il registratore durante le riprese audio in esterna, telecomando wireless (utilissimo per intercettare ambientalmente - ai confini della legalità – panorami sonori particolarmente interessanti), batteria stilo, cavo di connessione MiniUSB, adattatore filettato per l’asta microfonica. Un bel DVD con Cubase AI5 completa il tutto e mette lo strumento in condizione di essere perfettamente integrato con un qualsiasi computer Mac/PC; da questo punto di vista, il trasferimento dati su USB e la gestione diretta dei file digitali rendono Pocketrack un insostituibile sampler fooder o – meglio ancora – sound chaser tool. Musicista avvisato…

Particolarmente interessante, specie per le applicazioni d’uso on the road, la possibilità di controllare al volo la consistenza della registrazione attraverso il piccolo monitor speaker incorporato: non è certo in grado di farvi valutare rumore di fondo o tenuta timbrica, ma quantomeno, se dovete sbobinare un’intervista o solo capire se è venuto fuori qualcosa, sarete felici che ci sia…
La configurazione dei due condenser mic incorporati è ovviamente X/Y, con capsule coincidenti a 90° (ricordiamo che X/Y può lavorare con profitto tra 90 e 135°); i due trasduttori sono protetti da un robusto rollbar che difende l’intera struttura e la rende a prova di cadute. Sul pannello principale, oltra all’indispensabile display multifunzione, tre tastoni di Rec/Pause, Stop/Esc e Play/Speed gestiscono l’intero funzionamento dell’apparecchio; a questi, deve essere aggiunto il controller quadridirezionale –maniera forbita per indicare i quattro switch con enter in posizione centrale – che prevedono incremento/decremento del volume lungo l’asse Y e forward/backward lungo quello orizzontale.

Le fasce laterali dell’apparecchio sono occupate dall’ingresso Mic/Line esterno, il tasto di accensione, lo slot di alloggiamento per la Micro SD Card e i quattro tastini di Delete, Scene, List e Folder (con questi, si sposta il file audio della registrazione all’interno della cartella ritenuta più attinente per progetto, appartenenza, location o pura convenienza operativa).
La sensibilità della coppia microfonica interna può essere regolata High/Low, permettendo la cattura di segnali audio particolarmente ingombranti senza apparente distorsione; anche il comportamento Auto Level Control ALC può essere definito a discrezione dell’utente:ovviamente, si perderà qualcosa in termini di variazione dinamica, ma il compressore interno vi farà portare a casa il risultato.

L’apparecchio gestisce audio digitale in formato WAV a 44.1, 48 o 96 kHz, con densità di bit regolabile a 16 o 24 – ovviamente, maggiori requisiti tecnici corrispondono a miglior qualità e maggior ingombro nella Micro SD Card. In alternativa al formato lineare, è possibile lavorare con la più economica compressione MP3 (da 32 a 320 Kb/sec); il risultato sarà più modesto, ma la capienza del sistema aumenterà in maniera significativa. A proposito di capienza: quanta memoria abbiamo a disposizione? La risposta più corretta è: dipende.
Di base, Pocketrack W24 possiede 2 Gb residenti hardware, che possono essere espansi con le Micro SD Card cortesemente fornite dal proprietario e installate nell’apposito slot. In linea di massima, tanto per dare delle dimensioni estreme, i 2 Gb residenti possono ospitare un minimo di 55 minuti stereo @ 24 bit/96kHz (no compromise), o due ore stereo @ 24 bit/44.1 kHz, o ancora 3 ore stereo @ 16 bit/44.1 kHz; sul versante economico, i 2 Gb possono ospitare 13 ore e mezza @ 320 kbps mp3 o un esorbitante blocco di 136 ore – ma le batterie dureranno molto meno - @ 32 kbps mp3 (utilissimo per documentare, che dire, il decadimento dei protoni all’interno di una caverna o, in alternativa, la lenta crescita delle stalattiti).
La registrazione può essere semplificata grazie all’adozione del filtro high pass interno (che può essere utilizzato insieme a limitatore ALC e regolatore di sensibilità); nel caso, take molto lunghe – che contengano silenzi prolungati – sono automaticamente separati in file indipendenti, allo stesso modo, si può sovrapporre fade in/out al file originale; registrando in mp3, si può utilizzare il varispeed incorporato (che non influenza l’intonazione originale, utilissimo per tirare giù licks e fraseggi troppo complessi…); in playback, è disponibile un equalizzatore a cinque tagli che, attraverso una serie di preset, può ottimizzare la qualità dell’ascolto e, tramite repeat A-B, si può studiare qualsiasi brano fino allo sfinimento. L’accordatore e il metronomo incorporati, da questo punto di vista, sono due piacevoli addizioni.

L’interazione con il Mac/PC è semplice, come da standard USB: il registratore appare sul desktop come un volume hard disk o, nel caso sia installata una Micro SD Card, come due volumi separati; il trasferimento dei dati è con normale tecnica drag and drop.
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