La Stratocaster che non mi aspettavo
Sono sempre stato Gibsoniano sfegatato, per la precisione un fervente LesPauliano (anche se la mia prima chitarra elettrica è stata una Gtx simil Strat), e la mia piccola panciutella l’ho sempre sognata e rispettata, ma ora è successo l’impensabile. Anche quest’anno, per il mio compleanno, la mia dolce metà mi ha regalato una chitarra. Io pensavo fosse una Gibson Melody Maker, e invece è arrivata una Fender Strat Mexico White.
Perfetto, pur non essendo la mia chitarra preferita in assoluto è sicuramente tra le prime tre ma, soprattutto, finalmente è arrivata in casa una chitarra con la tastiera in acero che mi è sempre piaciuta.
Quindi, aperto lo scatolone ed estratta la gig bag, ne esce questo bell’oggettino.
Tutto bianco latte, perfettamente lucido, con la vernice ben stesa senza sbavature e che, pur essendo poliuretanica, non dà poi quel senso di mattonella di plastica. Manico e tastiera in acero ricoperti da del trasparente leggermente satinato, paletta modern style, meccaniche nickel, ponte a sei viti, battipenna bianco.
La seconda notazione è sul peso, che è molto superiore a quello che pensavo. Non certo una Les Paul, ma pensavo fosse più leggera e, visto che anche io come molti altri faccio la connessione forse erronea tra maggior peso e miglior suono, l’entusiasmo mi parte.
Accendo il mio bel Blues Custom e mentre si scalda le levo immediatamente la pellicola protettiva dal battipenna (scusatemi ma nn le sopporto) e la imbriglio ben bene nella tracolla Fender panna (comperata a parte).
La mia mente ribadisce “Pesucchia” e intanto mi accorgo che è anche stra-bilanciata. Ok, io faccio il confronto con le mie due Les Paul che porto strabasse perché, dal poster appeso al muro, Slash in persona mi impedisce il contrario, mentre questa è tirata un poco più su, però me la sento parecchio bene.
Il manico è parecchio cicciotto, è scorrevole e il satinato mi dà una ottima sensazione oltre che esser bello da vedere, inoltre i ragazzi di Lenzotti me l’avevano anche ben settata sia di action sia di intonazione, quindi non ho altri controlli preventivi da fare e posso attaccare il jack.

Son talmente tanto ingarullato (l’equivalente emiliano del romagnolo ingarEllato) che parto subito di crunch e mi trovo ad ascoltare un suono non squillante come mi sarei aspettato, dall’esperienza che ho sulla mia Telecaster coi Texas Special, ma con medi e bassi ben presenti. Con lo switch nelle prime due posizioni verso il manico, è un sacco bluesy e, anche esagerandone la saturazione, non si impasta o si chiude molto. Ma quelle che preferisco sono la centrale e la centrale/ponte, che sono stupendamente piene e bilanciate. Con il solo pickup al ponte invece il suono è un poco leggerino per i miei gusti e lo trovo migliore alzando ancora un poco il drive.
Su riff e lick scopro che il sustain è molto buono, anche se si dice che il ponte delle Mexico faccia schifo e, sempre e solo con il singolo pickup al ponte, necessito (per gusto personale) di un poco più di saturazione.
AC/DC, Clapton, Hendrix, Balck Crowes. Massì, anche due note dei Velvet Revolver e mi sento soddisfatto per passare al pulito.
Pur sapendo che il mio ampli ha un ottimo clean channel con un attacco pazzesco, noto subito che anche la chitarra propone suoni ben definiti e, negli accordi, le singole note sono ben udibili. Inoltre, le cinque posizioni dello switch permettono di suonare veramente di tutto dallo ska al blues, dal country al rock n roll.
Ecco, quello che non mi aspettavo era proprio di trovarmi tra le mani una chitarra che permettesse questa vastità devastante di suoni per me godibili, praticamente tutti ben bilanciati, definiti e con un buon livello d’uscita. Sarà difficile non farla diventare la più utilizzata tra le mie bimbe.
I pickup sono un'altra parta abbastanza ingiuriata dai Fenderiani di alto lignaggio, ma non ne posso che parlare molto bene. Hanno dei suoni non troppo squillanti (che a me non piacerebbero), un buon volume di uscita e sono parecchio duttili.
In sintesi, forse mi è capitato un articolo molto fortunato che non fa testo, ma questa Stratocaster messicana spacca parecchio ed è veramente uno strumento che unisce, a delle buone finiture, anche dei gran bei suoni. Se penso che non costa tanto di più di una Epiphone Les Paul, forse nel complesso è uno strumento migliore.