Apogee JAM
La portatilità consentita dalla trimurti iPhone-iPad-iPod ha scardinato parecchi concetti che sembravano incisi nel bronzo e non modificabili; primo tra tutti, l’obbligo di ricorrere a hardware pesante, costoso e impegnativo per fare musica: oggi, con una serie di scatolette USB supported, si può mettere in piedi un personal recording studio che ha tutti i vantaggi della portatilità e – entro ampi margini – della funzionalità senza un filo di grasso superfluo. Da questo punto di vista, JAM Apogee è destinato a far sollevare più di un sopracciglio: le sue funzionalità di conversione A/D dedicate alla chitarra o al basso elettrico, la connettività diretta con computer, o iQualchecosa, lo rendono – a fronte della qualità audio Apogee – pressochè irresistibile, specie adesso che (minaccioso) si avvicina all’orizzonte un Natale gravido di cartelle della tombola, regali e regalucci, odiosi veglioni dove si mettono in incubazione i serial killer di domani.
L’apparecchio, poco più ingombrante di un accendino, è dotato di due connettori (ingresso per la chitarra elettrica e uscita USB per il trasferimento dati), un controllo attivo (la regolazione di Gain per il segnale in transito) e un controllo passivo di riferimento LED (rosso per il livello audio troppo alto, verde per onnbessione funzionale e pronta alla registrazione, blu per connessione effettuata, ma software ancora non funzionale). Non ci sono batterie, JAM è alimentato tramite USB e può essere retto tranquillamente anche da iPad/iPhone/iPad2 con Ios 4.3 o superiore.

Non volete lavorare in giro per il mondo? Il vostro panorama preferito è la scrivania con piano in melaminico? Nessun problema, JAM è compatibile con qualsiasi Mac Intel-based che monti OsX 10.6.4 o successivo e, all’interno delle piattaforme compatibili, può lavorare con Garage Band, Logic Pro, Mainstage, Pro Tools e qualsiasi altra applicazione dichiarata Core Audio Compatible.

L’audio è convertito e gestito 24 bit @ 44.1 kHz, cioè con densità di bit senza compromessi – per gli standard qualitativi portatili con comodità - e una sampling rate più che sufficiente, viste le peculiarità intrinseche degli strumenti elettrici che saranno collegati a JAM.

Con i due cavi in dotazione (Dock e USB), si collega JAM all iQualchecosa o al MacBook e si è pronti per lavorare con i programmi residenti – ricordiamo che, per un pugno di noccioline, si possono passare giorni di divertimento puro già con il seminale GarageBand.
C’è anche la striscia di Velcro con cui evitare crolli o cadute improvvise… che altro volete?
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