Orange Crush 30
La storia di come l’ho avuto è già stata raccontata e commentata tra i miei diari, quindi tanto vale dire solamente che l’ho preso per puro caso, senza provarlo perché doveva avere il cono difettoso, giusto perché aveva un’estetica che mi è sempre piaciuta molto e perché l’ho pagato quanto un set di corde.
Questo bel combetto si presenta esteticamente molto bene, soprattutto perché racchiude tutte le particolarità grafiche degli fratellini di alta gamma, ben avvolto nel suo leggendario Orange Basket Wave Tolex, una copertura di tolex molto plasticoso e molto arancio ma altrettanto ben steso e accoppiato, con due bordature nere posizionate lungo la larghezza, alla griglia color cammello che richiama le griglie vintage di tela, al cui centro campeggia tutto fiero il logo Orange.
Il modello è denominato Crush 20L PIX, è un amplificatore a stato solido (o a transistor che dir si voglia), closed back, con potenza di 20w, con un bel conetto da otto pollici Orange Custom Design, due canali (clean e crunch, quest’ultimo attivabile tramite pulsante), Volume per il canale clean, doppio controllo Overdrive Level e Gain per il canale crunch, equalizzazione a tre controlli (bassi, medi e alti), output per le cuffie, Aux-in per inserire lettore CD o iPod, peso di 8,5kg e dimensioni complessive di 37x34x20cm.

È proprio ben fatto, rende un’idea di robustezza, a parer mio, abbastanza difficile da trovare negli altri ampli di pari categoria. Inoltre è del giusto peso da non sembrare un giocattolino ma nemmeno da render difficili gli spostamenti.
Volendo procedere a un’ispezione interna, dopo aver asportato la maniglia superiore e le sei viti posteriori, ci troviamo dinnanzi a un’immagine abbastanza desolante, poiché il cuore a transistor occupa ben poco posto all’interno del cabinet. Tuttavia le saldature sono ben fatte e si può notare l’ottima manifattura degli accoppiamenti e della stesura del tolex. Purtroppo i pannelli di cui è costruito non sono certo di legno massello: sembrano piuttosto di truciolare o simile, ma questo incredibilmente non toglie il senso di robustezza che questo piccoletto mi trasmette.
Passando al suono, ci sono due premesse fondamentali da fare:
1) questo combo ha una sfilza di bassi indecente, ragion per cui è doveroso tenere mai sopra la metà il controllo di equalizzazione degli stessi
2) offre un’ampissima gamma di suoni a cui attingere.
Ci sono puliti per tutti i gusti, dai più squillanti e cristallini a più cupi e bluseggianti.
La dinamica del suono è buona (per un transistor) e, anche utilizzando la potenza al 90%, non ne risultano fruscii o gracchiamenti vari. Inoltre il volume è veramente ottimo per soli 20w.
Passando al secondo canale, ci sarebbe ancora più roba da descrivere, infatti operando solo sul controllo di Overdive si ottengono tutte le sfaccettature dei crunch e, una volta posizionato il pomello al massimo, se si inizia a trastullare il comando del gain si entra in pieno nella sezione distorti, arrivando su su fino a sfiorare il metal.
È sbalorditivo. Eppure qualcuno me lo aveva sconsigliato, confermando in pieno il detto "i gusti son gusti".
Io ne sono stra-soddisfatto e non potrei chiedere di meglio per lo studio e qualche jam casalinga.
Per riepilogare:
aspetto estetico e finiture - dieci e lode
qualità costruttiva - otto più (se non fosse per i pannelli di truciolato darei dieci)
suono -> otto (ovvio che non abbia la dinamica di un valvolare).