Il giro del sintetizzatore in ottanta giorni - Puntata 74
Un inviluppo è un inviluppo è un inviluppo. Ma all'interno della monolitica famiglia possono esserci differenze sottili e meno sottili. Tanto per cominciare (con i guai), un inviluppo può essere subordinato alla persistenza della tensione di Gate o può essere innescato dall'impulso di Trigger. Nel primo caso, lo abbiamo visto nelle puntate precedenti, la durata del segmento/livello di Sustain è definita aprioristicamente nel momento in cui si innesca il Gate Off. Nel secondo caso, e sarà oggetto di questa puntata, l'inviluppo basa la sua espressività esclusivamente sull'impiego di "n" contatori - da uno solo, come nel caso del Decay Env, a tre come nel modulo Attack-Hold-Decay.
In questo modo, basando la propria efficacia solo sulla sequenza di contatori/tempi programmati, l'inviluppo diventa una micidiale macchina da guerra che può offrire risultati controllabili e ripetibili: quale che sia la consistenza e la contigenza dell'impulso scatenante, la durata di traiettoria sarà sempre la stessa, cioè la somma dei rispettivi tempi totalizzati nei singoli stadi. Non un millesimo di secondo in più, non un millesimo in meno.
Ovviamente, qualcosa si paga: una volta che - al segnale del Trigger - è stato scatenato l'inferno, l'inferno continua ininterrotto fino alla fine. Non c'è modo di fermare l'inviluppo che è stato scatenato dall'impulso iniziale, proprio perchè non c'è più la comoda, rassicurante, subordinazione alla tensione di Gate. L'inviluppo partito continua fino alla fine - a meno di non spegnere definitivamente lo strumento.
Questo tipo di comportamento ha particolare senso quando si lavora, per dire, con dei samples di utilizzo ritmico - basti pensare a un piatto crash campionanto: la sua durata non deve essere in alcun modo troncata dalla sparizione prematura della tensione di Gate; ovviamente, una volta fatto partire il sample, vi beccate tutto il Crash fino alla fine. Musicista avvisato...

Una differenza, non tanto sottile, può essere fatta a proposito dei due comportamenti Attack-Sustain-Release e Attack-Hold-Release: tutti e due, infatti, sono assimilabili all'antico andamento trapezoide, con entrata e uscita inclinabili a discrezione dell'utente e con segmento di staticità orizzontale limitato solo dalla volontà del musicista.
Ma (attenzione...) nel primo caso, la volontà del musicista si estrinseca alzando il dito dalla nota e passando allo stato di Gate Off, nel secondo caso, la stessa volontà deve essere chiarita a priori, definendo una volta per tutte la durata temporale del segmento orizzontale di Hold.
Come dire, semanticamente, che Sustain è (molto) diverso da Hold.
Paura, eh?
Buona visione.
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