E tanti saluti al vintage!
Sul "Corriere" di oggi, consultabile anche nell'edizione online, c'è un ghiotto articolo firmato da Francesco Tortora che documenta un altrettanto interessante esperimento condotto da Claudia Fritz (Università di Parigi VI) e Joseph Curtin (liutaio specializzato in strumenti ad arco). I risultati, sono quantomeno sconcertanti, e - da un certo punto di vista - rappresentano un'interessante "palestra di discussione" per rimettere in funzionamento le cellule cerebrali fin troppo offese da settimane di tombola, torroni, bisnonne rimbambite e orrende programmazioni televisive al limite dell'offesa personale...
Cosa è successo?
I due eroi, Fritz e Curtin, hanno riunito 21 celebri musicisti professionisti, stimati esecutori di violino, docenti e cultori dello strumento, li hanno bendati con speciali occhiali adatti alla deprivazione sensoriale - in pratica, non gli hanno fatto più vedere un tubo... - e, dopo aver provveduto a neutralizzare l'odore caratteristico degli strumenti, uniformandoli con un profumo appositamente spruzzato, li hanno sfidati a riconoscere - all'interno di una sala d'albergo dall'acustica particolarmente confortevole - quale fosse il loro strumento preferito, quale quello che si sarebbero portati volentieri a casa, quale insomma risultava (ai loro sensi deprivati di vista e odorato) migliore.

Quali erano gli strumenti concorrenti? ...e qui viene il bello, perchè la prova è stata fatta con sei violini di provenienza eterogenea: due Stradivari del valore superiore ai 10 milioni di euro, un Guarneri del Gesù, due violini costruiti in questo secolo e un violino costruito poche settimane prima dell'esperimento.
Cosa è successo? In blocco, gli esperti hanno preferito il suono, il feeling e la risposta degli strumenti moderni... senza ripetere alla lettera quanto scritto nell'interessante articolo - trovate il link nelle risorse di questa pagina - lo Stradivari più antico e più pregiato (e più costoso) si è posizionato in fondo alla classifica; quasi tutti, ma praticamente tutti, non hanno saputo riconoscere uno strumento moderno da uno antico, "toppando" clamorosamente il riconoscimento e coronando come miglior strumento uno o due esemplari costruiti (evidentemente ben costruiti...) in questo secolo.

Se a questo aggiungiamo come sia ormai scientificamente provato che il prezzo condiziona fattivamente le nostre valutazioni (due porzioni d'identico parmigiano, uno al prezzo doppio dell'altro, avranno diverse fortune commerciali...), ecco che ci sarebbe da discutere parecchio - a colpi di blind test - sulla congruenza o meno di certi prezzi cui sono proposti e venduti strumenti musicali vintage.

Da questo punto di vista, noi Accordiani non ci facciamo mancare nulla: ricordate la piacevole polemica sul valore timbrico effettivo delle due Gibson stra-ultra-super-multi-vintage?
Post Scriptum: segnaliamo, a margine, che se fossimo stati proprietari di uno dei due Stradivari, o del Guarneri (per il quale abbiamo sempre avuto una preferenza inconfessabile...) non ci avrebbe fatto piacere che qualcuno spruzzasse sul nostro prezioso strumento del profumo, quale che fosse l'essenza utilizzata.
Meno che meno, se si fosse trattato di profumo di parmigiano...