Robert Johnson: The Complete Recordings
<img src="http://assets.accordo.it/cloud-assets/35479/600x0/00/t_ristampa.jpg" alt="ristampa"><i>NdR: Nel lontano anno 2000, mese di ottobre, il nostro dave Electric avviò su Accordo la sua rubrica "imperdibili" dedicata agli album fondamentali, quelli che non devono mancare nella discoteca di un chitarrista. Prima segnalazione fu questo album doppio di Robert Johnson, nume protettore (da lassù o da laggiù non è dato sapere) di tutti i chitarristi. La riproponiamo, perché il tempo passa, ma l'opera del vecchio Robert resta un momento fondamentale nella storia della musica moderna.</i>
Con questa pietra miliare della musica iniziamo le segnalazioni dei dischi "fondamentali", diremmo irrinunciabili per ogni musicofilo, che alterneremo alle recensioni delle ultime uscite.
Senza Robert Johnson il rock e il pop come oggi lo conosciamo sarebbe inconcepibile, quanto é vero che il rock è figlio del blues.
Nato l'8 Maggio 1911 a Hazlehurst, Mississippi, egli fu il primo ad armonizzare gli elementi tipici del blues del Delta, creando l'Archetipo Blues per eccellenza e gettandone le basi per quanto riguarda la struttura-canzone,la tecnica chitarristica e non solo.
Attenzione: siamo di fronte ad uno dei grandi Padri del rock, un anticipatore assoluto, l'ispiratore - per loro stessa ammissione - di Keith Richards ed Eric Clapton, il Maestro di Muddy Waters, Elmore James, Big Joe Williams, Johnny Shines e tanti altri.
In soli 4 giorni fra il 1936 e il 1937 Robert Johnson incise (chitarra e voce) 29 brani con 12 "alternate takes", testimonianza seminale e imprescindibile per capire la musica di oggi : le prime codifiche del "giro del blues", i primi bending!
Non é compito nostro ripercorrere la travagliata esistenza di questo genio, né analizzarne in dettaglio le innovazioni profonde : lo hanno già fatto eminenti bluesologi e ricercatori ben più qualificati di noi.
Ci piace però ricordare la leggenda secondo cui Johnson sarebbe diventato il miglior chitarrista della terra dopo aver venduto l'anima al diavolo (cfr. il film "Crossroads" con la notevole soundtrack di Ry Cooder alla quale partecipa Steve Vai).
Una cosa è certa : a giudicare dai testi, l'inferno Johnson ce l'aveva nella testa....
Ascoltando queste vecchie registrazioni in rispettoso silenzio, non sentiamo più il profumo dei campi di cotone ma ci rendiamo conto,trepidanti, di partecipare alla nascita del rock: "Cross Road Blues" - Ah, ma non era dei Cream?
"Love in vain" - Ah, ma non era degli Stones?
"Sweet Home Chicago" - Ah, ma non era dei Blues Brothers?
Era tutto già scritto.
Era tutto qui.
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