UVI Emulation II
Quando la terra era ancora sotto il dominio dei dinosauri, quando il T-Rex percorreva il pianeta, c’era l’ E-Mu Systems Emulator II, il campionatore digitale (l’articolo andrebbe in maiuscolo, ma per una volta lasciamo correre…) che ha svelato ai musicisti come fosse possibile raggiungere le prime posizioni della classifica usando tecnologia amica. Il nobile Emu II era un campionatore a 12 bit che, con un potente artificio di compressione dati, sviluppava dinamica pari a 14 bit… e mezzo, offrendo al musicista ben 17.5 secondi di sampling a 28 kHz, con polifonia a 8 voci completamente indipendenti e in allocazione dinamica.
Il canale di voce prevedeva la lettura del sample caricato in RAM, il suo loop forward/backward/alternate o crossfade (quest’ultima opzione, attivabile solo attraverso Sound Designer II, il programma di editing digitale che - dopo qualche anno - sarebbe divenuto Pro Tools), il passaggio in un filtro low pass risonante SSM e la successiva articolazione con amplificatore controllato in tensione. Le modulazioni erano generate dalla coppia di ADSR e dal LFO di bordo, oltre che, ovviamente, dal consueto corredo di bend, modulation, key velocity e tutto il resto dei codici MIDI. Un real time sequencer interno a 8 tracce - che non è mai stato realmente portato a termine - e un sincronizzatore SMPTE completavano il tutto.

Ma, il punto forte del sistema era l’accesso a una pressochè sterminata libreria sonora ospitata tanto sui morbidosi floppy da 5”, quanto su una potente serie di CD-ROM (Universe of Sounds, tanto per citare il produttore più affermato), che mettevano letteralmente il tastierista nella condizione di affrontare qualsiasi contesto lavorativo di produzione musicale.

Oggi, UVI ha rievocato l’antico campionatore, producendo un riproduttore/analog editor di campioni che fa riferimento alla libreria terze parti dello strumento, offrendo così nuovamente accesso agli squisiti suoni Eighties che hanno fatto l’ossatura di produzioni di artisti come Propaganda, Art of Noise, Jean Michel Jarre, Jan Hammer, Peter Gabriel, e tanti altri.

Emulation II lavora come standalone o come plug-in, con più di 250 timbriche residenti, liberamente editabili dal musicista - nel corredo di parametri analogici - e aggiunge, come gradito bonus, un player di suoni percussivi suggestivamente nominato Drumulation: in questo caso, la beat box con step sequencer incorporato può accedere a più di 500 suoni percussivi “d’epoca”. Il tutto, nella magia dei 12 bit.
Emulation II lavora come standalone, come plug-in VST, AU, RTAS, MAS; per la sua autorizzazione è richiesta una chiave iLok; il sistema è compatibile con MachFive 3.
Purtroppo, mancano nella sound library i suoni originali dell’Emulator II, quelli cioè che erano consegnati insieme allo strumento al fortunato acquirente. Vi dice qualcosa il termine shakuhachi?
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