Chitarre da jazz: scelta e uso
Ogni chitarrista che prevalentemente suoni musica jazz o musica blues, a seconda dei propri gusti o preferenze, può scegliere benissimo il tipo di chitarra elettrica con cui esibirsi. Io personalmente ne ho visti molti usare le Gibson SG Special o più sovente le Gibson Standard e non li posso biasimare poiché, avendone una anch'io, la trovo molto indicata anche per quest'uso (con il vantaggio-compromesso di un peso contenuto), ma i puristi preferiscono altri tipi di chitarra elettrica.
Allora è d'uopo una piccola precisazione sulla tipologia in cui vengono suddivise quete chitarre di più largo uso, premettendo però che per molti il top è la John D'angelico seguita dalla Jimmy D'acquisto. Seguiono a ruota le Gibson, forse qualche modello Cheval, Guild o Gretsch, anche se quest'ultime due sono più indicate per la musica country. Più economiche, ma che comunque non da buttare, le Peerless, Hofner, Epiphone e Ibanez.
Vi è poi il caso manouche, con le Maccaferri e le Selmer. Ma sono nate per essere suonate gipsy e sono imbattibbili in quest'ultimo campo.
Semplificando la definizione tecnica, abbiamo i seguenti tipi di chitarre, oltre le straconosciute solid body.
Semi Hollow
Compromesso tra le solid body, sono caratterizzate da una parte centrale in legno pieno e su cui sono montati attaccacorde, ponte e pickup. Presenta due semicasse ridotte ai lati ma con lo spessore totale del body ridotto rispetto alle altre di seguito elencate. Alcune sono prive delle buche a effe. Ne sono un esempio la ES 335 ed ES 355 Gibson, le 360 e 600 Rickenbacker, vanno bene per più generi musicali.
Hollow Body
Semiacustiche con una parte o la totalità del corpo vuoto (il termine tecnico anglosassone hollow body significa proprio questo). Sono dotate di buche a effe poste ai lati del ponte poggiato e delle corde. Sono molto importanti in questo caso, difatti ne sono tutte dotate similmente a molti strumenti a corda, tipo violino per intenderci.
Archtop
Hanno il corpo completamente vuoto, indicatissime per sonorità calde e naturali, sono quelle prevalentemente usate nel jazz e blues, quindi quelle di cui tratteremo.
La prima chitarra commerciale è stata la Gibson L-5 del periodo Lloyd Loar, anni '20-'30. Era non amplificata, ma fu poi dotata del famosissimo pickup Charlie Christian negli anni '40, in seguito con i P90 e in ultimo, dopo la metà degli anni '50, con gli humbucker. È la più costosa dopo la Super 400 CES. Eccole entrambe nel loro splendore.


Poi ne uscì una un po', si fa per dire, economica, offerta con un pickup Charlie Christian o in seguito, seguendo la stessa trafila, P90 e humbucker. È la ES-175 con le tavole in laminato piegato a caldo. Il costo è circa la metà della L-5, ma è molto ricercata dai jazzisti.

Per finire il discorso Gibson, vi presento prima un gruppo di chitarre di medio costo, compresa però la L-5 originaria degli anni '20/'30 (meno cara all'epoca della chitarra-arpa di origine F-5), più alcuni modelli quali le ES-225, ES-250, ES-300 (quella con il pickup inclinato) ed ES-125, la più spartana e ridotta di dimensioni e scala. Un solo P90 Dog Ear, ma valida lo stesso.

Segue un altro gruppo di chitarre di medio calibro e costo contenuto, compreso la Howard Roberts Custom, ereditata da Epiphone. È a destra, una via di mezzo tra un'archtop e un'acustica con buca standard (rosa circolare). Accanto, la Epiphone Joe Pass e una Gretsch nata per il jazz.

Le vere signore sono state le John D'Angelico e le James d'Acquisto, non dimenticando un altro liutaio: John Monteleone. I cognomi dicono tutto.


Fender produsse delle chitarre, a inizio anni '80, a nome di Jimmy D'Acquisto, di cui alcune Made in Japan.
Per chi ha poche possibilità di spendere una cifra notevole, vi sono delle buone alternative di medio-basso costo. Io ho fatto così, con una Ibanez AF-85 Artcore, per niente malvagia. Ma vi sono anche le ottime Peerless e le Hofner.

Per finire, come dimenticare le vecchie glorie Gibson, la L-5 anni '30 usata da Eddie Lang e la L-50 del 1937?
