Fender LTD Jazz Guitar, Montego & D'Acquisto
Quando CBS assunse il controllo della produzione Fender, l'attenzione dell'azienda si spostò anche in direzione della concorrenza. Hollowbody e archtop da jazz cominciavano ad apparire nei cataloghi Fender.
Agli inizi dell'era CBS, Fender volle proporre alcuni modelli di chitarre e bassi che erano stati i cavalli di battaglia della concorrenza. Introdusse sul mercato, nel 1967-1969, due chitarre e due bassi con body semihollow, compresa una versione della chitarra a dodici corde.
Le chiamò Coronado I e II a seconda se erano dotate di uno o due pickup DeArmond.
La scelta dei pickup era influenzata dalla collaborazione di Roger Rossmeisl, ex dipendente Rickenbacker per la quale aveva realizzato il basso semi-hollow modello 4005.
Le Coronado conservavano molti punti in comune con il basso Rickenbacker 4005. Anche l'attaccarde, compreso quello della chitarra dotata di vibrola, era un modello a trapezio.
Avevano le buche a effe più stilzzate, ma conservarono la paletta Fender a meccaniche in linea.
Le chiamò Coronado I e II a seconda se erano dotate di uno o due pickup DeArmond.
La scelta dei pickup era influenzata dalla collaborazione di Roger Rossmeisl, ex dipendente Rickenbacker per la quale aveva realizzato il basso semi-hollow modello 4005.
Le Coronado conservavano molti punti in comune con il basso Rickenbacker 4005. Anche l'attaccarde, compreso quello della chitarra dotata di vibrola, era un modello a trapezio.
Avevano le buche a effe più stilzzate, ma conservarono la paletta Fender a meccaniche in linea.
Però Fender aveva in mente di entrare anche sul mercato dedicato ai chitarristi jazz.
Realizzò tre modelli a cassa archtop, o hollowbody se più vi aggrada: la Montego I, la Montego II e la Montego Jazz.
Erano tutte realizzate in flamed maple e con hardware placcato in oro a 32 carati (così era descritto sul catalogo Fender del 1969), dotate di attaccarcorde in metallo placcato in oro e con la effe di Fender in rilievo sulla parte centrale nera dello stesso, ponte appoggiato in ebano con due rondelle per la regolazione in altezza, meccaniche Grover Rotomatic Pearl Button Machines 3+3 su paletta simmetrica, multibinding e segnatasti rettangolari in Australian mother-of-pearl, tastiera in palissandro.
Nella I e II, i pickup erano avvitati mediante due viti e nei potenziometri più il commutatore tipo Jazzmaster per la sola Montego II.
La Montego Jazz aveva il pickup floating e le regolazioni e il jack sulla mascherina asportabile.
Erano tutte realizzate in flamed maple e con hardware placcato in oro a 32 carati (così era descritto sul catalogo Fender del 1969), dotate di attaccarcorde in metallo placcato in oro e con la effe di Fender in rilievo sulla parte centrale nera dello stesso, ponte appoggiato in ebano con due rondelle per la regolazione in altezza, meccaniche Grover Rotomatic Pearl Button Machines 3+3 su paletta simmetrica, multibinding e segnatasti rettangolari in Australian mother-of-pearl, tastiera in palissandro.
Nella I e II, i pickup erano avvitati mediante due viti e nei potenziometri più il commutatore tipo Jazzmaster per la sola Montego II.
La Montego Jazz aveva il pickup floating e le regolazioni e il jack sulla mascherina asportabile.

Coronado e Montego non sopravvissero al 1973, ma Fender tentò di nuovo con la Starcaster a fine anni '70.
La riproposta semihollow si era avvalsa questa volta della collaborazione dell'ex Gibson Seth Lover, autore dei pickup Wide Range. Nati agli anizi del 1971 per le evoluzioni della Telecaster, furono usati anche per questa.
La Starcaster aveva un body leggermente asimettrico e semihollow con paletta a punta rivolta in su, ma sempre con sei meccaniche in linea.
Durò poco, mentre vi fu il tentativo, con la collaborazione del grande liutaio di New York Jimmi d'Acquisto, di ritentare la carta della chitara per il mondo del jazz.
La riproposta semihollow si era avvalsa questa volta della collaborazione dell'ex Gibson Seth Lover, autore dei pickup Wide Range. Nati agli anizi del 1971 per le evoluzioni della Telecaster, furono usati anche per questa.
La Starcaster aveva un body leggermente asimettrico e semihollow con paletta a punta rivolta in su, ma sempre con sei meccaniche in linea.
Durò poco, mentre vi fu il tentativo, con la collaborazione del grande liutaio di New York Jimmi d'Acquisto, di ritentare la carta della chitara per il mondo del jazz.

Le Fender D'acquisto - made in Japan - della Montego conservarono la paletta, ma il body era il classico del liutaio succitato. L'attaccacorde era in ebano.