Il problema maggiore da risolvere è stato che, pur avendone riportato dal disegno le dimensioni precise, dovevo pur sempre inserirci un manico Stratocaster che, a differenza di quello Telecaster, ha il 22esimo tasto riportato bombato ai lati invece che tagliato diritto. Per risolvere al meglio la situazione ho fissato il manico con dei morsetti sopra al blank in corrispondenza del bordi già eseguiti e, cercando di mettere il tutto in asse, l’ho ri-contornato in modo tale da ottenere la sagoma totalmente corretta con le suddette differenze.
Primo consiglio scamuffo: prima di iniziare a fresare lo scasso col pantografo posizionate sul banco di lavoro una luce con braccio orientabile che vi servirà moltissimo ogniqualvolta andrete in profondità con la punta auto-creandovi svariati punti ciechi che vi impediranno di operare con la massima precisione.
Ho misurato il manico in modo tale da ricavare la profondità precisa per effettuare la fresatura. Considerando il fatto che dal profilo laterale del corpo di norma nella zona dello scasso il manico fuoriesce solo per lo spessore della tastiera, ho impostato tale misura sul pantografo e ho iniziato a fresare dal centro dello scasso per poi spostarmi verso i lati e il fondo e devo dire che dopo quasi due ore intense di lacrime e sudore ne è uscito inaspettatamente un buon lavoro, tant’è che il manico entra precisamente nel buco senza esser forzato e le mezzerie segnate (di manico e body) coincidono.
A detta di qualcuno il manico dovrebbe rimanere incastrato nello scasso anche senza esser avvitato, a detta di altri invece è meglio che ci entri senza eccessivo sforzo per non smorzare troppo le vibrazioni, nel mio caso l’incastro è fluido e non ci sono punti in cui c’è molto gioco, diciamo che il margine di errore è rimasto sotto il millimetro. Sicuramente più per una questione di fortuna che di bravura.
Il blocco di mogano a questo punto stava evidentemente iniziando la sua mutazione e più lo guardavo più mi immaginavo la chitarra finita e iniziavo a riflettere su particolari quali finiture, colori ecc.

Svegliatomi dai miei sogni di gloria, ho iniziato a riflettere sul posizionamento del ponte, ho preso la misura del diapason (per Telecaster 647,7 mm, che ho arrotondato a 648mm) e dopo aver fissato con dei morsetti il manico ho segnato tale distanza sul legno, dopodiché ho tracciato una linea perpendicolare al manico stesso.
Così facendo, sul blocco di legno si hanno due linee che si intersecano, quella della mezzeria e quella del diapason, inoltre su consiglio del Dalo, dopo aver appoggiato un righello tra manico e corpo, ho anche prolungato con la matita la proiezione del manico stesso fino al fondo del body in modo tale da avere ancora più riferimenti per il posizionamento.
Preso quest’ultimo, l’ho appoggiato cercando di far coincidere il posizionamento della selletta del MI basso con la misura del diapason e ho segnato con la fida matita i contorni di tutto il ponte e i punti in cui fissare le viti e i buchi per le corde.
Aiutandomi con un supporto a colonna per trapano comperato per la modica cifra di venti euro su un noto sito di aste, ho effettuato i fori che sono risultati abbastanza allineati. Se siete bravi questo è un lavoro che potete eseguire anche a mano libera rischiando però ovviamente di più.
II consiglio scamuffo: ogniqualvolta dovete trapanare, prendete prima col calibro la misura della larghezza della vite per poi eseguire il foro con una punta appena più piccola.
A questo punto ho ri-fissato con dello scotch di carta il ponte e utilizzando uno spago sottile come corda -facendolo appoggiare sulle sellette fino ad arrivare al capotasto- ho controllato il posizionamento dei cantini e il loro svilupparsi lungo la tastiera.