Con in mano la mia bella dima, ho preso qualche misura da ponte e manico, tracciato qualche riga di massima per controllare anche l’aspetto estetico, ho anche controllato e misurato altre chitarre in mio possesso e poi via di fresa effettuando il foro con misura di profondità massima uguale allo spessore del pickup stesso.
Durante la fresatura ho fatto un errore allargando esageratamente lo scasso della cavità del pickup al manico, ma sono anche riuscito a porvi rimedio: ho inserito il P90 nel buco, allineandolo con la mezzeria segnata sul corpo, poi sono andato a ravanare (cercare) tra i ritagli delle precedenti lavorazioni e, prendendo le debite misure in profondità e lunghezza, ho ricavato uno spessorino largo 1mm o poco più che ho poi incollato alla parete dello scasso facendolo tornare alla giusta misura.
Successivamente ho rimontato il ponte con lo scotch di carta e il manico col morsetto e, riutilizzando lo spago sottile per simulare la corda, ho controllato il passaggio sui vari magneti.

A questo punto del viaggio il grosso è fatto per fortuna, ma manca ancora tutta la parte elettronica e le finiture.
Per prima cosa mi son dedicato allo scasso per i controlli. Avevo in mente un’elettronica composta da due volumi, un master tone e uno switch a tre posizioni simil Les Paul, magari disposti a rombo proprio come sui modelli Gibson. Di conseguenza ho dovuto cercare di replicare la forma di quella particolare control cavity.
Dopo aver trovato un disegno in scala 1:1 in rete e averlo ritagliato e contornato sul retro del corpo, ho misurato la lunghezza dell’alberino dei pot da 500k per poter adeguar loro la profondità della fresatura e via di pantografo.
Il lavoro non è stato semplicissimo soprattutto perché la punta doveva penetrare nel legno per una profondità superiore alla sua stessa lunghezza, ciò ha comportato che le pareti non venissero perfettamente lisce e che quindi io abbia dovuto pure dedicare del tempo successivamente per lavorarci con la raspa. Già che c’ero ho effettuato tutto intorno, sempre con il pantografo, lo “scalino” che permetter di incassarci il control plate.
Già che ero a smacchinare sul retro del corpo, ho deciso di approcciare i fori per le corde passanti: ho misurato col calibro la larghezza delle boccole da inserire e poi, con una punta di 1mm più stretta e il supporto a colonna, ho fatto i fori cercando di sistemare anche un poco l’allineamento anche se non son riuscito a migliorare molto la situazione.
Ora rimaneva da fare il foro che permette il passaggio dei fili dei vari pickup e quello per il jack.
Per quanto riguarda il primo ho preso una punta da legno lunga 30cm e larga 6mm. Appoggiandola quasi nell’angolo sinistro dello scasso del manico, ho forato in sequenza le cavità del pickup al manico e al ponte, poi cercando di valutare ad occhio la posizione ho eseguito il foro che raggiungesse la cavità controlli. Con una punta molto piccola (2mm) ho anche eseguito il foro per il passaggio del cavo/massa cha va al ponte.
Per il jack ho usato una punta che eseguisse un foro di 2cm di larghezza dopo aver posizionato la placchetta ben al centro del lato e aver segnato i fori per le viti.
A questo punto dovevo fare pickguard, control plate e placchetta ferma manico. Anche per questi ho scaricato e ritagliato i disegni in scala 1:1 dalla rete e poi li ho riportati su di un'impiallacciatura di acero che ho poi fresato e carteggiato. Purtroppo il controlplate non sono riuscito a farlo giusto per ben due volte a causa di qualche piccola imperfezione fatta al momento di fresare il body, e allora ho deciso di appoggiare sopra alla cavità un foglio di carta fissato con dello scotch di carta e ritagliarlo col cutter in modo tale da ottenerne una copia fedele, dopodiché sono riuscito a ritagliarlo sull’acero in modo corretto.