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Robert Godin tra tradizione, tecnologia e suoni esotici
Robert Godin tra tradizione, tecnologia e suoni esotici
di [user #17844] - pubblicato il

Robert Godin, fondatore dell'omonimo colosso chitarristico, ha un piede nella scuola della liuteria tradizionale e un'attenzione speciale per le innovazioni, che talvolta portano a strumenti dal sapore esotico davvero singolari, come il prototipo che ci ha fatto ascoltare durante la nostra intervista.
Robert Godin, fondatore dell'omonimo colosso chitarristico, ha un piede nella scuola della liuteria tradizionale e un'attenzione speciale per le innovazioni, che talvolta portano a strumenti dal sapore esotico davvero singolari, come il prototipo che ci ha fatto ascoltare durante la nostra intervista.

Dietro il sorriso accomodante e i modi calorosi di Robert Godin si cela uno dei più grossi nomi che il mercato della chitarra abbia oggi. A ormai quarant'anni dalla sua creazione, la firma "Godin" oggi raccoglie i brand Simon&Patrick, Seagull, Norman, Art&Lutherie, Lapatrie, Sarga Percussion e SR Amps. Attualmente Robert è parte attiva nell'azienda e ama incontrare gli appassionati in seminari e demo in cui mostra le ultime novità in catalogo e condivide trucchi del mestiere e retroscena del suo lavoro con i presenti.
Appena questo martedì, il liutaio è stato a Roma per un evento organizzato insieme a Music Gallery, partner italiano per il progetto Direct Italy di vendita diretta dalla fabbrica all'utente finale.
Le recenti novità introdotte, dall'innovativa Godin Session con TriplePlay integrato alle spartane Seagull Excursion, sono diventate il pretesto ideale per incontrarlo e chiacchierare della sua visione della liuteria moderna, oltre a cogliere l'occasione per sbirciare "sotto il cofano" delle ultime nate.
Abbiamo cominciato proprio dalle Excursion, chitarre acustiche tutte in massello, spogliate di ogni dettaglio estetico superfluo e caratterizzate da un costo irrisorio per la categoria.

Pietro Paolo Falco: L'obiettivo era creare uno strumento poco costoso economizzando sulle finiture o ci sono precise scelte funzionali dietro?
Robert Godin: Non si tratta di fare una chitarra economica, è un nuovo concetto di strumento. Hanno una finitura interamente naturale, molto volume, sono realizzate interamente in legno massello e sono abbordabili, ma anche molto resistenti.
Volevo uno strumento che fosse divertente da suonare ma anche accessibile.
L'Excursion è lo strumento che puoi portarti dietro ovunque. Una chitarra tradizionale non resisterebbe a certi stress, ma se la fai più resistente, perdi il suono. Così abbiamo lavorato a una catenatura differente
(pizzica le corde di una Excursion…), è una nuova tecnologia che le permette di risuonare davvero a lungo (… e le corde continuano a vibrare).
Uno dei motivi per cui il prezzo è buono è che usiamo solo legni canadesi, la Excursion è costruita con il ciliegio che cresce esattamente dove ci troviamo noi.
Il manico è in silverleaf maple, un acero molto leggero, lo stesso usato in un violino o un violoncello. È diverso dall'acero tradizionale, che è troppo duro: puoi usarlo per una chitarra elettrica, ma su un'acustica non è lo stesso.
Inoltre, considera che quando posizioni un binding intorno al top della chitarra tagli via i bordi e, di fatto, hai meno superficie. Qui non c'è binding, quindi più superficie e maggior resistenza.
Ancora, la finitura è lacca come gli strumenti antichi, niente plastica o poliestere.


PPF: A volte si pensa che basti rifornire una fabbrica cinese con buoni legni per fare una buona chitarra…
RG: Quelli non sono strumenti. Puoi fare un oggetto o puoi fare uno strumento. Uno strumento deve suonare, e per fare una vera chitarra come questa (la Excursion, ndr) ci vogliono sei settimane!
Il 90% è dato dalla tecnologia, dal sapere come ottenere un dato sound. Naturalmente, se uso legni esotici, la chitarra suonerà "differente", ma non è detto che sia meglio.
È come un orologio: che sia d'argento o d'oro, è lo stesso orologio. D'oro costa di più, ma non hai comprato un orologio migliore!

Robert Godin tra tradizione, tecnologia e suoni esotici

PPF: A cosa bisogna fare attenzione, invece, per fare una buona chitarra solid body?
RG: Per molte persone, una chitarra elettrica è un blocco di legno con un manico, ci piazzi un Floyd Rose e dei Seymour Duncan e ottieni un'elettrica. Ma se vuoi fare una buona solid body, è come per l'acustica: è un processo sofisticato. C'è un angolazione per il manico da rispettare, la scelta dei legni per manico e corpo, tutto è studiato per poter controllare le vibrazioni.
L'hardware è molto importante (
prende una Session con ponte mobile e comincia a strapazzarlo selvaggiamente). Abbiamo preso un vibrato dall'aspetto tradizionale e l'abbiamo interamente ridisegnato. Puoi usarlo come un Floyd Rose e resterà sempre accordato anche con un capotasto classico, senza bisogno di bloccacorde. Ci abbiamo messo anni per ottenere questo risultato.
È per cose del genere che abbiamo tanto successo: adesso la gente ne sa di più sulle chitarre rispetto a prima ed è in grado di apprezzare questi dettagli.


PPF: Da sempre si discute su cosa sia più importante in una chitarra elettrica, alcuni dicono i legni, altri i pickup.
RG: La cosa più importante è il diapason, la distanza tra capotasto e ponte. Se vuoi usare degli humbucker avrai maggior successo con una scala corta, se vuoi dei single coil preferirai una scala lunga.

PPF: E per una chitarra come la Session, con single coil al ponte e humbucker al manico?
RG: Questa ha una scala lunga, perché volevo ottenere maggiori armonici dal pickup al ponte. Devi imparare a delineare la voce della chitarra.
Personalmente uso diapason di ogni genere, a seconda di ciò che voglio ottenere.
Si sente spesso dire "Ahh, devo prendere dei pickup migliori per la mia chitarra!", ma ricorda: i pickup sono dei microfoni, e se non hai una buona voce sarà terribile usare un buon microfono, che non farà altro che evidenziare tutti i difetti.


PPF: A proposito di pickup, di recente hai presentato una Session con un pickup molto particolare...
RG: Esatto: la prima chitarra al mondo con un Fishman TriplePlay montato di serie. Tutto il sistema è integrato e, con un piccolo controller a cinque posizioni, posso comunicare direttamente con il computer.

PPF: Questo tipo di tecnologia intende prendere il posto di quella usata sulle Multiac?
RG: In realtà è una direzione totalmente diversa. La Session con TriplePlay è pensata per l'home recording, per il musicista che vuole registrarsi e suonare a casa, non necessariamente un professionista. Ha tre scopi: il primo è trascrivere istantaneamente la musica che si suona, nota per nota su uno spartito al computer, il secondo è l'uso come synth senza fili, il terzo è il recording, con tutte le simulazioni di amplificatori e microfoni di cui puoi aver bisogno. In più hai una Session tradizionale a tutti gli effetti, che puoi miscelare a piacimento con il TriplePlay.

Robert Godin tra tradizione, tecnologia e suoni esotici

PPF: Conti di produrre una chitarra con suoni simulati o MIDI già integrati?
RG: No, perché è pericoloso. Se faccio una chitarra con dei suoni integrati, in un paio di anni questi potrebbero diventare obsoleti, potrebbero arrivarne di migliori. Se invece tutto è sul computer, la chitarra tra dieci anni sarà buona come lo è ora.
È una cosa che voglio evitare, non voglio nessuna interfaccia nella chitarra, perché la rovina.


PPF: Quindi bocci le idee di produttori come Line 6, Gibson o Roland?
RG: Non voglio parlar male degli altri, ma guarda la prima serie Variax, sono finite, nessuno le vuole più!
La Multiac è lì da vent'anni e ha ancora mercato!


PPF: Ma vedo che anche la Multiac si evolve nel tempo…
RG: Sì, abbiamo un modello con corde in acciaio e un nuovo sistema di amplificazione. Sotto il ponte ha una pellicola sottilissima che funziona con le vibrazioni anziché con la pressione, a differenza del piezo. Inoltre include quattro microfoni a condensatore che possono essere equalizzati e miscelati a piacimento.

PPF: Quale sarà il prossimo passo nella tecnologia Godin?
RG: Sai, io so cosa accadrà nei prossimi due anni! È difficile da dire! Abbiamo così tanto in ballo…
Se dovessi indicare una direzione, penso che bisogni considerare che la musica cambia un sacco negli anni, ed è il momento che gli strumenti a corda diventino più precisi. Su queste chitarre puoi sentire che un accordo, nelle varie posizioni, è sempre intonato… ti sfido a farlo su una chitarra tradizionale! Questa è la nuova generazione delle chitarre acustiche.


Non possiamo sapere se il futuro della chitarra è da ricercare nel digitale, nelle migliorie tecniche a progetti classici o nella totale rivoluzione di suono e concetti costruttivi. Quello che possiamo notare, invece, è che la passione di Robert Godin per gli strumenti esotici non accenna a scemare.
Dopo l'Oud e il più recente Inuk (la sua controparte guitar-friendly dotata di fret) Godin è pronto a tornare alla carica con uno strumento tutto nuovo.


Attualmente ancora in fase di prototipo, il Marlin è uno strumento a corda decisamente curioso. Piccolo e leggero, ma con una proiezione sonora impressionante e non solo in relazione alla sua taglia, è dotato di quattro corde (due corde singole e un doppio cantino) ed è basato su una scala diatonica. Ciò vuol dire che non può produrre note sbagliate, è divertente da suonare anche per i neofiti e il suo singolare timbro potrebbe sortire effetti inaspettati nelle mani giuste.

Si sa ancora poco sulla forma definitiva del nuovo strumento e sulle sue future evoluzioni ma, Robert confida, dopo la Multiac, il Multiuke e il Multioud, aspettatevi il MultiMarlin!

Robert Godin tra tradizione, tecnologia e suoni esotici
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Godin Session TriplePlay
Seagull Excursion
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