La versione che oggi voglio farvi a ascoltare e recensirvi è proprio la Deluxe, che così si caratterizza: il corpo è in tiglio americano, i pickup sono due Fender single coil, manico in acero, tastiera in palissandro, selettore a tre vie, due manopole di tono e volume. Le meccaniche sono le classiche Fender, mentre il ponte dovrebbe riprendere quello della Telecaster (dovrebbe, perché qualche differenza, come vedremo nel video, c’è).
L’esperimento Fender però non ebbe un gran successo e anzi, per questo motivo, l'azienda decise di declinare la produzione a quella che oggi è la sottomarca storica del marchio di Corona: Squier.
Tutt'oggi Squier produce delle versioni della Bullet, anche se oramai il concetto costruttivo e le forme sono completamente diversi rispetto a quelli di un tempo.

Fin da bambino vedevo mio padre che durante i pomeriggi passava qualche decina di minuti in compagnia, oltre che della sua fedele Stratocaster nera (eh signori, è stata venduta due anni fa, mi spiace ma non comparirà in questa saga), di una chitarra dalla forma bizzarra e che non avevo mai visto nei negozi di musica o alla televisione. Quella chitarra aveva esercitato sempre un certo fascino, anche per via della classica storia dello zio lontano che l’aveva acquistata in America negli anni '80 e poi ceduta a mio padre in seguito. In realtà, non ho mai scoperto come quella chitarra sia arrivata in casa mia, quello che è certo è che tutt’ora la custodisco gelosamente poiché, dopotutto, è sempre un pezzo di storia destinato a, ne sono convinto, acquisire un certo valore collezionistico nel corso del tempo. È inutile dire, che appena sono riuscito a suonare i primi accordi, essa è diventata oggetto di studio e dedizione anche se quel maledetto manico non mi è mai andato giù. Ancora oggi, a distanza di anni, suonarla mi risulta assai difficoltoso, e con l’accrescere della conoscenza musicale e del suono... beh... diciamo che la chitarra si è rivelata meno magica di quel che pensavo.

La piccola Bullet a un orecchio attento si dimostra chiaramente come un chitarra di qualità bassa: seppur le meccaniche presentino un'ottima tenuta dell’accordatura, sono la qualità del ponte e sonora che rovinano tutto.

Sui clean la chitarra risulta secca, stopposa e quasi muta, insomma non è bella rotonda come ci si potrebbe aspettare da una Telecaster. Sui crunch la situazione migliora, ma di poco. Nei distorti finalmente essa pare prendere vita, ma credo sia merito dei pickup più che della chitarra in sé. Naturalmente il sustain è pressoché inesistente.
Con una spesa che si aggira fra i 500 e i 700 euro, a seconda delle sue condizioni, la potete trovare online. Se cercate una chitarra per suonare girateci al largo, poiché allo stesso prezzo potete trovare delle chitarre molto più performanti, se invece siete degli inguaribili nostalgici o collezionisti e volete portarvi a casa un pezzo di storia... beh, che state aspettando?
Vi lascio al video, che vi ricordo è stato prodotto utilizzando la cam del pc, con la chitarra connessa al Kemper Profiler e a una scheda audio Roland Tri-Capture.
Tanto per sbugiardarmi, mio padre ha venduto la chitarra proprio poco prima che potessi terminare le riprese, quindi non ho potuto caricare il video dove proponevo una cover suonata con questa chitarra. Mi spiace, ma per questa volta dovrete accontentarvi solo dei suoni proposti nel primo video.