La E10 è una doppio zero con dodici tasti fuori dal manico. Anche se la colorazione è quella del mogano, il body è realizzato in Sapele, un legno leggermente diverso, ma con una colorazione e caratteristiche timbriche simili a quelle del mogano a cui fa un po’ il verso. Il vero mogano lo troviamo nel manico, assieme alla tastiera in palissandro a 20 tasti in nickel argentato.

Quella che abbiamo per le mani è un’acustica semplice, senza nessun eccesso estetico. Il binding attorno al corpo, la rosetta, i dot sono ridotti al minimo, diventano quasi invisibili e le regalano un look spartano.
La scheda tecnica non poteva essere più corta di così e la cosa non ci dispiace affatto perché non vediamo l’ora di suonare la E10. È leggerissima, in braccio quasi non la si sente. La leggerezza del body, però, non dà problemi sul bilanciamento dei pesi.
Da una double O non ci aspettiamo un sound potente e carico di basse, ma già dalle prime pennata ci rendiamo conto che la Eastman non è per niente nasale e mediosa. Le vibrazioni che trasmette al player sono vigorose e sono il risultato dell’ottimo volume che scaturisce dalla buca. La potenza (lo sappiamo dai tempi di Ronaldo) è nulla senza controllo. Lo strumento fa capire subito che la risposta alle variazioni di dinamica è molto evidente. Spostandosi verso la tastiera o il ponte la timbrica si modifica di molto, sintomo di un progetto funzionale e ben realizzato.
Come ci aspettavamo la E10 ha dimostrato un rapporto qualità prezzo all’altezza delle aspettative. È uno strumento che viene proposto a una cifra ben al di sotto dei 1000 euro, un prezzo che rapportato al sound e alla realizzazione di questo strumento è davvero vantaggioso.