Mesa Boogie Factory Tour
<p><img src="http://assets.accordo.it/cloud-assets/143939/600x0/00/mesa-s.jpg" alt="Mesa / Boogie" style="border:0px solid;float:left;"> Gli inizi gloriosi in cui gli ampli venivano costruiti in una vera e propria capanna sono ormai lontani, ma Randall Smith ci tiene a confermare che lo spirito originario è sempre vivo e presente nell'esigenza di realizzare prodotti di alto livello qualitativo e che soddisfino sempre le esigenze dei musicisti. È ancora nel laboratorio del fondatore che iniziano gli esperimenti, i progetti e le modifiche sui nuovi apparecchi e la sua stanzetta contiene ancora veri e propri "pezzi di storia", ovvero parti che poi sono diventate prototipi di modelli di successo, accanto ad ibridi improbabili che non hanno mai visto la luce... La ricerca di una qualità costante della produzione ha portato necessariamente all'automatizzazione di parte della costruzione e alcune componenti di misura standard vengono inserite da macchine come quella che si occupa di resistori e diodi. Fino ad un paio di anni fa, il lavoro veniva commissionato ad esterni, poi è stato acquistato un apparecchio che in 45 secondi è in grado di montare fino a 160 componenti su una scheda.</p>
Segue la stessa filosofia e integra il precedente il component locator, una macchina in grado di identificare componenti di misure non standard, quali grandi e piccoli diodi, condensatori, speaker jack, zoccoli per le valvole... Di fatto il component locator è programmato in una sequenza molto particolare, per preparare gli elementi di dimensioni "non standard" avvicinandoli, aiutando in questo modo il lavoro a mano. Dopo aver passato la fase denominata "Auto Insertion" e dopo essere stata sotto le grinfie del "Component Locator", la scheda è pronta ad essere saldata.
Il circuito con tutti i componenti montati viene dunque posto su un piccolo tapis-roulant regolato ad un'altezza esatta e su cui - al momento giusto - un flusso di stagno opera tutte le saldature con la massima precisione, in un colpo solo sull'intera superficie! Quest'apparecchio viene usato con successo più o meno dal 1980, quindi se per caso sentite qualche lamentela del tipo "...le saldature delle Mesa-Boogie non sono più quelle di una volta... " sapete come smentire!
Il successivo controllo della qualità dei circuiti è in genere operato da quattro o sei persone, sulle schede appena uscite dalla macchina per le saldature: si occupano di rifiniture, controllano che la polarità dei componenti sia corretta e che le saldature stesse appaiano "solide".
Il punto chiave di amplificatori complessi come il Road King è nell'alta qualità dei circuiti stampati: hanno tracce da entrambi i lati, e le connessioni avvengono anche attraverso il loro spessore, collegando solidamente un'estremità all'altra, anzichè solo le rispettive superfici. Molti dei circuiti stampati che si trovano in giro hanno tracce da un lato solo, e i componenti vengono montati sul lato opposto di dove avviene l'effettiva connessione, quindi solamente la superficie della traccia crea il contatto, mettendo spesso e volentieri a rischio la qualità della connessione stessa, specialmente ad alte temperature. I circuiti stampati Mesa/Boogie sono costruiti in fibra di vetro altamente resistente al calore, anzichè in resina fenolica come talvolta avviene per risparmiare a discapito della qualità. La qualità scadente di certe schede costituisce motivo più che legittimo per i cosiddetti "fanatici" della realizzazione tradizionale con saldature "punto per punto", ma l'esperienza fatta da Smith sui vecchi ampli Fender lo ha portato negli anni ad analizzare nei dettagli i vantaggi e gli svantaggi di tali circuitazioni e a realizzare che - per il tipo di apparecchi che vuole proporre - la soluzione migliore è, appunto, quella di partire da circuiti stampati di alta qualità. Sarebbe d'altronde improponibile costruire un ampli come il Road King, con tutte le sue possibilità di switching, senza usare circuiti stampati, per via dei moltissimi componenti usati: se anche fosse possibile, dovrebbe costare il triplo! L'idea di Randall Smith è, comunque, che la costruzione a saldature individuali di per sé non è né migliore né peggiore di quella a circuiti stampati, e la qualità del suono semplicemente non è relazionata a tale fattore, bensì alla qualità dei componenti usati e a come e dove vengono posizionati. È comunque nei prototipi che viene stabilito che cosa avviene a livello di cavi e cosa a livello di tracce, a seconda se suonano meglio o peggio! Sperimentando con diverse soluzioni per i collegamenti, talvolta si ottengono risultati inaspettati, ad esempio si possono "duplicare" certe connessioni su tracce con dei fili, semplicemente per cancellare del ronzio (cancellazione di fase, n.d.r.).
Punto cruciale per la resa sonora dell'amplificatore, tutti i tipi di valvole che arrivano nella fabbrica vengono testate nella sezione chiamata "Tubetown". La maggior parte di quelle usate al momento provengono dalla Sovtek, come le EH12AX7 o le 606WXT... Qui tutte le valvole vengono inserite nella macchina chiamata "Robotube", usata ormai da diversi anni, che provvede a una serie di test controllati da computer. Analizzando la risposta a diverse tensioni, è possibile accoppiare le valvole più simili ed eventualmente scartare quelle che sembrano non promettere longevità. Purtroppo il livello di accettazione è un po' limitato e non troppo flessibile per via del fatto che sugli ampli Mesa/Boogie il bias è fisso.
L'assemblaggio delle parti meccaniche consiste nel montare potenziometri, interruttori, manopole e - ovviamente - nell'accoppiare gli chassis con le schede, ormai saldate, testate e pronte all'uso. Dopo il collegamento degli ultimi fili rimasti, si passa ad un primo test effettivo degli ampli, che vengono di nuovo osservati e passati sotto l'oscilloscopio, ma anche finalmente accesi e fatti suonare un po'.
Nell'area Pre-Test gli amplificatori vengono analizzati da un punto di vista tecnico-chitarristico: tutte le manopole e gli interruttori vengono mossi e testati, per sentire se funzionano, dopodichè gli apparecchi vengono portati al test finale. Qui si lasciano accesi per una giornata ed una nottata intera: il giorno dopo, un tecnico li ricontrolla ad uno ad uno. Infatti, se ci sono componenti difettosi, molto probabilmente cederanno in questa fase: le statistiche in proposito sono estremamente basse, vicine all'1%, e gli unici "errori" che realmente vengono alla luce, dopo aver passato tutti i controlli precedenti, sono alcuni componenti che risultano microfonici. Una lunga tradizione della fabbrica americana riguarda anche la cura con cui vengono realizzate le casse degli amplificatori. I legni grezzi vengono tagliati nella falegnameria interna, per poi essere organizzati ed assemblati e divenire casse acustiche e testate. La maggior parte del lavoro è eseguita da una macchina molto precisa, che assicura uno scarto minimo. Il legno usato per tutti i cabinet, i combo e le testate, è una betulla baltica molto solida (non multistrato!...) e resistente all'umidità, che contribuisce in maniera decisiva alla definizione del suono. Dopo l'assemblaggio delle parti in legno, si passa alla copertura in vinile, e quindi alle rifiniture (angoli, maniglie, etc.). E' a questo punto che gli ampli vengono montati nelle rispettive casse, dopodichè - finalmente - vengono controllati e "torturati" simulando una situazione live - a volume reale! - in una stanza insonorizzata dove qualcuno li suona sul serio!
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