Sono un felice possessore di quattro splendide ragazze. In ordine dalla più anziana, mi fanno compagnia una Ibanez JEM 77FP del 1998, una Gibson Les Paul Custom Ebony del 2001, una Ibanez JEM 7VWH del 2007 e una Fender Jimi Hendrix Stratocaster del 2015.
Ebbene, nessuna di queste bellezze è perfetta esteticamente.

Quando le acquistai (la 77FP e la Les Paul Custom sono state acquisite da precedenti proprietari) non mi concentrai particolarmente sulla perfezione estetica, sulla qualità delle finiture o altre caratteristiche meramente esteriori. Mi interessavano la risonanza dei legni, il feeling con il manico e la qualità timbrica. La voce è tutto!
La mia amata Les Paul, per esempio, ha un difetto del filetto inferiore (più spesso del normale) che ha portato a un micro solco della vernice lungo tutto il profilo. Per me è un segno di unicità, e il suono è davvero grandioso.
La Fender Jimi Hendrix mostra una verniciatura non perfettamente omogenea. È estremamente sottile ma anche in questo caso, dopo averne provate sei (quattro bianche e due nere), è l’unica che mi ha rubato il cuore!

Spesso mi confronto con chitarristi fanatici (o meglio maniaci) della perfezione fine a se stessa: mai un graffio, mai un segreto, mai una sbavatura.
Ora, so di parlare a un pubblico costituito al 99% da musicisti: molti di voi saranno professionisti, o quasi. Meglio di me comprenderete l’importanza di quando detto poche righe sopra.
Uno strumento musicale deve, in primo luogo, appagare le nostre orecchie (e la nostra anima). L'estetica, purtroppo, il più delle volte è fine a se stessa.

Personalmente non amo gli esemplari malconci e non mi convincono quelli che oggi chiamano, commercialmente, “relic” di fabbrica: li trovo privi di senso. Ma anche certe chitarre troppo imbustate e dall’aria fighetta non mi attraggono: sono corpi da suonare, non soprammobili!
Credo che uno strumento debba emozionarci, anche con la sola forza della propria vocalità. Le finiture sono importanti solo quel tanto che basta per renderlo appetibile agli occhi al momento del primo incontro. Poi, una volta imbracciato, tutto cambia: entrano in gioco infinite costanti, le quali devono essere prese in seria considerazione per condurci alla costruzione di una "relazione musicale" stabile e duratura.
Voi cosa ne pensate?
Ebbene, nessuna di queste bellezze è perfetta esteticamente.

Quando le acquistai (la 77FP e la Les Paul Custom sono state acquisite da precedenti proprietari) non mi concentrai particolarmente sulla perfezione estetica, sulla qualità delle finiture o altre caratteristiche meramente esteriori. Mi interessavano la risonanza dei legni, il feeling con il manico e la qualità timbrica. La voce è tutto!
La mia amata Les Paul, per esempio, ha un difetto del filetto inferiore (più spesso del normale) che ha portato a un micro solco della vernice lungo tutto il profilo. Per me è un segno di unicità, e il suono è davvero grandioso.
La Fender Jimi Hendrix mostra una verniciatura non perfettamente omogenea. È estremamente sottile ma anche in questo caso, dopo averne provate sei (quattro bianche e due nere), è l’unica che mi ha rubato il cuore!

Spesso mi confronto con chitarristi fanatici (o meglio maniaci) della perfezione fine a se stessa: mai un graffio, mai un segreto, mai una sbavatura.
Ora, so di parlare a un pubblico costituito al 99% da musicisti: molti di voi saranno professionisti, o quasi. Meglio di me comprenderete l’importanza di quando detto poche righe sopra.
Uno strumento musicale deve, in primo luogo, appagare le nostre orecchie (e la nostra anima). L'estetica, purtroppo, il più delle volte è fine a se stessa.

Personalmente non amo gli esemplari malconci e non mi convincono quelli che oggi chiamano, commercialmente, “relic” di fabbrica: li trovo privi di senso. Ma anche certe chitarre troppo imbustate e dall’aria fighetta non mi attraggono: sono corpi da suonare, non soprammobili!
Credo che uno strumento debba emozionarci, anche con la sola forza della propria vocalità. Le finiture sono importanti solo quel tanto che basta per renderlo appetibile agli occhi al momento del primo incontro. Poi, una volta imbracciato, tutto cambia: entrano in gioco infinite costanti, le quali devono essere prese in seria considerazione per condurci alla costruzione di una "relazione musicale" stabile e duratura.
Voi cosa ne pensate?
Amen.
Per il discorso difetti o rovinature varie esterne sono della scuola che se vere e vissute sono belle, se riprodotte (tipo relic) mi sanno di finto. Certo avere difetti su meccaniche o altro è diverso, però se amiamo una chitarra possiamo passarci sopra (vedi la mia strato che andrebbe davvero sistemata, ma che suono ha lo sanno in pochi...).
Rigature, sverniciature, ingiallimenti, consumazione del manico, sono invece caratteristiche estetiche che conferiscono vita allo strumento, quindi non li chiamerei nemmeno difetti. Ricordo anche se ora non ce l'ho più una Gibson Les Paul Custom bianca del 95 che piano piano era diventata color crema e l'adoravo. Ancora di più amo le tastiere in acero delle strato quando col tempo si arrossiscono.
Certo importa più il suono, ma anche l'occhio vuole spesso la sua parte. Non potrei mai suonare ad esempio una chitarra fluo fosse pure dal suono divino. Al massimo la farei riverniciare ;)
;-)
Per me un musicista dovrebbe avere il rispetto per il suo strumento e per chi l'ha costruito, dovrebbe trattarlo con la massima cura.
Piccoli incidenti possono sempre capitare, ma graffi ammaccature e quant'altro sono solo segni della noncuranza di chi ha posseduto lo strumento. Non comprerei mai una chitarra come quelle che si vedono in foto perché sono state trattate da schifo, come non comprerei mai un' auto piena di ammaccature e ruggine. Poi, pensare che una chitarra trattata così possa suonare meglio è solo una suggestione.
Poi arriveranno amici musicisti a cui potrete mostrare o nascondere quanti relic ha la vostra chitarra. Se ve lo chiedono! Saranno più interessati in quale declinazione specifica sia la vostra. Moltissimi varianti di Strat o Les Paul o altre che sono "strane", poco conosciute. Vi sono quei special limited edition relic artist personal autographed guitar... Meglio non parlarne e portarne in giro. L'autografo non è da reliccare.
Ho una simil strato che ha più di vent'anni e l'ho sempre suonata il giusto ma tenuta bene.
Il pickguard, le cover dei pick-ups e i potenziometri sono invecchiati e si sono ingialliti naturalmente, mi piacciono da morire, è una closet fai da te
1 - "Certo che alla GIBSON ne fanno di c*..."
2 - "Però... devo ammettere che lo strumento suona magnificamente!"
Io sono assai soddisfatto della resa timbrica... Le imperfezioni estetiche, oramai, non hanno rilevanza alcuna.
PS: gli strumenti che prediligo sono proprio i due di seconda mano: vissuti e pregni di personalità ;-)
1 - "Certo che alla GIBSON ne fanno di c*..."
2 - "Però... devo ammettere che lo strumento suona magnificamente!"
Io sono assai soddisfatto della resa timbrica... Le imperfezioni estetiche, oramai, non hanno rilevanza alcuna.
PS: gli strumenti che prediligo sono proprio i due di seconda mano: vissuti e pregni di personalità ;-)
1 - "Certo che alla GIBSON ne fanno di c*..."
2 - "Però... devo ammettere che lo strumento suona magnificamente!"
Io sono assai soddisfatto della resa timbrica... Le imperfezioni estetiche, oramai, non hanno rilevanza alcuna.
PS: gli strumenti che prediligo sono proprio i due di seconda mano: vissuti e pregni di personalità ;-)
un conto è se l'imperfezione estetica la provoco io con il mio uso più o meno accorto dello strumento, un conto è se si tratta di un difetto di fabbricazione. Nel primo caso posso anche dire che si tratta di un segno personale lasciato sullo strumento, nel secondo caso mi fa risultare che il fabbricante è un fetente ..
quando qualche giorno fa si è parlato della "Squier riuscita meglio della Custom Shop", in molti hanno affermato che la chitarra di classe si differenzia da quella economica magari non troppo per il suono, ma radicalmente per come è costruita o rifinita..
per cui una chitarra con un difetto di rifinitura è una "sola" o uno strumento che andrebbe comprato con un forte sconto, senza farci sopra tanta poesia :-)
Comunque, lo sconto ci sta sempre :-D
Insomma i segni del tempo non mi disturbano per niente, l'importante è che siano stati fatti da un uso serio, e non da un ragazzetto che amava sbattere la chitarra sui piatti della batteria o raschiarla per terra mentre si rotolava sul palco credendosi una rock star.
Le mie chitarre nascono nuove e invecchiano con me, presentano le cicatrici del vissuto, come anche il mio corpo. Mi piace pensare alla chitarra come un'estensione, del mio corpo e come tale la tratto.
Poi sono gusti... quindi se piace una chitarra tutta reliccata di fabbrica, perchè non comprarla? Se poi suona bene qual è il problema? Alla fine si tratta solo di gusti e ognuno ha i suoi... così come le orecchie... Addirittura durante la nostra vita cambierà anche il nostro modo di sentire, quindi una chitarra che oggi ha un suono per noi piacevole, magari tra 10 anni la rivaluti... vabbè sto divagando... detto ciò W le chitarre superlucide con le bellissime venature dei top in acero!!!!
Il suono, infine, viene prima di tutto!
Un saluto a tutti voi e GRAZIE per questo magnifico confronto di pareri ;-)
Grazie per aver condiviso il tuo pensiero 🌌
Che lo Spirito della Musica sia con te e con tutti i chitarristi capaci di apprezzare il valore aggiunto del tempo... che cambia le cose 🍃
😉