L’occasione ci ha fatto tornare la voglia di rimettere le mani sul suo batterismo, fornendoci il pretesto per analizzarne qualche elemento peculiare.
Uno degli aspetti più suggestivi del suo playing è la precisione con cui Donati costruisce le ritmiche. In queste, si resta ammirati di fronte a una disposizione maniacale degli accenti eseguiti con precisione e totale sicurezza anche quando questi si trovano in posizioni poco scontate.
Ovviamente, ascoltandolo e analizzandolo attentamente si intuisce che una tale padronanza e sensibilità musicale vanno ben oltre ciò che si può acquisire con la mera disciplina tecnica, ricerca del suono e della precisione. Alla base di un drumming così fluido e naturale - anche nelle sue evoluzioni più tortuose - c’è un senso del timing impeccabile, frutto di una concentrazione assoluta e coltivata nel tempo.
Per questo, è necessario iniziare a costruire e allenare un nostro metronomo interno e per farlo, sarà sufficiente cominciare ad adottare un semplice sistema di lavoro e pratica: contare il tempo ad alta voce mentre si suona.

Si può contare in quarti, in ottavi, in sedicesimi. Più la divisione del tempo è corta più si avrà il controllo delle note.
Sembrerà banale, ma così facendo obbligheremo la nostra mente a compiere contemporaneamente un doppio esercizio: mantenere il controllo fisico meccanico di quello che suoniamo (sincronizzazione, forza, dinamica, tocco) e al contempo preservare la piena consapevolezza ritmica, metronomica e matematica della parte.
A lungo andare questo training porterà i suoi frutti. Inizieremo ad operare il doppio controllo in automatico e con sempre minor dispendio di energie. Il ché ci permetterà di preservare una parte della nostra concentrazione libera per monitorare altri aspetti della performance: il controllo del suono, le variabili dell’improvvisazione e dell’interplay con altri musicisti.
Questo è un esercizio mentale che ovviamente non serve solo ai batteristi: è una pratica che si dovrebbe allargare allo studio di tutti gli strumenti.
Per lavorare su questo approccio di pratica e studio, ho trovato una datata masterclass di Virgil Donati e ho trascritto questo esercizio.

Un alternativa è quella di suonare l’hi-hat a mani alternate. Così facendo si può ottenere più velocità e maggior relax.

Questi esercizi sonosemplici ma non banali: con l’aiuto del metronomo e contando ad alta voce saranno di grande efficacia per migliorare il nostro Time Keeping. Ci aiuteranno e suonare in maniera più rilassata e consapevole ritmiche e fill.
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