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Back to Basic - Che cos'è e come impostare la latenza
Back to Basic - Che cos'è e come impostare la latenza
di [user #45705] - pubblicato il

Hai mai aperto un Virtual Synth in un progetto e non riuscivi a suonarlo a causa di click e rumorini strani? Oppure hai mai registrato una traccia audio, una voce o una chitarra elettrica e il segnale in cuffia era troppo in ritardo? Questi problemi sono dovuti alla latenza nella tua DAW, saperla gestire al meglio renderà il tuo lavoro più comodo e fluido.
La latenza nelle Digital Audio Workstation

La latenza, espressa in millisecondi, non è altro che il tempo intercorso tra il suono in entrata e il suono in uscita nel sistema di registrazione digitale, oppure il tempo che viene impiegato tra il momento in cui viene inviato un messaggio midi (una nota ad esempio) e il momento in cui viene effettivamente riprodotta.
Non è uguale per tutte le workstation audio e dipende dalla scheda audio utilizzata, dal programma, dal numero di plugin aperti e dalla velocità del disco rigido in scrittura e lettura.
Se hai già una scheda audio di ultima generazione non avrai particolari problemi in quanto tutte ormai supportano latenze abbastanza basse; stessa cosa per i programmi che sono molto leggeri rispetto alle risorse di un computer moderno. Anche gli hard-disk hanno tutti almeno una velocità di 7200 rpm (giri al minuto), ideali per la registrazione multitraccia, l'importante è assicurarsi che siano deframmentati correttamente. Per i più esigenti anche gli hard-disk a stato solido (SSD) ormai sono acquistabili a prezzi moderati in tutti gli store.
Il numero di plugin utilizzato invece fa la differenza in ogni sistema. Ci sono plugin leggeri che pesano poco o niente sulla CPU del computer e altri che con 2 o 3 istanze aperte mettono in ginocchio la nostra macchina.

Back to Basic - Che cos'è e come impostare la latenza

Come gestire al meglio la latenza

Quando si presenta il problema della latenza?
Come abbiamo già detto il problema della latenza si presenta quando stiamo registrando una traccia e monitoriamo, all'interno del programma, l'audio in ingresso e lo facciamo passare da qualche plugin, come un amplificatore virtuale, oppure se stiamo suonando un virtual instrument (VI). Un ritardo esisterà sempre ma il suo effettivo tempo è deciso dalle dimensioni del buffer della scheda audio.
Più il buffer audio è piccolo (viene misurato in sample), minore sarà il ritardo, ma il carico sulla CPU aumenterà. Più il buffer audio sarà grande, più potremo aprire plugin e VI senza avere problemi sul processore del computer, ma con un tempo di latenza molto evidente.
Nel primo caso se il carico sulla CPU è troppo alto avremo click, glitch e rumori fastidiosi in uscita, nel secondo caso l'elevato ritardo renderà quasi impossibile suonare o cantare sentendo ciò che viene registrato.
In caso di mixaggio il problema è trascurabile: tutto il sistema è ritardato automaticamente allo stesso modo e riceviamo in uscita un segnale perfettamente sincronizzato. In questo caso si consiglia di impostare il valore del buffer al massimo per gravare il meno possibile sulla CPU e permetterci di aprire tutti i plugins di cui abbiamo bisogno.
Se dobbiamo registrare una traccia audio e ascoltarla così come entra nella scheda, magari insieme a qualche traccia di base senza o con pochi plugins, il problema non si pone: basta andare nei settaggi del buffer della scheda audio e impostarlo al minimo valore possibile.
Se invece abbiamo un mix pieno di plugins aperti oppure vogliamo ascoltare la chitarra, ad esempio mentre passa in un plugin che emula un amplificatore, potremmo incontrare parecchi problemi e le soluzioni saranno essenzialmente 3:
  1. Partire dal valore minimo di buffer. Se si riscontrano problemi di glitch aumentare il valore. Se a questo punto il ritardo è troppo evidente tentate una delle altre 2 soluzioni.
  2. Freezare le tracce con i plugin più ingordi di risorse. Molte DAW hanno la funzione Freeze che renderizza le tracce audio restituendocele già processate dai plugin che stiamo utilizzando sulla traccia stessa e disabilitandoli, in modo da risparmiare risorse.
  3. Fare un bounce provvisorio del master bus o dei gruppi principali (Stems) e importarlo su un nuovo progetto, che useremo solo per registrare la nostra traccia audio, che a sua volta verrà reimportata sul progetto originale.
Nel caso stessimo registrando un Virtual Instrument e ci ritroviamo con problemi di latenza, possiamo usare le stesse soluzioni appena elencate.
Tutte le DAW hanno un sistema di monitoraggio dell'utilizzo della CPU e della memoria, per cui è meglio tenerlo sott'occhio per capire se stiamo mettendo il sistema eccessivamente sotto sforzo.

Come settare il buffer audio nella tua DAW

Qui di seguito trovi il percorso da seguire per impostare il valore del buffer della scheda audio nelle più diffuse Digital Audio Workstations:
  • Avid Pro Tools: Menù Setup -> Playback Engine.. -> H/W Buffer Size
  • Apple Logic Pro X: Menù Logic Pro X -> Preference -> Audio... -> I/O Buffer Size
  • Steinberg Cubase: Menù Periferiche -> Impostazioni periferiche... -> seleziona il nome della tua scheda audio sotto VST Audio System e clicca sul tasto Pannello di controllo -> Buffer Size
  • Ableton Live: Menù Live per Mac o Opzioni per Win -> Audio -> Dispositivo audio -> Dimensioni del buffer
  • Cockos Reaper: Menù Options -> Preferences... -> Audio -> Device -> selezionare Request block size e inserire il valore desiderato (se non si seleziona questa opzione il valore verrà preso dall'impostazione del buffer direttamente dal driver della scheda audio).
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Il Direct Monitoring della scheda audio

Molte schede audio mettono a disposizione un direct monitoring interno che ci restituisce direttamente in uscita il segnale in entrata. A volte si attiva da un tasto sul l'interfaccia software della scheda o direttamente sulla scheda stessa. Nelle schede audio più evolute abbiamo invece un vero e proprio mixer digitale virtuale in cui possiamo gestire il routing interno facendo uscire il segnale in ingresso da qualsiasi output.
Questo tipo di monitoraggio è di solito chiamato Zero Latency Monitoring, perchè non introduce nessun tipo di latenza in quanto è gestito tutto dal DSP della scheda audio come se fosse un vero e proprio mixer digitale.
È un'ottima alternativa nel caso in cui il suono che stiamo registrando sia già ottimale e non necessiti di alcun plugin nel momento della registrazione.
Quindi abilitando, come già detto, il direct monitoring della scheda audio e disabilitando il direct monitoring all'interno della DAW, saremo in grado di usare il valore massimo del buffer audio, evitando così sia i problemi di rumori indesiderati causati dal sovraccarico della CPU che quelli di latenza eccessiva.
Buone registrazioni!
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