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Gretsch: Duo Jet e le altre solid body anni '50
Gretsch: Duo Jet e le altre solid body anni '50
di [user #6868] - pubblicato il

L’incontro fortuito con una Gretsch 6130 Round-Up del 1955 appartenuta a Brian Setzer e custodita per anni nel suo arsenale offre lo spunto per fare la conoscenza con la famiglia delle solid body Gretsch anni ’50. Ma procediamo con ordine.
L’invito del mio guitar-friend Marco in Germania rende d’obbligo una visita a Guitar Point, a circa 15 Km da Francoforte, punto di riferimento per gli appassionati di tutta Europa.
Simon, il direttore, tiene subito a specificare che la disponibilità di merce è temporaneamente limitata, a causa di un eccezionale periodo di vendite.
Eppure, vetrine e pareti sono piene di autentici gioielli del vintage: probabilmente non basterebbe l’intera giornata per prestare la dovuta attenzione agli stupendi strumenti in esposizione.
In particolare, non capita proprio tutti i giorni di vedere un'intera parete dedicata a chitarre Gretsch vintage: è un'ottima occasione per ripassare la loro storia.
Per puro caso, questa storia inizia proprio non lontano da qui: Guitar Point è 100 Km a nord di  Mannheim, la città che nel 1856 dette i natali a Friedrich Gretsch.
All’età di 17 anni, Friedrich lasciò la Germania migrando a New York con la sua famiglia. Dieci anni dopo, nel 1883, aprì un modesto laboratorio artigianale di percussioni a Brooklyn.
Il laboratorio si sviluppò fino a diventare un’azienda produttrice di strumenti musicali: Gretsch, uno dei più antichi brand americani del settore.
Il nipote di Friedrich, Fred Jr., guidò l'azienda nella epoca d’oro in cui produsse le sue migliori chitarre: dagli anni '50 fino al 1967, anno in cui Gretsch venne acquisita da Baldwin diventando la consociata di una società madre. La produzione venne trasferita agli impianti Baldwin in Arkansas.
Nel 1984, la proprietà dell'azienda tornò alla famiglia di origine: l'attuale presidente, Fred William Gretsch, è figlio di Fred Jr.

Oggi le chitarre Gretsch devono la loro reputazione in particolar modo alle elettriche hollowbody.
Modelli di punta come la 6120 Chet Atkins e 6136 White Falcon, sono una costante sui palchi di musicisti jazz, country e rockabilly.
Tuttavia, nei primi anni '50, grandi concorrenti come Gibson e Fender stavano vendendo un numero crescente di un nuovo tipo di chitarra: la solid body.

Gretsch: Duo Jet e le altre solid body anni '50

Fred Gretsch Jr. non vedeva di buon occhio le solid-body. Gretsch e Gibson vantavano un'onorata tradizione di liuteria e sofisticate tecniche costruttive, al contrario di Leo Fender che in sostanza aveva una formazione da elettrotecnico autodidatta.
Fred Jr. confessò al suo amico Ted McCarty, all'epoca dirigente della Gibson: "chiunque abbia una sega a nastro e una fresatrice può costruire una chitarra solid body".
Con questa frase, Fred Jr. stigmatizzava le solid-body come un prodotto squalificante per un nome di prestigio come Gretsch e non vedeva alcun motivo di avviarne la produzione.
Ciò nonostante, per stare al passo con la concorrenza, sul finire del 1953 Gretsch decise di superare l’iniziale riluttanza e finalmente si lanciò nel mercato delle solid body introducendo il modello Duo-Jet.

Sebbene il corpo ricordasse in forma e dimensioni una Les Paul, la Duo Jet non era propriamente una solid-body: in realtà aveva un corpo che oggi definiremmo piuttosto “chambered”, "tamburato" o semi-solido".
Evidentemente, Fred Jr. non riusciva proprio ad accettare l'idea di costruire una chitarra sagomando semplicemente una comune tavola di legno con "una sega a nastro e una fresatrice".
Gretsch arrivò ad adeguarsi a una vera tecnica di costruzione solid-body solo nei primi anni '60, quando cominciò a produrre le Corvette.

L’interno della Duo Jet era in gran parte vuoto: il top, realizzato in laminato di acero modellato in forma arcuata, era separato e fungeva da coperchio per il corpo in mogano weight-relieved: ampiamente scavato per consentire un comodo alloggiamento di elettronica e cablaggio. I due pickup erano montati sul top.
Quando si pensa a una chitarra Gretsch, di solito vengono in mente decorazioni eccentriche e vistose che conferiscono personalità e fascino al look dello strumento: le prime solid body, con il loro aspetto accattivante, non facevano eccezione.
Jimmy Webster, factotum ed elemento chiave del reparto chitarre Gretsch, ebbe l'idea di incollare sul top della Duo Jet la stessa copertura Nitron in plastica usata per le batterie, il nero fu il colore prescelto.
Di lì, il passo seguente fu breve: offrire differenti colori opzionali del materiale di copertura: ciò rese le chitarre Gretsch le prime a sfoggiare vistosi custom color.

Politica commerciale e strategie di marketing Gretsch erano piuttosto confusionarie: la Duo Jet ricevette un nome e un numero di catalogo diversi per ciascuna differente finitura di colore, un po’ come se una Stratocaster Fiesta Red avesse un nome di modello diverso da una Sunburst.
Tra il 1953 e il 1955, Gretsch produsse sei differenti modelli di solid body che in realtà erano tutte versioni di Duo Jet con variazioni minime. I diversi modelli condividevano lo stesso identico corpo, lunghezza di diapason, dotazione di pickup e configurazione di controlli e cambiavano soltanto nel colore, in alcuni componenti hardware e in altri dettagli secondari.

Gretsch: Duo Jet e le altre solid body anni '50

Tutte le chitarre Gretsch prodotte tra il 1948 e il 1971 sono contrassegnate da un numero identificativo che inizia con 6000. Stranamente i numeri di modello non seguono un ordine cronologico.
Le 6 solid-body prodotte negli anni '50 sono:

- La 6121 Chet Atkins Solid Body, introdotta verso la fine del 1954, pendant della 6120 Chet Atkins Hollow Body. Era molto simile alla 6130 Round-Up ma aveva ponte vibrato Bigsby di serie e capotasto in alluminio.
- La 6128 Duo Jet, introdotta nel 1953, con top nero o, in casi molto rari, con finitura Verde Cadillac
- La 6129 Silver Jet, introdotta nel 1954, con top rivestito in copertura di plastica Nitron argentata luccicante
- La 6130 Round-Up, introdotta nel 1953, aveva top in acero o in pino nodoso, con finitura naturale o tintura arancione zucca
- La 6131 Jet Fire-Bird, introdotta nel 1955, con top rosso e retro e lati neri
- La 6134 White Penguin, una Duo Jet  bianca concepita come versione solid body della White Falcon, con la tipica paletta a forma di "V" della Falcon. A proposito di strategie di marketing poco indovinate, rimane un mistero come si sia potuto scegliere di accostare all’immagine del falcone che ghermisce la preda, impressa sul battipenna della hollow body, l’immagine di un goffo pinguino, sul battipenna della versione solid.

Gretsch: Duo Jet e le altre solid body anni '50

Questo modello non era presente in catalogo. Si stima che tra il 1955 e il 1964 ne siano state prodotte solo poche decine. Quindi, la White Penguin originale è una delle più quotate mosche bianche nel mercato del vintage. Stranamente, il numero di modello 6134 abbinato alla Penguin nel 1963 cambiò assegnazione e venne attribuito a una Corvette.

Guitarpoint ha due importanti chitarre in rappresentanza di queste Gretsch solid body anni '50: la prima è una 6130 Round-Up del 1955 completamente originale, ma non semplicemente una come qualsiasi altra. Come documentato da una vecchia apparizione televisiva degli Stray Cats, questa chitarra è appartenuta per molti anni all'arsenale della leggenda del rockabilly Brian Setzer.
Universalmente riconosciuto come uno dei più grandi chitarristi viventi, Setzer nel 1992 divenne il principale endorser di chitarre Gretsch. Questa Round-Up vintage appare tutt'ora nel suo sito web ufficiale.
Sinceramente, non ho mai prestato molta attenzione alle cosiddette “rockstar-owned”, gli strumenti appartenuti a rockstar più o meno celebri, ma devo confessare che posare le mie dita su una tastiera su cui Brian Setzer ha suonato per anni mi ha regalato un certo brivido.

La Round-Up era concepita per attrarre i chitarristi country-western: è caratterizzata da vistose decorazioni che richiamano il vecchio west.
I segna-posizione della tastiera presentano fregi a tema western. Battipenna tartarugato e paletta sfoggiano il logo di una testa di bisonte. I lati del corpo sono ricoperti da una singolare fascia di cuoio lavorato a mano con borchie e fregi western, con cinghia originale a fare da pendant.
L'hardware dorato presenta l'attacca-corde "a fibbia di cinta da cowboy", con la scena di una carovana del west in rilievo.
Una lettera "G" impressa a fuoco sul top, in stile marchio da bestiame, completa il perfetto look da “cowboy guitar”.
Queste decorazioni non erano affatto a buon mercato: una Round-Up, venduta originariamente a $300, costava molto di più di una Stratocaster o di una Les Paul Standard dell'epoca.
Il top era realizzato in acero o, più di rado, in pino con nodi. La chitarra in esame è riconoscibile inconfondibilmente per i ben quattro vistosi nodi che presenta sul suo top in pino.
Le stesse decorazioni in stile western vennero riproposte l'anno seguente sulla 6121 Chet Atkins solid body. La Round-Up andò dunque presto fuori produzione, per evitare la sovrapposizione in catalogo di due modelli sostanzialmente analoghi.

La seconda Gretsch solid-body anni '50 in esposizione a Guitar Point è una più sobria 6128 Duo Jet del 1956.
Le bordature e le colle usate all’epoca da Gretsch tendono a deteriorarsi nel tempo, arrivando a portare, in casi tutt’altro che rari, a problemi con l'attaccatura del manico.
Quando le chitarre venivano riportate in fabbrica per interventi in garanzia, era prassi comune sostituire il manico originale e installare semplicemente un nuovo manico.
La Duo Jet di Guitar Point ne è un esempio: un nuovo manico venne installato ufficialmente in fabbrica attorno al 1959. Ciò spiega le tipiche caratteristiche introdotte nei tardi anni '50 della tastiera, come i segna-posizione “thumb-print”, a forma di impronta di pollice o di mezza luna e il tasto zero in voga anche sulle chitarre italiane del periodo.

Il cartellino del prezzo di questa Duo Jet indica €7500, una spesa impegnativa, ma pur sempre un investimento consigliabile a chitarristi in cerca di uno strumento di livello top, tanto meglio se originale vintage anni ’50. La Round-Up appartenuta a Setzer, di maggior prestigio e più alto valore collezionistico, impone una richiesta di €10000 in più e rimane dunque riservata a cultori e collezionisti.

Su entrambe le chitarre, i controlli consistono in quattro manopole: un tono master,  i due controlli di volume dei pickup, e un volume master separato. Molti chitarristi considerano un po’ ostica questa configurazione, a me invece sembra piuttosto comoda e razionale.
I pickup Dynasonic vennero progettati da Harold ”Harry” De Armond e costruiti presso gli stabilimenti Rowe di Toledo, in Ohio.
Il ponte Synchrosonic era prodotto dal costruttore indipendente Sebastiano “Johnny” Melita a Philadelphia: aveva sellette regolabili in modo indipendente, già anni prima del Gibson Tune-O-Matic. Verso lafine del 1957, Gretsch decise di porre un limite all'uso di componenti in appalto a terzi e adottò il ponte Roller - che consentiva di regolare a piacimento la spaziatura delle corde - e gli humbucker Filter-Tron, tutti prodotti internamente in esclusiva per le chitarre Gretsch.
La produzione interna dei componenti consentiva anche un taglio dei costi assicurando un approvvigionamento regolare delle forniture.
Nel 1958 la configurazione dei controlli venne ridotta a tre manopole: la manopola per la regolazione del tono venne sostituita da un selettore a tre posizioni che nelle due posizioni laterali filtrava il segnale con dei condensatori.
Nel 1961 la forma del corpo delle Jet cambiò da single-cutaway a double-cut, meno prestigiosa e ricercata.

Gretsch: Duo Jet e le altre solid body anni '50

Bo Diddley sfoggia una Jet-Firebird in alcune foto e copertine di dischi degli anni '50, prima di passare alla sua Jupiter Thunderbird o di adottare definitivamente la sua caratteristica Gretsch rettangolare.
Due dei miei guitar hero preferiti sono devoti a Jet originali vintage della metà degli anni '50.
Billy Zoom, della leggendaria punk-rock band X di Los Angeles, inserisce assolo incendiari dall'influenza rockabilly in una impenetrabile struttura di power chord di grande efficacia timbrica.
Nel 2008 il Custom Shop Gretsch gli tributò un'edizione limitata di riproduzioni della sua favolosa 6129 Silver Jet del 1955, costruite dal liutaio Steven Stern.

Gretsch: Duo Jet e le altre solid body anni '50

Una delle mie band preferite della scena contemporanea sono i Big Lazy,  incredibile trio di New York. Il loro chitarrista Stephen Ulrich sprigiona sonorità incredibili e atmosfere magiche dalla sua fedele 6128 Duo Jet del 1955.

Gretsch: Duo Jet e le altre solid body anni '50

“That Gretsch Sound!” è il motto della casa da molti anni, ma com'è questo suono?
Finalmente è il momento di attaccare le due chitarre di Guitar Point all’ampli e di sentirne la voce: per ascoltarle vi rimando al video allegato, un racconto completo della prova su strada di questi due favolosi strumenti e della mia visita al tempio europeo del vintage.
Il filmato è in lingua inglese con accurati sottotitoli italiani attivabili dalle opzioni del player.

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