Articoli di Emiliano Girolami
(Emiliano Girolami)
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Il primo contatto con la musica suonata l'ho avuto ad otto anni a causa di una vecchia zia e di un pianoforte che stazionava nel suo salone. Non fu un grande successo ...
I cambiamenti dell'adolescenza portarono nuove preferenze e scoperte, tra queste la chitarra rappresentò un salto senza ritorno. A proposito, la prima me l'ha regalata la zia del pianoforte ...
Quasi subito ho iniziato a ...suonare in un locale. Immagino che il gestore mi chiamasse per il mio modo di essere, in linea con il posto, più che per le mie acerbe qualità di musicista e cantante. Nel frattempo avevo intrapreso studi tecnici, elettronica, che ho poi proseguito fino alla laurea.
In un paio di anni avevo imparato abbastanza per mettere su una band. La prima esperienze di gruppo è durata il tempo di pagare le cambiali fatte per comperare strumenti ed amplificazione ... e quindi è durata tanto!! I debiti erano comunque un ottimo collante per tenere insieme il gruppo e convincerci a suonare ovunque e qualsiasi cosa. Alla fine mi sono ritrovato di nuovo solo ma con esperienza, chitarre ed amplificatori. La situazione ideale per suonare in molti gruppi, con molte persone ed in molti posti.
Nel frattempo la musica era diventata una passione importante. Per lavoro (... l'altro) ho viaggiato molto. La chitarra era sempre con me e mi sono ritrovato a suonare a Bangkok come a Dallas ma anche all'Auditorium Parco della Musica, alla Notte Bianca 2006 di Roma, al Linux Club, al Classico Village ed altri locali di Roma e del centro Italia. Sono stato finalista al Festival Pigro 2007. Ho suonato con Elijah Porter, Carlo e Matteo Di Francesco, Guido Mannello, Andrea Colella, Annamaria Di Micco, Pino Berardini, Stefano Micarelli, H.E.R.
Finiti i viaggi ho messo su un piccolo studio di registrazione (si chiama No Trip For Cats), una band (che si chiama No Trip For Cats ...) ed ho iniziato a scrivere canzoni. Maggiori informazioni le trovate su www.ntfc.it.
I cambiamenti dell'adolescenza portarono nuove preferenze e scoperte, tra queste la chitarra rappresentò un salto senza ritorno. A proposito, la prima me l'ha regalata la zia del pianoforte ...
Quasi subito ho iniziato a ...suonare in un locale. Immagino che il gestore mi chiamasse per il mio modo di essere, in linea con il posto, più che per le mie acerbe qualità di musicista e cantante. Nel frattempo avevo intrapreso studi tecnici, elettronica, che ho poi proseguito fino alla laurea.
In un paio di anni avevo imparato abbastanza per mettere su una band. La prima esperienze di gruppo è durata il tempo di pagare le cambiali fatte per comperare strumenti ed amplificazione ... e quindi è durata tanto!! I debiti erano comunque un ottimo collante per tenere insieme il gruppo e convincerci a suonare ovunque e qualsiasi cosa. Alla fine mi sono ritrovato di nuovo solo ma con esperienza, chitarre ed amplificatori. La situazione ideale per suonare in molti gruppi, con molte persone ed in molti posti.
Nel frattempo la musica era diventata una passione importante. Per lavoro (... l'altro) ho viaggiato molto. La chitarra era sempre con me e mi sono ritrovato a suonare a Bangkok come a Dallas ma anche all'Auditorium Parco della Musica, alla Notte Bianca 2006 di Roma, al Linux Club, al Classico Village ed altri locali di Roma e del centro Italia. Sono stato finalista al Festival Pigro 2007. Ho suonato con Elijah Porter, Carlo e Matteo Di Francesco, Guido Mannello, Andrea Colella, Annamaria Di Micco, Pino Berardini, Stefano Micarelli, H.E.R.
Finiti i viaggi ho messo su un piccolo studio di registrazione (si chiama No Trip For Cats), una band (che si chiama No Trip For Cats ...) ed ho iniziato a scrivere canzoni. Maggiori informazioni le trovate su www.ntfc.it.
Maggiori dettagli

Su Chitarre di Aprile. Recentemente un bassista e liutaio americano, Roger Fritz, ha deciso di riproporre un marchio di qualche tempo fa progettando gli strumenti in USA ed affidandosi alla produzione in Cina per contenere i prezzi.
Le chitarre Kay riprendono molte delle soluzioni originali (look, pick up e struttura della cassa ad esempio) e, soprattutto, ripropongono le sonorità che all'epoca (anni 50) caratterizzavano alcuni tra i bluesman più in voga.
Su Chitarre di Marzo. Con questo amplificatore (combo in classe A con potenze di uscita che vanno da 1 a 16 watt), Marco Brunetti sembra rivolgersi al musicista che vuole un buon suono anche a bassi volumi (per studiare o registrare) facile da replicare anche nei live senza stravolgere il proprio setup. Il combo si rivolge a chi ama utilizzare gli effetti per espandere la tavolozza sonora con saturazioni, dinamiche, modulazioni e ritardi.
Questa volta proviamo una chitarra vintage. Si tratta di una Fender Jaguar del 1968 messa gentilmente a disposizione per noi da Salvatore Aglieri Rinella. E' uno strumento interessante e versatile progettato per il Jazz ed il Surf Rock che però è stato usato, negli anni, per molti altri generi.
La configurazione del test è quella standard con il setup consigliato dal manuale. Originale in tutti i dettagli (custodia inclusa), è arrivato con corde lisce di scalatura 0.11 che comunque si lasciavano suonare facilmente (bending a parte) per effetto della scala da 24".
Cakewalk Sonar è un software sequencer per Windows (e solo per Windows) di levatura professionale, ricco di funzionalità e con un ottimo rapporto qualità/prezzo. Il prodotto è arrivato alla release 8.5 ed esiste in varie versioni. Le principali sono due: Studio (pensata per i musicisti) e Producer (la più completa, pensata per i produttori e gli studi di registrazione).
La chitarra di questo test è la Gibson SG Special Faded, versione "semplificata" della più rifinita, e costosa, SG Standard. L'idea è quella di contenere i costi cercando di risparmiare su tutto quello che non contribuisce a costruire il suono. Quindi body in tre pezzi, verniciatura con un solo strato alla nitro, segnatasti dot, pick up scoperti e custodia ... pessima (qui si poteva fare meglio).