keef79 scrive: Cari accordiani,
sono un estimatore delle sonorità fifties e delle incisioni dei pionieri di un genere mai morto: il Rock & Roll. In particolare nei dischi Rockabilly, sono stato sempre attratto dal suono di alcuni chitarristi dell'epoca, come Paul Burlison o Scotty Moore, e da quello dei loro moderni epigoni (Brian Setzer su tutti), caratterizzato dall'uso frequente del Bigsby, per ottenere suoni simil-Hawaiani o simulare il vibrato della voce umana.
Affascinato da questo marchingegno antico quanto funzionale, sono da poco venuto in possesso di una chitarra che ne monta uno.
E qui, insieme alla soddisfazione per i begli effetti ottenuti mi sorgono alcune domande: come è possibile cambiare le corde senza imprecare (soprattutto durante un concerto)? Che tipo di "cuneo" bisogna utilizzare? Ce ne sono in commercio? Quali sono gli accorgimenti per mantenere il Bigsby efficiente nel tempo? Infine, mi piacerebbe conoscere la storia di questo accessorio... grazie accordiani, so che non mi deluderete!
Alexander25 scrive: Il mio bassista mi ha regalato un mini lettore mp3 della AKAI, ottimo direi, e volevo utilizzarlo per registrarmi in acustico, e con la band alle prove.
La qualità di registrazione devo dire che è notevole, un ottimo strumento per registrare al volo qualsiasi idea.
Il problema sta nel fatto che il buchino del microfono è "leggermente" troppo potente. Infatti basta parlargli accanto che distorce completamente, emettendo fortissime scariche che rendono inutile tutta la registrazione(immaginatevi quando ho provato a registrare tutta la band).
In poche parole: INUTILIZZABILE!
E la cosa mi scoccia davvero. Ha anche la possibilità di inserire un microfono x registrare, con uno della voce non funziona, forse con uno da pc? Ma la qualità morirebbe.
Qualche idea? Ad esempio su come limitare il forellino del microfono?
Non dite sotto al cuscino, c'ho già provato, e sembra di suonare sott'acqua con gli squali che scorreggiano tutto intorno!
AlexUnder
Falcon71 scrive: Ciao A tuti, perdonate la mia incursione, sono un sistemista con la fissa del Rock e sto tentando di utilizzare un regalo della mia ragazza acquistato on line su Adobe Audition 1.5 . il regalo in questione è il plugin di amplitube.
Ho tentato di farlo rilevare ad audition ma finora non ho ottenuto alcun risultato. Qualcuno mi può aiutare?
Grazie in anticipo a chiunque voglia darmi una mano. bye!
Continua...
Little Dreamer scrive: Salve a tutti! Come a tutti voi chitarristi capiterà di frequente, mi accade spesso di ritrovarmi in mano mentre suono un cantino spezzato a metà.
Superato il primo momento di sconforto, mi accingo a comperarne uno nuovo; ebbene:essendo la spesa, nonchè la quantità di mi cantini che maneggerò in tutta la mia vita, non indifferente, mi sono domandato: sarebbe possibile comprare un stock di tipo 100 cantini, avendone cosi una scorta eterna? avete consigli da darmi su come fare a procurarmeli e a chi devo chiedere? grazie per la disponibilità.
Continua...
E' un mio nuovo pezzo e fa parte del progetto Glen & Molinelli, ma il motivo per cui lo posto qui è che ho fatto largo uso del Roland GR33 (guitar synth). Fino a qualche tempo fa impazzivo a cercare lup di tappeti di tastiere, arpeggi o suoni che "ci sarebbero stati bene", magari li trovavo ma poi ricampionandoli per adattarli al tempo della sessione cambiavano faccia. Ora invece ho la possibilità di farmeli da solo, e ci guadagno sia in termini di tempo che in divertimento.
Continua...
Shine On You Crazy D scrive: Ciao ragazzi, io volevo sapere qualcosa in più sulle leve, dopo aver visto gente come Steve Vai o Satriani usarle per dare effetti veramente meritevoli al suono, volevo chiedervi qualche informazione ''basilare'' su queste leve.
Inanzitutto volevo sapere se sono tutte uguali o insomma c'è una certa differenza, volevo sapere se ci sono delle marche anche per le leve, e mediamente il prezzo di una leva.
Grazie a tutti !
Continua...
cc_deville scrive: Ho un Seiko ST-727 e ho l'impressione che non è piu' preciso come una volta... la lancetta elettronica non si ferma mai in un punto quindi non si puo' sapere di preciso il pitch della corda; anche quando credo di avere accordato lo strumento alla meno peggio il risultato non è dei migliori! Mi pare di aver sentito una volta che questi accordatori elettronici non sono precisi per tutta la durata della loro vita, che andrebbero cambiati. A qualcuno di voi risulta una cosa simile?
Continua...
Steve85 scrive: Ciao a tutti,
oggi vorrei parlare di un argomento che ha creato non pochi grattacapi a noi musicisti, in particolare chitarristi e anche bassisti: la custodia della nostra ascia deve essere morbida, semi-rigida o rigida?
Entro nello specifico: quando acquistai la mia prima chitarra elettrica, il rivenditore mi orientò verso la scelta del semi-rigido: il che mi sembrò strano, anche perché all’epoca una rockbag della Warwick costava £90.000, la custodia rigida £150.000 per di più non originale, bensì con il marchio del negozio… mio padre tirò un sospiro di sollievo per le £60.000 risparmiate.
Tutto contento torno a casa, ed entrando nell’ascensore urto contro la porta…un urto molto lieve.
Apro la custodia e trovo la sorpresa: all’altezza dell’ingresso jack si era aperta una “frattura” piuttosto evidente, al punto che si era distaccata una porzione di vernice.
Pensai fosse un episodio, ma il problema si è riproposto altre volte. Un amico liutaio mi ha sempre sconsigliato di passare al rigido, a causa delle difficoltà riscontrabili nel trasporto e anche per il prezzo: un fodero per un’Ibanez RG prestige costa a Bari circa ¤80-90.
Ennesimo concerto, ennesimo urto del quale non mi sono reso conto, ennesimo segno sull’ibanez.
È vero che sarò un po’ distratto ma non è normale che una chitarra si scheggi anche all’interno della custodia…per di più imbottita!
Ciò mi ha portato alla scelta di passare al rigido, ma non all’originale Ibanez, bensì ad uno di quelli col marchio del rivenditore: mi sono recato ad Acustica (non è per fare pubblicità, anche perché è anche un marchio che produce batterie ed accessori per chitarre) e per la modica cifra di ¤55 mi sono procurato un rigido.
Vorrei sapere cosa ne pensate di tal questione…
Continua...
Nutshell scrive: Tre parole: Do it yourself! E' questa la mania del momento di tanti chitarristi, pedali artigianali, customizzazioni, modifiche.. e spesso più l'oggetto in questione è "rozzo", più è allettante!
Continua...
Seifer scrive:
Tra tutti gli effetti a pedale, il flanger mi ha da sempre affascinato in modo
particolare. Pur senza essere indispensabile come un buon distorsore, o insostituibile quanto
un buon delay, il flanger rimane un oggetto misterioso e intrigante, dotato, potenzialmente,
di tanti e svariati modi d'uso, nonché di un'identità molto forte
- un flanger si riconosce sempre. La ricerca del "Sacro Graal dei flanger" continua da molti anni fra
tutti i chitarristi più eclettici, e le case produttrici fanno e strafanno,
mettendo regolarmente sul mercato molti più prodotti e modelli di quanta
sia effettivamente la richiesta. In quest'oceano di prodotti, vale la pena di
soffermarsi su questo Turbo Flange Digitech della "X-Series", serie
nella quale tutti i pedali presentano un controllo aggiuntivo agli standard, chiamato
appunto X, che dà ulteriori potenzialità sonore al prodotto.
Continua...
Piranha scrive: Scenario: concerto in piazza, pochi pezzi (tre o quattro, si vedrà) ma buoni per far conosce la nostra musica e la nostra energia ad un pubblico più vasto.
Genere suonato: Heavy Metal. Strumentazione: messa a disposizione dal backline, quindi niente ampli sul palco, ma tanto ormai con qualsiasi ampli il mio suono è quello, per tre pezzi poi...
Continua...
Bob scrive:
C’è un effetto a cui anche i chitarristi più spartani non sono disposti facilmente a rinunciare: il riverbero.
In dotazione di molti amplificatori fin dai primi anni ‘60, il riverbero colloca il suono in una dimensione spaziale donandogli profondità e fascino. Questa “terza dimensione” sonora è probabilmente l’unico effetto universalmente ricercato dai chitarristi, al di là delle barriere tra i generi, siano essi dediti alle sonorità pulite di una chitarra acustica o axemen amanti di una distorsione accentuata.
Continua...
HOKKEIN scrive:
Parliamo di Paul Reed Smith, una chitarra che è un sogno per molti come lo è
stato e lo è per me, dai prezzi proibitivi e dalla bellezza mozzafiato.
Quanto è valido questo strumento? Lo paragoniamo ad una bella donna stupida o ad una bella donna laureata in fisica nucleare (perché che sia una bella gnocca par chiaro)? Quanto in questi anni s'è rifatta il trucco o addirittura la plastica?
Continua...
lomba scrive: Il mercato degli effetti digitali è saturo di stomp box di tutte le forme e di tutti i colori, ormai è possibile trovare ogni tipo di effetto che si desidera sia nelle novita? che nel mercato dell?usato, possiamo avere sotto i piedi delle meraviglie tecnologiche che ci aprono nuovi orizzonti, o che ci permettono di fare da soli delle cosuccie interesanti col nostro strumento.
Stiamo parlando infatti delle loop machine ed in particolare di quelle in formato stomp box, le piu? conosciute ed usate sono la supergettonata RC20 della BOSS adesso prodotta in versione Extra Large con memoria da 16minuti, la altrettanto famosa DL4 Line6 cha ha anche il pregio di essere una unità delay. Poi c?è un?altra macchinetta sulla vale la pena di soffermarsi: la nuova unità di ritardo della AKAI, la HEADRUSH2 che incorpora un delay digitale (23.8secondi), un simulatore di eco a nastro a 4 testine (5.9 secondi) ed una simpatica loop machine da ben 23.8 secondi di registrazione in modalità normal oppure 35.6 in modalità extended.
Continua...
madhorsie scrive: Sto valutando l'acquisto di un radiojack (radiomicrofono o jack wirelss, che dir si voglia) ma non so da che parte girarmi visto che non ho trovato fino ad ora della documentazione esauriente in materia.
Ho girato vari siti internet alla ricerca d'informazioni rendendomi conto però che l'acquisto, casomai decidessi di farlo, sarebbe un salto nel buio visto che ce ne sono d'infiniti prezzi e modelli.
I negozianti hanno poco o nulla di questo genere d'oggetti, anche se riesci a trovare qualcosa e la provi non sei mai sicuro se comunque acquisterai un radiojack che riuscirai ad usare visto che il suo funzionamento da quanto ho capito dipende molto dalle presenza d'eventuali antenne radio nei pressi del locale dove ti esibisci.
I modelli più economici sono quelli che trasmettono-ricevono in VHF ma funzionano? I migliori pare siano gli UHF ma anche qui ci sono quelli che hanno il ricevitore con una sola antenna ed altri che ne hanno 2, quindi che fare? Senza contare poi che alcuni pare che snaturino il suono, altri che introducano ritardo tra la trasmissione e la ricezione...mah...insomma un gran casino.
Nel mio caso specifico cerco qualcosa che sia economico (200-300 euro), funzioni, mantenga il suono più "simile al cavo" possibile, e che abbia il trasmettitore da cinta visto che dal punto di vista estetico non amo poi molto i trasmettitori che sono tutt'uno col jack. Chiedo troppo??
Sicuramente si comunque sarei molto grato a chiunque contribuisse una volta per tutte a far luce sulla situazione con esperienze, marche, modelli, informazioni tecniche e costi.
Grazie a todos
Olha
Continua...
Orio scrive: Dopo il post sui plettri mi è giunta alla testa un'altra cosa, strettamente legata al tocco del plettro e alla sua risposta sulla chitarra. Le corde. Ebbene sì, queste cose ruvide o liscie, avvolte, con tanti materiali dentro, ognuno con proprietà differenti.
Marche, tante. Scalature, anche quelle ibride. Le corde con i tondini colorati, quelle con i blocchi a forma di cappucccio cosi entrano meglio nel ponte della fender.
E poi dobbiamo montarle sulla chitarra. Ma sappiamo farlo? Sappiamo che le corde avvolte sulla paletta devono rispettare una inclinazione per "agganciarsi" sul capotasto e vibrare al meglio con lo strumento? Abbiamo notato come la differenza sia abissale quando il set-up della nostra seicorde è ottimale?
E il suono, questo suono che ne esce, merito ovviamente anche delle corde, lo curiamo sul serio? Meglio mantenere la marca e "abituare" la chitarra a quella oppure cambiare spesso?
Passando molto tempo dal liutaio ho imparato alcune cose sulla chitarra e sulle corde. Ho imparato che ogni marca ha il suo tiraggio diverso, che le corde ibride possono torcere il manico (a mie spese su una acustica, sigh!). E ho imparato che prima basavo la bontà delle corde dal fatto che il suono distorto venisse melgio o peggio. E che prima di tutto viene la parte del pulito.
Ultima domanda? Voi sperimentate le corde diverse, sia come marca che come scalatura e materiali utilizzati? Che conclusioni ne avete tratto?
Grazie di nuovo, spero mi rispondiate in tantissimi!
ps. e se ci accorgessimo un giorno, che le corde dovrebbero essere scelte anche in base ai legni della nostra chitarra? Sembra quasi una cospirazione...!
Continua...
Orio scrive: Il primo plettro era un bellissimo Fender plasticoso blu elettrico trasparente. Aveva un suono, ma era piccolo e non potevo accorgermene molto sulle canzoni dei Metallica. Poi, piano piano, sfruttando gli anni '90, iniziavano ad arrivare al negozio vicino a casa (il mitico Hendrix guitars che aveva delle cose fenomenali) i primi plettri di rame, ferro e fibra di carbonio. Li presi e li persi tutti, tranne due. Un plettro in fibra, il classico nero con la fogliolina sopra, che mi sorprese e mi soddisfò per vari anni. Poi, perso in qualche portafoglio, riapparve il plettro in TITANIO.
Continua...
Il problema che ci si trova spesso ad affrontare quando ci rendiamo conto che i picaps che monta la ns strato non ci soddisfano più e che è impossibile provarne un set per arrivare ad una scelta sicura. I nomi che si sentono in giro sono sempre i soliti tra miriadi di modelli di Fender, Duncans e DiMarzio, oppure si va sul lusso cercando boutique picaps che costano come appartamenti e che una volta acchiappati ce li facciamo piacere per forza per non fare la figura dei fessi. Per facilitare un po' la scelta (nei limiti delle mie possibilità) ho realizzato questi 40 mp3 con dei sempols di quelli che chiamo appunto boutique (butìc) picaps di marche più o meno conosciute quali JASON LOLLAR, HARMONIC DESIGN, KINMAN, FENDER, JOE BARDEN e TOM ANDERSON.
Continua...
ale-blues scrive "ciao a tutti! sono al mio primo post in questo fantastico sito. suono la chitarra da 5 anni ma in questo ultimo anno ho intensificato il mio sudio e si è presentato un problema che incide pesantemente sul mio portafoglio: la rottura delle corde. mi capita spesso di rompere il mi o il si con una frequenza impressionante, a volte anche una al giorno.prima pensavo dipendesse dal ponte della mia chitarra (una ibanez les paul copy del '77) fortemente ossidato, ma poi ho riscontrato gli stessi problemi sulla fender stratocaster che mi sono comprato un mese fa. non riesco a capire dove sta il problema, dipende dal mio modo di suonare? aiutatemi il mio portafoglio piange!!!
grazie
ciao"
Continua...
The_GaB scrive "questione breve: ho bisogno di un sostegno per chitarra acustica che mi consenta di poterla tenere "sollevata sul palco", per poterla suonare tenendo imbracciata la mia elettrica insomma.. avete capito, alcuni di voi l'avranno visto fare a tolkki, malmsteen (ma ci sono anche non metallari!!!).. qualcuno ha idea se si trova in commercio o bisogna necessariamente "fabbricarsi" questo aggeggio?? grazie a tutti!
gabriele"
Continua...