Ciao a tutti!
Cercherò di esporvi il più chiaramente possibile un problemino che mi sta facendo ragionare parecchio negli ultimi giorni.
Con il mio gruppo utilizzo la seguente strumentazione: TC G-Major, Synth per chitarra Roland GR-20, al quale attacco un Vocoder Warpfactory Electrix, pedaliera Midibuddy e, ovviamente, l'amplificatore.
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In questo articolo ci occuperemo essenzialmente del cambio delle meccaniche, di tutti gli eventuali problemi che possono derivare da questa operazione e delle soluzioni applicabili. Come già accennato nella precedente puntata, il cambio delle meccaniche per l’acustica – ed indirettamente, anche per l’elettrica – è semplice solo all’apparenza. Le variabili da valutare non sono moltissime, ma basta sbagliare una misura, o compare meccaniche anche con una sola caratteristica lievemente diversa da quelle originali, per ritrovarsi nell’impossibilità di terminare la sostituzione, oltre che con delle meccaniche nuove da rivendere, perché frutto del più classico “errato acquisto”.
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Pickups, condensatori, interruttori push-pull, buffer, cavi, pedaliere, stomp box, valvole, transistor, microfoni e quant'altro: la catena di generazione ed elaborazione del suono delle nostre chitarre a volte è davvero lunga, complessa e spesso elaborata. Il tempo e lo sforzo economico che dedichiamo alla sua composizione e messa a punto sono davvero notevoli.
Eppure a volte non teniamo conto di quante potenziali capacità di modifica del suono siano contenute in un dispositivo che ogni chitarrista può avere a disposizione senza bisogno di avventurarsi in spese folli e che è in grado di condizionare tutto quanto viene prima e dopo di esso: i suoi "function mode", ognuno dei quali dotato di parecchi settings e presets differenti, permettono di variare a piacimento il contenuto in frequenza del suono, variando l'attacco della nota, la dinamica ed il suo contenuto di armoniche e creando così le sonorità più adatte e convincenti per qualunque genere musicale. Venite a scoprire di cosa stiamo parlando...
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Quante volte vi sarete sentiti dire dal cantante del vostro gruppo "qui ci vorrebbe un coro...te con la chitarra ma perchè non canti mai?". Già, facile a dirsi. Fare un coro a più voci è parecchio complicato. Primo: in un qualche modo le voci devono essere armonizzate tra loro e con i gorgheggi del cantante. Ma il chitarrista che proprio in quella battuta, è impegnato con i suoi 50 bottoni, si defila. Il bassista è muto, il batterista peggio che andar di notte. Il tastierista invece può. Eureka, però è da solo. Che cazzo facciamo un coro a una voce sola? Se sono, una volta tanto, tutti liberi e disponibili si può tentare un coro a tre voci. Noi l'abbiamo fatto. Anche dal vivo, mentre ci registravano...Che dio ci perdoni. Un coro di ubriachi.
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Ecco un altro gadget che ho scovato sul web, dedicato questa volta ai country boy che vogliono avere un sound da pedal steel ma non vogliono comprarne una.
E’ imparentato con lo storico B-bender, famoso per l’uso ne che fecero Parsons e White nei dischi dei Byrds, il nuovo meccanismo si chiama “Multibender” ed è prodotto da Duesenberg, un costruttore di chitarre tedesco, che potete vedere in mano a Ronnie Wood (Rolling Stones) o a Mike Campbell (Tom Petty & Heartbreakers).
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Salve a tutti. Vorrei spendere poche righe per sengalare una pedalina Danelectro di cui sono praticolarmente orgoglioso.
Premetto come sempre di non essere un professionista ma un hobbista, nel senso che suono la chitarra solo nel tempo libero e quando posso con altri padri come me ci riuniamo mentre le figlie studiano (si fa per dire) a suonare un po' di blues.
Detto ciò, passiamo all' amata pedalina Danelectro corned beef reverb il cui nome credo sia dovuto alle strane forme cui la Danelectro da ai suoi strumenti. In realtà il nome, richiamando le corna, ed il manzo, mi aveva fatto pensare molto alla "bufala" considerato anche il prezzo comprese le spese di spedizione (28 euro circa).
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Breve raccolta certo non esaustiva di caratteristiche generali possedute dalle maggiori case produttrici di corde per chitarra acustica, tralasciando volutamente il discorso delle corde "incappottate", già protagonisti di trattazione dedicata.
Anche in questo caso, anzi ... soprattutto in questo caso, molto più che in altri, regna sovrano il gusto personale ed anche in questo caso ciò che vi accingete a leggere è una raccolta di impressioni e scambi di opinioni effettuate nottetempo con gli adepti della setta acustica.
Partiamo dalla fine, chi buttiamo giù dalla torre ? Ma nessuno ovviamente ;-)
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Due parole un'ambizione. Da quando abbiamo iniziato a provare strumenti con il supporto di video e registrazioni si è detto molto sull'attendibilità o meno dei risultati che se ne possono ottenere. Ci sono due aspetti importanti che mi spingono a proseguire nella strada delle prove filmate e/o registrate. Primo: il pubblico le chiede, e lo fa a gran voce. YouTube è pieno zeppo delle prove più disparate su amplificatori, strumenti ed effettistica e i dati delle visite a questi contenuti non lasciano dubbi sull'apprezzamento che riscuotono. Secondo: se oggi la musica non venisse registrata non avrebbe senso, quindi è paradossale ignorare il fatto che o prima o poi un amplificatore, una chitarra o un effetto debbano finire su un supporto digitale o analogico e che pertanto sia determinante valutarli anche sotto questo aspetto.
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I nostri affezionati lettori hanno potuto già verificare che, su Accordo, le chitarra acustiche le facciamo a pezzi per poi rimetterle insieme. Di recente, abbiamo parlato di corde, poi di legni, poi ancora di corde, e di chitarre di pregio come le Schoenberg. Parleremo ancora tanto di acustiche, facendole ancora a pezzi e poi rimettendole insieme. Come oggi, ad esempio, giorno in cui tratteremo di un pezzo importantissimo delle acustiche, fra i più visibili e i più manipolati, strettamente connesso a corde, suonabilità, accordatura, estetica, e tanto altro ancora: le meccaniche.
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Sulle possibili regolazioni dello stop tail su ponti di tipo “Tune-o-Matic“ se ne è già parlato. Personalmente ho imparato ad apprezzare uno stop tail regolato piuttosto alto, trovandomi comunque a fare i conti coi relativi svantaggi.
Quel che non mi piaceva di questo setup era la parziale mobilità sugli stud che guadagnava lo stop tail, non essendo più bloccato sul top della chitarra. In particolare questo mi disturbava perché trovo comodo poggiare spesso il palmo sullo stop tail stesso, ma in queste condizioni andavo con la pressione del palmo ad alterare l’intonazione delle corde.
L’altro fattore è perlopiù cosmetico: la memoria storica dell’immagine del les paul mi impediva di poter vedere le viti degli stud far capolino sotto quella massiccia barra di alluminio. Per contro, nonostante veneri Billy Gibbons, pure l’opzione del “wrap around” urta il mio spirito estetico.
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Ciao a tutti, essendo un chitarrista prevalentemente solitario, mi trovo a passare ore ed ore imbracciando la mia strato o la mia Ovation munita di Airlocks in cuffia con i miei processori preferiti e, quando sono ispirato, registro sul Mac le mie intuizioni musicali.
Il primo problema che ho dovuto affrontare è stato quello delle cuffie. Ne ho acquistate diverse ma nessuna mi permetteva di avere quel feeling necessario per suonare con la necessaria tranquillità e soprattutto qualità.
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Salve a tutti! Mi trovo alle prese con la ricerca di una valigia per contenere la futura pedaliera, le cui dimensioni saranno abbastanza grandi. Tuttavia le prime ricerche mi hanno portato a trovare solo soluzioni dal costo molto alto. Così ho iniziato a cercare delle soluzioni alternative come ad esempio le custodie per tastiera in legno e vinile, oppure quelle semirigide in foam della proel o di altre marche, che dovrebbero essere molto resistenti e allo stesso tempo molto leggere, e che costano tra i 60 e gli 80 euro, pur essendo molto grandi. Tuttavia non sono ancora molto soddisfatto..
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Che sarà mai 'sta parolaccia? Lo dice il termine stesso che in italiano letteralmente sta per “riamplificazione”. A quanti di voi, registrando a casa o in studio, è capitato di aver azzeccato la traccia giusta ma con il suono sbagliato? Oppure, in fase di mix, quante volte avremmo voluto aggiungere o togliere un po' di saturazione, riverbero o quant'altro? Per determinate cose si fa sempre in tempo a rimediare, per altre no, pena il corrompere l'integrità del tanto ricercato sound della nostra seicorde. Come fare? Ecco che ci viene in aiuto il “Reamping”.
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In molti mi hanno chiesto come si configura il buon GMajor con la pedaliera Behringer FCB1010. Pure io ci ho messo un bel pò a capire come funzionava MIDI e compagnia bella! L'articolo non spiega come configurare l'accoppiata passo-passo bensì farvi conoscere un'alternativa valida per il setting di questi strumentii.
Sono andato alla ricerca e Google ha fatto la sua parte...
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NdR: in questo esaustivo articolo del giugno 2003, Mario Monteleone presenta un pickup per chitarra acustica molto in voga qualche anno fa, ma tuttora valido e apprezzato da molti per le sue qualità sonore e di versatilità, il GHS Acoustic Soundhole Mic. Lo riproponiamo in questa rassegna estiva di ristampe perché lo riteniamo ancora attuale. Continua...

Dopo un po di anni che suono la chitarra ho provato un buon numero di chitarre, ho cambiato numerosi effetti, tipi di corde e chi più ne ha più ne metta, ma l'unica cosa che ho provato numerose e tantissime volte è il plettro. Ne ho provati a bizzeffe di plastica, di legno, di metallo, di ceramica, di nylon...credo di averne provati di più io che Rocco Siffredi con le sue patatine XD.
Molto spesso sono sottovalutati questi piccoli "utensili" che ci aiutano nel suonare la chitarra e che,anche se non ce ne accorgiamo, influenzano il suono.
Vorrei analizzarne un paio poiché vedere nello specifico uno per uno sarebbe quasi impossibile.
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Salve a tutti.
vorrei sottoporvi un problema che sembra, a prima lettura, una stupidaggine ma nel momento in cui si presenta la cosa non è così comica.
Si parla tanto di chitarre ma nel momento in cui si va in sala prova o durante un live viene il momento di imbracciare la nostra amata 6 corde e quindi entra in gioco la famigerata TRACOLLA.
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Chiede TriAxis: Ciao a tutti! Scrivo queste righe dopo aver perso ore e ore su internet senza trovare niente che rispondesse alle mie domande ed attacchi di G.A.S.
Volevo ampliare la spazialità del mio suono e mi sono diretto verso il Triamping.
Ignaro delle complicazioni che potevano venir fuori... però si sà agli attacchi di GAS non riesco a dire no!
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Salve a tutti, da qualche ora mi gira per la testa la malsana idea di cambiare il manico della mia strato mex.
Mi spiego meglio:
si tratta di una strato mex con tastiera in palissandro, 21 tasti, ponte vintage a 6 viti, JBJR al ponte il cui suono mi è sebrato sempre troppo scuro, direi tetro e vorrei prendere un manico con tasiera in acero per darle un po di brillantezza e attacco.
Adesso la mia considerazione è:
conviene fare tutto ciò?
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Un salve a tutti gli Accordiani! Spero di non essere preso sottogamba, data la domanda, che per molti può essere banale: Qual è il motivo per cui il nostro cavo jack va fatto passare dalla tracolla come nell' immagine?
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