
Più volte ho parlato, nei miei post e nei miei articoli, del mio Laney VC30, spesso cantandone le lodi, più raramente lamentandomi dei difetti. Posto che a mio parere questo amplificatore (il mio è la versione con un cono da 12 pollici) ha un ottimo rapporto qualità prezzo, non è certo scevro di qualche nota negativa.
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L'arrivo del combo 1x12 ha portato molta gioia ma non avevo considerato il problema della posizione dell'ampli sul palco. I primi periodi mi arrangiavo appoggiandolo su una sedia, uno sgabello o qualsiasi altro oggetto che mi consentiva di alzare il cono in modo tale da sentire bene tutto il range di frequenze necessarie per evitare di alzare il volume inutilmente.
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Le possibilità offerte dagli anni ’80 in poi riguardo all’amplificazione del nostro strumento, chitarra o basso che sia, si possono raggruppare in tre tipologie: i combo, gli stack, composti da testata più almeno una cassa e i sistemi modulari a rack.
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Quando si entra per la prima volta nel mondo delle chitarre spesso si avverte una grande sensazione di smarrimento. Sono ormai passati i tempi in cui, essendo il range di prezzo medio basso monopolizzato da pochissimi strumenti come Eko (vi ricordate le Eko fiesta e 100 negli anni '70/'80?) o, in tempi più recenti, da Squier e altri pochi marchi di consumo, le scelte dei novelli chitarristi erano ristratte a un paio di chitarre, tra l'altro tutte dello stesso livello e proposte e riproposte per generazioni dai negozianti di mezza Italia.
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Lo standard attuale dell'amplificazione per chitarra elettrica sta andando, lo sappiamo tutti, verso prodotti con un basso vattaggio ma con un suono credibile e reale. Questo ha portato a piccoli ampli da 10, 5, 1.5 watt totalmente valvolari, tutti con varie configurazioni di cono, controlli eccetera. Tra i tanti ho scoperto, grazie al mio amico Dan che ne è il proprietario, questa azienda americana chiamata ValveTrain.
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Scrivo il mio primo articolo trattando un tema croce e delizia di noi chitarristi, raccontando il mio percorso verso il sound e la mia strumentazione perfetta per il live, sperando di dare un aiuto e di ricevere anche delle critiche. Il titolo parla da solo: dopo molti concerti e altrettanti soldi spesi per la strumentazione, mi sono accorto che la testata acquistata, una Marshall JMP MKII 100W Master Lead del '77, non andava per niente.
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Influenzato da sonorità prettamente british e incalzato da una momentanea situazione economica favorevole, decido di acquistare il mio primo amplificatore valvolare. Preso da febbrile smania da acquisto, passo notti insonni a documentarmi su quale amplificatore rispondesse alle mie minime esigenze: completamente valvolare ma volumi contenuti, con un gran carattere ma dai controlli pratici, e infine con un indiscutibile british sound.
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Girovagando in rete mi imbatto in un
interessantissimo sito dove si possono reperire una infinità di ammenicoli elettronici. Dalla resistenza più partigiana, al condensatore più toroide. Fra transformers, diodes e tubi, sfoglia e risfoglia le pagini digitali, si para ai miei occhi una link gustosissimo: MadAmps kits. Kits di amplificatori pazzi? Fanno al caso mio!
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Il Line6 Spider II 75 è un combo del 2004, discendente diretto del primo Pod che rivoluzionò il concetto d’amplificatore per chitarra elettrica. Usa una tecnologia digitale a modelli fisici invece di un circuito analogico, quindi si può parlare di un computer dedicato in cui tecnici e ingegneri dell’azienda americana hanno inserito gli algoritmi d’emulazione virtuale degli amplificatori valvolari scelti.
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La GAS colpisce ancora, e non inaspettatamente questa volta. Infatti, chiunque abbia seguito i post del mio diario, sa che già da un po’ di mesi mi stavo guardando in giro alla ricerca di un nuovo ampli che potesse appagare quella voglia di british che mi perseguitava da quando vendetti il mio amato-odiato Marshall.
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Nuovi amplificatori a valvole e a transistor, testate, combo e moduli estraibili entrano nel catalogo Randall, che quest'anno festeggia anche il suo 40esimo anniversario con un combo che ripropone le sonorità più classiche del marchio e una serie di amplificatori di piccola taglia pensati per lo studio, tra suoni inediti e modelli signature.
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Appena annunciata da Peavey, la nuova testata per chitarra 6534+ va ad ampliare la celebre serie 6505, nota ai tempi della fruttuosa collaborazione con Eddie Van Halen con il nome di 5150. Testata all tube da cento watt per due canali decisamente hi-gain, la Peavey 6534+ è concepita su valvole di potenza EL34, fondendo al timbro americano della serie un sapore britannico.
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Sono da poco entrato in possesso di una testata Framus Dragon, una perla di fabbricazione tedesca che non in molti conoscono. A dire la verità, però, negli ultimi tempi Framus si è guadagnata una certa popolarità sia oltreoceano - dove il prezzo proibitivo rende questi amplificatori una sorta di fuoriserie per appassionati - sia qui da noi, dove il prezzo decisamente interessante che queste testate hanno (parliamo di usato, ovviamente) le rende alternative da non sottovalutare rispetto ad amplificatori più noti e blasonati.
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VHT ha sfornato un nuovo ampli denominato Special 6 Ultra da 6w. E' la serie Special 6 rinnovata e cresciuta. Le principali differenze sono: il cono da 12", due valvole preamplificatrici e un secondo canale denominato Ultra con relativo controllo e ingresso. Poi son stati aggiunti il loop effetti, un'uscita line out, due ulteriori controlli denominati depth (che controlla la profondità delle basse frequenze) e texture (che permette dei tagli più o meno accentuati sulle alte frequenze). Infine, hanno aggiunto il power attenuator.
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Il Vibro Champ XD è un piccolo amplificatore ibrido facente parte della serie chiamata da Fender "Vintage Modified", ed è omonimo dello storico amplificatore a cui si rifà nell'estetica, piuttosto curata ed accattivante, ma non nel cuore, che in questo modello è decisamente più moderno. La tendenza è sempre la solita: abbagliarci con lo scintillio di qualche valvola (pochine, una 12AX7 al pre e una 6V6GT al finale) e supportare il tutto con una valida sezione di effetti digitali - devo dire buoni - e un "Voicing", per richiamare con un semplice gesto sonorità gustose e sempre diverse.
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Bugera. Sembra quasi una litania medioevale da scagliare contro vicini di casa fastidiosi e parenti scomodi. E invece questo è il nome di una oramai famosa azienda produttrice di amplificatori/testate/casse rigorosamente valvolari e a prezzi decisamente abbordabili. Di contro, alcuni lamentano la scarsa cura negli assemblaggi (da qualche parte dovranno pur risparmiare, no?). Alcuni di voi sapranno che l'azienda in questione fa parte del gruppo Behringer. E proprio a questi lettori che il marchio appena nominato probabilmente susciterà delle reazioni importanti a livello intestinale.
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Il mio ultimo acquisto, un amplificatore Peavey da 30 watt totalmente valvolare. Esattamente un Delta Blues con il cono da 15 pollici, proprio 15! non suono da tantissimo e questo è il mio primo valvolare. Prima avevo un Fender Frontman da cento watt, suonava bene, ma volevo provare il gusto del suono caldo della valvola. E poi si sa: GAS.
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Gli ultimi periodi hanno visto Slash ritrovare nuovo vigore, riportandolo quanto mai alla ribalta con la più fitta produzione musicale mai vista. Con l'intensa attività live e in studio, oltre al lancio di numerose edizioni signature della Les Paul ispirata alla chitarra registrata in Appetite For Destruction, il 2010 potrebbe essere tranquillamente definito l'anno del serpente, tanto più se proprio in quest'anno si sente per la prima volta parlare di un amplificatore ispirato al leggendario suono del disco simbolo dei Guns n' Roses.
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Racimolato qualche soldino, mi sono deciso a fare il grande passo: l'acquisto del valvolare. Ne ho posseduti diversi in passato, un Peavey Classic 30 vecchio stile (ottimo amplificatore, con dei piccoli problemini: valvole che tremavano, trasformatori un po' fragilini, parlo della vecchia edizione), e una bellissima Orange Tiny Terror troppo poco adatta al mio stile.
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Fender G-Dec 3 Thirty, m’è capitato di provare questa novità e ne sono rimasto entusiasta. Però appena l’ho visto, il primo pensiero è stato: "Ma come? In un mondo in cui, se non hai una valvola piantata da qualche parte, non puoi suonare, Fender ti esce con una roba che va a transistor?". Sì, avete capito bene, transistor. O, per essere più fighi, questo è un ampli con circuitazione a stato solido, che poi più o meno sempre transistor è.
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