Max Rattle Foot Pieri scrive "
Vado controcorrente nel tessere le lodi di Slammer Hamer Special SB4, basso in difficile equilibrio fra modernariato e tradizione, fra un buon rapporto qualità/prezzo ed esigenze fuori della norma. Corpo tipo Gibson Ripper, due soap bar pick-up, ciascuno con proprio volume e una singola regolazione di tono. Tastiera 12 cm più corta rispetto alla media, provvista di soli 20 frets. Non è importato in Italia, così ho dovuto ordinarlo direttamente negli Stati Uniti - a scatola chiusa – e suonarlo solo dopo un mese."
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Salve amici!
Purtroppo, a causa di impegni precedenti ed inderogabili non potrò essere dei vostri ad Ancona, ma per farmi perdonare ed intrattenere quelli che come me dovranno forzatamente respirare un aria un po' meno salubre ho deciso di scrivere la recensione della mia "bambina"...
Innanzitutto un po' di storia: correvano i primi anni '90 ed il sottoscritto stava passando dalla fase adolescenziale a tutto metallo a quella della musica "adulta". Complice il mio ex-professore di matematica del Liceo iniziai a scoprire i gruppi storici del rock progressivo anni'70 appassionandomi fin dal primo momento a quella strana e meravigliosa macchina dei sogni che un tempo prendeva il nome di Genesis...
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maltese scrive "bassisti senpre piu rari, non credo che solo i chitarristi siano ingegnosi e fantasiosi come da sito dimostato, oppure negli ultimi tempi noi bassisti siamo diventati sempre piu pigri, cioe non riesco a trovare niente che catturi veramente la mia curiosita (e non credo di essere lunico a pensarla cosi). Passo sempre sugli argomenti riguardanti il basso e poi per forza mi rendo conto che sulle chitarre il dialogo è piu vario e interessante da come costruirsi un cabinet, una chitarra, gli effetti, curiosita, incertezze e tantaltro."
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fred87 scrive "Ciao, qui di solito si parla di come fare uscire il suono alla chitarra, ma io propongo un quesito diverso: come farò con il mio Fender Jazz Bass e il mio ampli a transistor Mark Bass a ottenere un suono molto sporco senza l'uso di pedali di distorsione perchè fanno troppo soffrire i miei due coni? Io uso il plettro, ma il suono resta abbastanza pulito, quindi do finalmente la parola a voi bassisti amanti dei suoni sporchi per darmi la dritta via, anche parlandomi della vostra strumntazione e di come sfruttare la sopra citata mia...
grazie in anticipo a tutti!"
darsti821 scrive "Su Accordo molte volte si è discusso sulla versatilità di uno strumento e dei pregi che derivano da questa tipologia di strumenti, ebbene in questa categoria ricade lo strumento che vi presento, il basso elettrico ATK 405, 5 corde, prodotto dall’orientale Ibanez fino al 2002, uno strumento che offre una quantità incredibile di suoni a un prezzo abbordabilissimo..."
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Dopo aver abilitato questo articolo, abbiamo scoperto che in contemporanea l'autore mette in vendita il basso da un'altra parte. Vabbè, ora sappiamo tutti che evidentemente il BB è una ciofeca e che il massimo che si può offrire sono 19 Euro, sempre che le corde siano fresche. E "fede162162@libero.it" fa la figura del ...
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fede162162 scrive "vi parlerò di un basso scemo che non ha niente di speciale, sperando che questo post possa aiutare chi si sta orientando da poco nel mondo dei bassi elettrici. Ragazzi se avete pochi soldi, non avete le orecchie per riconoscere uno strumento buono da uno da buttare, e non vi potete far aiutare da qualcuno, comprate uno Yamaha, non vi deluderà mai! Lo strumento di cui parlo è un basso dal valore di listino di 620 euro circa, che ho preso scambiandolo con un SR 595 serie SG della Ibanez (di cui vi parlerò prossimamente). Il motivo per cui cercavo questo basso stava nel fatto che volevo un suono più funky dell'Ibanez sopra citato, e con il BB-G4A posso ritenermi soddisfatto!"
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Comunicato di MrManne:
"A metà mese è stato rubato un basso a Massimo Moriconi.
E' riconoscibile per il top fiammato che vedete nella foto e perchè ha la firma autografa di Massimo impressa a caldo sulla paletta.
Chi avesse informazioni è pregato di farsi sentire
Saluti "
In caso abbiate info scrivete a info@manne.com
.G
Gli amici Massimo & Betty di MB Handmade si aggiungono alla schiera dei sostenitori di Accordo. Hanno infatti deciso di offrire uno strumento che, messo all'asta alla prima occasione utile (SHG? asta online? vedremo...), porterà un importante contributo alla raccolta di denaro per l'acquisto del sospirato "nuovo server" di Accordo. In questo caso il regalo è particolarmente apprezzato perché ce lo possiamo scegliere fra tre opzioni.
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Vi siete mai chiesti come è nata la tecnica dello 'slap' sul basso? Ecco la risposta. Negli anni ottanta, periodo in cui la tecnica slap è già diventata imprescindibile per il bagaglio espressivo di ogni bassista, è difficile trovare un disco fusion, pop o rock che non contenga anche un minimo assaggio di basso 'strappato'. Nel decennio precedente, i musicisti dell'area funk avevano cominciato a diffondere la nuova tecnica esecutiva per mezzo di un inarrestabile passaparola, preparando il terreno al dilagare di una vera e propria moda. Se si risale ancora indietro nel tempo, all'inizio di questa lunga e affascinante vicenda troviamo un adolescente nero che suona nei locali californiani accompagnando sua madre.
La portata della svolta impressa da quel ragazzo viene descritta con grande chiarezza e onestà intellettuale dal leggendario bassista dei Funkadelic/Parliament William 'Bootsy' Collins: "In quel periodo, le cose che Larry Graham stava facendo con il suo basso, nessun altro stava neanche 'pensando' che si potessero fare".
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PBass71 ha scritto "Qualche settimana fa avevo chiesto ai lettori di Accordo.it un consiglio: chiedevo verso quali bassi a 5 corde avrei potuto rivolgere la mia attenzione essendo io un “quattrista” convinto e fedele. A questo proposito vorrei, con l’occasione, recensire uno strumento veramente particolare capitatomi tra le mani.Si tratta di un basso artigianale (o semi-artigianale/industriale??) costruito a San Diego, USA. La marca?
GR!"
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PBass71 ha scritto "Carissimi lettori di accordo.it!
"To B or not to B" vuole soltanto parafrasare la celeberrima frase di Otello "essere o non essere".. ma usando la lettera "B" in duplice accezione: quella del verbo "essere", appunto, e quella della nota relativa. Cioè il "SI" (infatti in inglese la nota SI=B).. Per cui vorrebbe dire: basso a 5 corde o basso a 4?
Passiamo alle cose serie. Sono un bassista. Sono un bassista a 4 corde, per la precisione... "
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PBass71 scrive "Ciao a tutti!
Ma secondo voi è meglio avere accanto un Precision o un Music Man Sting Ray? Sentite qua..
Nel 1998 acquisto (usato, ma come nuovo) un bellissimo Sting Ray 4 corde, sfumato, tastiera palissandro meravigliosa e manico in acero occhiellato. Una BOMBA. Prezzo: 2.500.000 di lire (ahh, le vecchie lire). Un vero affare, al tempo costava sopra i 3 milioni. Lo uso, suono, etc etc. Un giorno trovo un tipo che in un negozio vende un Precision del 1978 tutto originale, nero maple neck..."
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Massimo Pieri scrive "Il fatto di suonare il basso elettrico, dopo aver sperimentato a lungo le opportunità offerte dalla chitarra, mi sembra un privilegio che stento ancora a spiegarmi completamente. Senza presunzione di completezza e nei limiti delle conoscenze tecniche d'autodidatta, proverò ad indagare le fonti remote della predilezione per quello che, pur arbitrariamente, ritengo lo strumento più bello del mondo."
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Il primo approccio con il V.Bailey JBass fu per cosi dire casuale.
Nell' agosto scorso ero interessato alla riedizione del '51 Precision Bass Anniversary. Bello strumento senza dubbio, e molto fedele all'originale. Per saperne di più, il rivenditore mi mise in contatto con Fender Italia. Mi risposero che l'attesa non sarebbe stata breve, e che il prezzo, IVA compresa, era di 11,77 Milioni di lire...
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Alla fine degli anni '60, per la prima volta, Fender e Gibson, anziché percorrere vie nuove, tornano sui loro passi. Compaiono sul mercato due strumenti con le caratteristiche di modelli degli anni '50. Gibson ripropone la Les Paul Gold Top con P-90 e stop tailpiece, ultima versione prodotta prima della nascita dei Paf. Fender replica il Precision originale, cambiandogli il nome: adesso lo chiama Telecaster Bass.
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Era ormai da diverso tempo che stava maturando in me la voglia di possedere un nuovo basso fretless; l'ultima esperienza in merito risaliva a circa 15 anni fa e si riferisce all' ottimo (per la liuteria, un po' meno per l'elettronica) Ibanez Musician fretless, all'epoca pubblicizzato da uno Sting in gran forma e, nella versione fretted, da David Hungate dei Toto prima che questi venisse rimpiazzato dal tutt'oggi presente Mike Porcaro.
Decido quindi di provare ad attingere al grosso serbatoio di SHG (novembre 2000) senza pregiudizi di marca, colore, fattura o numero di corde..........ciò che desideravo era comunque uno strumento ben costruito, solido e.........soprattutto ben suonante.
Eccovi quindi la storia della nascita di un Jazz Bass che potremmo definire "italo-americano" dalle caratteristiche soniche molto interessanti.
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Lorenzo scrive "Salve a tutti!
E' la prima volta che "posto" un'articolo per Accordo e sono un po' emozionato. Ma bando alle ciance e veniamo all'argomento di questa recensione.
Sono da poco proprietario di un Fender Custom Shop N.O.S. 1964 Jazz Bass Sunburst della serie "Time Machine" e vorrei ragguagliarvi su tale strumento.
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Premettendo di non essere un bassista, vorrei parlare di uno strumento che ho ritrovato in cantina, in mezzo a mille cianfrusaglie che, come in ogni cantina che si rispetti, giacciono dimenticate anche se
meriterebbero di riposare in luoghi consoni alla loro importanza.
Il basso in questione è un Riverhead Unicorn, strumento che ha goduto nella metà ’08 di un breve momento di gloria, in quel periodo, infatti, andavano di moda, chitarre e bassi senza paletta, non che siano passati di moda, i vari Steinberger sono ancora in circolazione ed offrono ancora una valida alternativa agli strumenti cosiddetti tradizionali, vuoi per la loro comodità, vuoi per la timbrica fuori dagli schemi classici.
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Luca Bertoni scrive:
"Pur non essendomi mai interessato maniacalmente agli aspetti tecnici del mio strumento, quali legni, pick-up, tipo di vernice, ecc. “accontentandomi” di utilizzare bassi di marchi ben noti così come escono dal negozio, mi ritrovo adesso a scrivere proprio dell’ importanza che invece questo tipo di attenzioni ricopre nella ricerca del proprio suono. Resterò sempre dell’idea che il talento prescinde da qualsiasi impedimento ma le idee musicali, proprio perché frutto di condizioni mentali, potrebbero se non altro essere agevolate da un felice rapporto con il proprio strumento."
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Salve amici di Accordo!
La storia di questo strumento è assai particolare in quanto esso è, e
tuttora rimane, pressoché sconosciuto alla maggior parte dei bassisti ed
anche agli stessi appassionati della casa californiana, nonostante siano
trascorsi ben tre anni dalla sua iniziale commercializzazione. Il motivo di
tanto mistero sta nel fatto che esso rappresenta un tentativo fallito di
endorsement da parte della Fender, o meglio della sua filiale europea con
sede in Gran Bretagna, nei confronti del celebre Mark King, leader dei
Level 42, che a partire dai primi anni ottanta ha certamente dato un
contributo non da poco alla ridefinizione del suono del basso in chiave
moderna. Le linee funkyslap del biondo bassista d oltremanica, ottenute
dai vari Alembic, Jaydee e Status che il nostro ha impiegato nell arco
della fortunata carriera, hanno fatto scuola specialmente presso i bassisti
più giovani, ma il Jazz Deluxe in questione appare piuttosto come un
ritorno a sonorità più piene e rotonde, pur riservando lo strumento qualche
inaspettata e gradita sorpresa.
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