
La chitarra in questione è una splendida Art & Lutherie della serie cutaway, fatta quasi interamente con legni canadesi, a detta della casa produttrice (in una percentuale che raggiunge il 95%), e orgogliosamente realizzata a mano in Canada. L’impatto iniziale non è dei migliori poiché la chitarra è contenuta in una semplice scatola di cartone, sicuramente ben imballata, ma in fin dei conti è pur sempre una semplice scatola di cartone. Ma andiamo avanti!
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Erano anni che mio fratello andava avanti con una chitarra acustica che, nonostante la marca riportata sulla paletta (Eterna) ha magistralmente elargito note e accordi meravigliosi, ma oggi sta cedendo all’utilizzo di 25 anni! Tasti inesistenti, botte ovunque. Pensate che è stata sempre sua compagna in vacanza, quindi vi lascio immaginare lo stato decadente del mezzo. Ora si poneva la necessità di un acquisto verso una chitarra più aulica.
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Di recente ho avuto il piacere di provare una chitarra veramente bella e funzionale per chi suona del fingerstyle, la Lakewood Ulli Bogersahausen Signature Guitar. Questa chitarra si presenta come la Signature rappresentativa della casa tedesca, la quale chiama proprio il suo maggior rappresentante nel mondo del fingerstyle per creare una chitarra ad hoc per questo genere.
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Una bella chitarra acustica di alto livello dotata di un raffinato sistema di amplificazione è un oggetto riservato in genere ai professionisti e ai dilettanti più danarosi, ma la possiamo considerare anche più semplicemente un punto d'arrivo per chi cerca giustamente la qualità. La 814CE che abbiamo provato è in grado di accontentare tutti ed è difficile che deluda chi l'avvicina con mente aperta e cuore sincero.
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La ricerca di materiali alternativi e tecniche costruttive innovative trovano vasta applicazione nel campo degli strumenti acustici, come diversi marchi hanno dimostrato negli anni, proponendo chitarre dalle curve decisamente poco convenzionali o dai look moderni dati dall'impiego di leghe metalliche, fibre sintetiche o, come nel caso di RainSong, grafite.
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Anche i chitarristi acustici hanno il diritto di avere completo controllo sul proprio suono modellandolo durante le esecuzioni, rendendosi indipendenti dal mixer e dall'azione del tecnico di palco, potendo passare agevolmente tra sonorità diverse fra loro agendo su apparecchi inclusi nel loro rig, pronti ai loro piedi o nelle immediate vicinanze, meglio se moduli singoli da porre in catena come meglio si crede. AER ci ha pensato e ha dato vita a un'interessante serie di effetti compatti per chitarra acustica, i Pocket Tools.
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Nonostante la varietà di soluzioni costruttive, forme, combinazioni di legni che hanno portato l'universo acustico a risultati sempre più apprezzabili, cercando nuove strade e discostandosi dalla tradizione, c'è sempre un nocciolo duro di persone che conserva un'idea decisamente old fashion della chitarra flat top e, come accade di solito, quelli che hanno le idee più chiare sono i più difficili da accontentare. Inoltre, quando la ricerca che li anima impone dei limiti di budget, le cose si fanno decisamente più difficili. Ma anche più interessanti. Perché è a questi clerici vagantes della sei corde che deve aver pensato il signor Jean Larrivée quando ha messo in cantiere la versione rosewoood della dreadnought entry-level made in Canada.
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Non capita spesso di incontrare musicisti così dentro la propria arte, senza mediazioni o compromessi. La produzione di Bob Bonastre è il risultato di strane combinazioni genetiche – nato in Senegal da mamma spagnola e papà francese, vive a Parigi ma ha un figlio italiano – e di un incontrollabile amore per la chitarra. Africa e Europa, ma anche America e Brasile si fondono in un vero e proprio meltin pot di ispirazioni e influenze nel suo approccio alla chitarra che, quasi per caso, probabilmente, ha le corde in nylon.
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dannylux scrive: Insoddisfatto della qualità acustiche elettrificate dela mia fantastica Taylor 114E, ho letto qui su Accordo che Max Pontrelli di Crismusic consigliava di montare un sistema passivo K&K con sensori alla tavola e con uscita da collegare direttamente al Jack già esistente sulla Taylor, così da sfruttare entrambi i sistemi. Francamente sono un po' scettico al riguardo e mi chiedo se effettivamente è possibile collegare l'uscita del K&K direttamente a quella dell'uscita della Taylor, usufruendo quindi di entrambi i sistemi di amplificazione cioè quello della Taylor e quello della K&K.
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Si parla spesso di nuovi modelli, di nuove tecniche, di nuovi materiali e meno frequentemente di vecchie chitarre. La protagonista di oggi è la mia prima chitarra “seria”, una Yamaha FG 350 W acquistata nel lontano 1978 quando ancora le chitarre si costruivano in pietra.
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Fatevi da parte piccole travel guitar, comode ma dal suono minuto come le vostre casse, toglietevi di mezzo chitarre doppiate in studio di registrazione per ottenere maggior spazialità, vade retro obsoleta Dreadnought, con le tue forme già viste in tutte le salse, sono arrivate le chitarre acustiche stereofoniche!
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Un'acustica di produzione americana a un prezzo che non spaventa troppo. Una chitarra con un look e un suono che riportano ai grandi classici con un pizzico di personalità. Non sono molti quelli che conoscono il nome Breedlove e la maggior parte di essi ha in mente di sicuro la sagoma asimmetrica di certi modelli della casa americana.
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Tom Bedell, padre fondatore di Bedell e Great Divide, annuncia l'ampliamento della famiglia Two Old Hippies con l'ingresso di Breedlove Guitars, brand americano famoso per i suoi design innovativi, la sua qualità e la forza della sua struttura commerciale. Da oggi Bedell, Great Divide a Breedlove sono un'unica grande famiglia sotto un unico tetto.
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alexclan scrive: Ho appena comprato un SR Technology Jam 150 plus per amplificare il mio set acustico live composto da chitarra acustica (Maton, pickup attivo), classica (Takamine, pickup attivo) e banjo chitarra (pickup passivo). a breve forse aggiungerò pure un ukulele (pickup passivo). Gli strumenti vengono sempre suonati singolarmente ma necessitano di equalizzazioni differenti. Questo amplificatore è dotato di un comodo mixer a sei ingressi (microfonici bilanciati xlr, line ad alta e bassa sensibilità, rca), effetti interni Alesis (1 delay, 4 riverberi), send/return, line out, rec out. Io potrei collegare tutti gli strumenti sui vari canali (ognuno con la propria equalizzazione). Il suono è strepitoso ma...
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Diciamoci la verità, le chitarre di James Olson sono ormai legate a doppio filo al nome di James Taylor, il loro più famoso endorser, quasi che la schiera di tutti gli altri illustri clienti fosse casuale. Vorrei qui porre una domanda volutamente provocatoria: non sarà che alla fine la presenza un po’ ingombrante di Taylor ha finito per omologare la destinazione di questi strumenti a un certo uso musicale, offuscando però contestualmente la loro indubbia versatilità?
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L’esplorazione della rete riserva sempre qualche bella sorpresa! Cercando notizie sulla produzione di Steve Klein, il prestigioso liutaio americano di acustiche ed elettriche, mi sono felicemente imbattuto in un altro Klein, questa volta canadese e di nome Edward. Le sue produzioni trasudano originalità, spesso anche praticità e valenza estetica e la visita al suo sito è accompagnata da un delicato inno all’intelligenza e alla fattiva curiosità e intraprendenza. Offro qualche immagine gustosa.
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Lo si immagina sempre con una Stratocaster stretta tra le mani, ponte tremolo messo a dura prova e fuzz a manetta, ma Jimi Hendrix ha donato visibilità e prestigio a molti altri modelli di chitarre provenienti da ambo le sponde dell'oceano Atlantico. Ciò a cui pochi hanno prestato attenzione è quello con cui la sua musica prendeva forma, ovvero l'immancabile chitarra acustica con cui ogni chitarrista, da che mondo è mondo, tramuta in suoni l'ispirazione del momento.
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Ritengo che l’acustica sia importantissima, anche per tutti quelli che, come me, prevalentemente suonano l’elettrica. Con l’acustica mantieni il tocco, curi la dinamica, impari a gestire i piano e forte che sono indispensabili per dare anima a un pezzo. Io la suono spesso, male, ma la suono, prevalentemente faccio fingerpicking, male pure quello ma insomma... Poi, siccome non ho ancora smesso di studiare, a volte mi capita dopo troppe ore d’esercizio che la mano sinistra non regga più, praticamente si rifiuta di continuare (non so se succede solo a me) così, per rilassarmi prendo su l’acustica e magari mi canto, si mi canto perché nessun altro vorrebbe sentirmi, o La Canzone del Sole o qualcos’altro di leggero.
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Alla ricerca di nuovi stimoli per il mio orgoglio acustico, ho passato gli ultimi mesi girovagando per negozi di strumenti musicali, appoggiando sul mio pancione decine e decine di modelli di chitarre acustiche, aspettando pazientemente che si accendesse qualcosa tra i miei sensi e le signorine che con gentilezza si sono fatte abbracciare una dopo l’altra.
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Nella continua ricerca delle potenzialità sonore della chitarra acustica si possono ascrivere certamente le accordature aperte. Questo particolare utilizzo della chitarra richiede sicuramente una apertura mentale rispetto al tradizionale metodo di apprendimento della chitarra. Per aiutarsi ad apprendere vi sono in commercio svariati manuali, ma non molti sono esplicativi in maniera chiara e semplice. Uno però l'ho trovato molto interessante: "Accordature Aperte" di Alessandro Diaferio.
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