
Continua la celebrazione del 60esimo anniversario della nascita della Telecaster in casa Fender con la presentazione della Old Growth Redwood Telecaster, serie limitata dal look classico e dal feel vintage, ma con caratteristiche costruttive uniche nel loro genere per look e materiali adottati.
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A differenza di altri non farò grandi elogi della mia scelta, anzi a dire il vero mi sono deciso a scrivere perché altri non compiano il mio errore. Acquistata nuova a un prezzo abbastanza vantaggioso in un negozio di Torino (€ 310), provata poco e troppo superficialmente, una volta a casa inizio a notare le prime pecche.
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Dotato di uno stile musicale inconfondibile e di un look ancora più peculiare, Brian Patrick Carroll ha stuzzicato, negli anni, le fantasie di molti shredder. Da sempre utilizzatore di chitarre stile Les Paul e già endorser del marchio Gibson, ora Buckethead vede il suo modello signature affacciarsi anche sulla più abbordabile serie Studio.
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Dopo tanti anni di gavetta, non tanto professionale, quanto legata alla mancanza di fondi sufficienti a garantirmi un'attrezzatura musicale decente, mi sono reso conto che lo strumento con cui si suona deve essere sempre in ottimo stato ed è necessario un accurato lavoro di manutenzione su di esso per evitare che al momento più sbagliato la propria chitarra diventi il proprio peggior nemico.
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Le linee della Telecaster non possono fare a meno di portare alla mente i fantastici anni '50. Country e rock n' roll spopolavano e la figura della pin up si consolidava nemmeno troppo lentamente nell'immaginario collettivo della sensualità. Si tratta di un'ideale di bellezza vicino più di qualunque altro a quello a cui gli appassionati di chitarre vintage mirano e che Halo Guitars ha deciso di omaggiare con una dedica speciale a una modella simbolo di un intero movimento.
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La prima fu prodotta dalla Danelectro nel 1958 con i soliti materiali economici utilizzati anche per le altre chitarre elettriche prodotte dalla casa, cioè la masonite per il body e il semplicissimo ponte attaccacorde con striscia di palissandro fissata inferiormente con una vite sola, mentre per il pickup si usò il solito Lipstick, uno solo al manico.
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Chitarre di questo genere ne ho potute provare veramente tante e fino a oggi consideravo la regina di questi generi la Jackson Soloist, che penso non abbia bisogno di presentazioni, ma appena ho imbracciato questa Caparison mi sono reso conto di avere tra le mani uno strumento particolare, ben curato liuteristicamente e con un manico adatto a qualsiasi esecuzione tecnica.
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Quando ho visto per la prima volta la Scarabeo sono rimasto veramente stupito. Mi sono chiesto come poteva essere nata l’idea di una chitarra così strana nelle forme e nei contenuti. In effetti, il mitico Wandrè di certo non scherzava nelle forme e osava spingersi a limiti forse oggi improponibili.
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Sgombriamo il campo da un possibile equivoco: io sono un discreto rompipalle. Sono disponibilissimo a dare fiducia a tutti, ma alla fine giudico eccome, e se ci sono delle cose che non mi piacciono divento piuttosto negativo. La mia esperienza con la Castley iniziò proprio in questa maniera.
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Eastwood Guitars, nota al grande pubblico per le recenti riedizioni dei bizzarri modelli che Airline produceva a cavallo degli anni '50 e '60, continua a fare la felicità degli appassionati delle forme sfrontate e avveniristiche che spopolavano in quegli anni. Direttamente dalla produzione Airline della seconda metà degli anni '60, un nuovo modello di chitarra elettrica va ad aggiungersi al catalogo.
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Quando si entra per la prima volta nel mondo delle chitarre spesso si avverte una grande sensazione di smarrimento. Sono ormai passati i tempi in cui, essendo il range di prezzo medio basso monopolizzato da pochissimi strumenti come Eko (vi ricordate le Eko fiesta e 100 negli anni '70/'80?) o, in tempi più recenti, da Squier e altri pochi marchi di consumo, le scelte dei novelli chitarristi erano ristratte a un paio di chitarre, tra l'altro tutte dello stesso livello e proposte e riproposte per generazioni dai negozianti di mezza Italia.
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Questa settima, preso da un potente attacco di GAS, ho deciso di fare un giretto in cerca di qualche upgrade per una Shecter che stavo lentamente smettendo di suonare. Cercando tra i vari pickup, intenzionato ad acquistare una coppia di DiMarzio Evolution (me ne sono innamorato anni or sono), mi sono imbattuto in un video fatto da un tipo americano, sedicente liutaio che mostrava questo pickup su vari tipi di chitarre. Lì per lì nulla di strano, video ben fatto, audio di qualità e ottime recensioni. Ma poi, cavolo, quello che sentivo non cambiava pur cambiando le chitarre.
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Su suggerimento del mio amico e collega Kukoo, mi accingo ora a parlarvi della prima chitarra solid body in assoluto, quella che bruciò sul filo del traguardo la Braodcaster di Leo Fender, cioè la Bigsby modello Merle Travis costrita da Paul Bigsby per questo chitarrista famoso, nel 1947.
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Questa accoppiata chitarra e basso combinata con Keith Richards & Bill Wyman rappresenta l’arma da rock and roll definitiva! Ho avuto la grande fortuna di vedere i Rolling Stones nel 1969 con Keith che suonava questa chitarra trasparente mentre Bill suonava il corrispondente basso. Che suono tiravano fuori da questi strumenti insieme al muro di ampli Ampeg alle loro spalle: incredibile!
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Pare che il nuovo trend intrapreso da Gibson, in fatto di chitarre e bassi, sia quello di frugare tra i progetti audaci e i design più che singolari che infestavano i cataloghi dell'azienda negli anni '70 per scegliere il meglio e riproporlo in veste rinnovata, realizzandoli con tecniche moderne e adattandoli ai gusti di oggi. Dopo la serie Melody Maker è il turno di un grande ritorno: la Gibson RD.
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Era il 1951 quando Leo Fender battezzava col nome definitivo la sua prima chitarra solid body, uno strumento destinato a rivoluzionare il mondo chitarristico e la musica in generale, vivendone tutte le ere e seguendone le evoluzioni sempre sotto vesti diverse, adattandosi come un camaleonte a ogni necessità e giungendo sessant'anni dopo ancora giovane e con tanto da dire. Nasceva la Fender Telecaster.
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L'economia garantita dalla produzione orientale e l'accuratezza della progettazione e supervisione europea permettono agli strumenti WSL Guitars di mantenere prezzi contenuti senza dover rinunciare alla qualità e le idee innovative sviluppate della liuteria francese. Da oggi, le chitarre elettriche ideate da Ori e Clement Chamla sono disponibili in Italia grazie alla distribuzione di Suona.it.
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La forma Flying V è sicuramente una delle più richieste tra il popolo dei chitarristi hi-gain. Il design avveniristico e aggressivo ben si colloca nell'inquadratura di una band metal. Costruttori di ogni parte del mondo lo sanno e Gibson, genitrice del modello originale, non vuole essere da meno.
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Già un paio di anni fa, in occasione di una delle mie missioni fuori area, acquistai una chitarra economica (
recensita qui su Accordo) che potesse soddisfare la mia necessità di tenere le dita in allenamento quando purtroppo, per motivi di lavoro, sono costretto a rimanere lontano dal mio amato mondo e passione per la musica e, quindi, dalla mia sudata e preziosa strumentazione acquistata in tanti anni di sacrifici.
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Gli amanti del manico sottile e veloce, portato alla gloria da Gibson negli anni '60, hanno nuovamente qualcosa da ammirare. Ridisegnata nelle finiture ma con tutte le caratteristiche che hanno reso famoso il modello d'ispirazione, nella sua ultima versione l'immortale Les Paul si veste di bianco.
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