
Le corde per basso elettrico DR Strings serie Extra Life
sono accuratamente rivestite da una laccatura colorata extrafine.
Per avere una protezione di qualità superiore il filo esterno viene
colorato prima dell' avvolgimento in modo da essere totalmente inattaccabile
dagli agenti corrosivi esterni come sudore, polvere e agenti atmosferici che provocano ossidazione e perdita di brillantezza.
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Come vi avevamo promesso ecco il factory tour che abbiamo realizzato alla Dogal Strings. Il video che trovate allegato a questo articolo è il risultato di un pomeriggio trascorso telecamere alla mano con Andrea Lavelli nel suo laboratorio di Venezia. Abbiamo avuto la possibilità di vedere come nasce una corda attraverso il sapiente utilizzo dei più disparati utensili e macchinari, dalla vecchia avvolgitrice completamente manuale, alle più moderne macchine in cui l'intervento umano (che non manca mai) è fedelmente assistito da processi a controllo numerico progettati dallo stesso Lavelli in collaborazione con esperti del settore meccanico e della automazione industriale.
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Quante volte avete sentito la frase: “ah con l'ampli nuovo ho proprio trovato il mio suono...” oppure “Il GVHD-203948 KK è proprio il pedale che cercavo...”, ma quante volte avete sentito dire: “Oh! Finalmente ho trovato le corde che fanno per me!”. Io personalmente l'ho sentita veramente poche volte, anzi, più spesso vedo chitarristi che cambiano tipo di corde ad ogni cambio muta, restando fedeli solo ed esclusivamente alla scalatura, anzi a volte nemmeno a quella eppure dopo le dite del chitarrista e il plettro son le corde a cominciare la costruzione del nostro sound.
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Dogal Strings, uno dei motivi di orgoglio della chitarra italiana. Al Namm il patròn Andrea Lavelli dell'azienda ha rilasciato un'intervista a Luca "Jurgen", introdotta da una panoramica sulle novità di Dogal, che continua con coraggio a produrre in Italia. Corde per strumenti ad arco che stanno conquistando l'america (con il prestigioso endorsement del Maestro Miller della Boston Simphony), le nuove corde per chitarra manouche, con anima tonda, filo di seta interno e prezzo competitivo alla faccia del dollaro basso che rende tutto più difficile per chi produce in Europa. L'intervista si sviluppa con alcune interessanti osservazioni sulle corde: differenze, prezzi, tipi, aziende e merita davvero un ascolto.
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Salve popolo di Accordo.it
Allora, io ho una Ibanez GSZ120 e il problema riguarda le corde...
Infatti solitamente uso una muta di D' Addario da 08 ma il fatto è che si arrugginiscono dopo 1 sola settimana e diventano praticamente da buttare via! Questo mi sembra molto strano dato che vedo gli altri che non hanno problemi simili... Cambiano corde dopo 2 o 3 mesi...
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Ciao a tutti, questa volta vorrei porre una domanda a tutti coloro che hanno acquistato una chitarra nuova, specie se Fender, e sapere le vostre impressioni sulle corde montate a primo equipaggiamento.
Tutto inizia con l'acquisto della mia Fender Strato Classic 60 e la performance da negozio "lunga" 5 minuti, con un ampli grande come una Daewoo Matiz che fa suonare la chitarra come una bomba. Tornando a casa la chitarra suona in maniera carina, ma al primo confronto con un'altra chitarra salta fuori la mia ciofecaster.
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Ieri sera ho montato sulla mia Strato queste corde.
Lo so che Gilmour dichiara di usa il RED SET con la Les Paul e il BLUE SET invece sulla Strato, ma visto che secondo me la Strato suona meglio con le corde grosse ho comprato queste.
Cosa hanno di particolare?
In sostanza sono all'incirca una muta da .011 che però ha la 2a (si) e 3a (sol) corda della muta da .010 agevolando così i bending, (per la verità il mi è da .010,5 invece che .011).
Allo stesso modo il BLUE SET è una muta da .010 con la 2a (si) e 3a (sol) corda della muta da .009.
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Ciao Accordiani,
scrivo questo articolo per condividere quella che per me è stata una piacevole scoperta: le corde silk&steel.
Da utilizzatore piuttosto distratto dell'acustica sono sempre alla ricerca di soluzioni che me la rendano maneggevole come un'elettrica (!). Per inciso faccio notare che il mio riferimento è una semiacustica con corde 0.12, quindi non proprio una Parker. Sia come sia l'acustica è sempre (credevo!) più dura a meno che non si sia disposti a rinunciare al suono con corde sottili (a mio avviso terribili sull'acustica), oppure abbassando l'action in modo inaccettabile (per quel che ne so l'action di una acustica DEVE essere altina, perchè i buzz, a differenza dell'elettrica, non vengono per niente nascosti, anzi esaltati).
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Ciao a tutti
avrei qualche dubbio sul cambio di scalatura delle corde sulla mia Gibson Les Paul e vi spiego di cosa si tratta.
Di norma ho sempre utilizzato le 10-46 ma nel nuovo gruppo in cui suono il tipo di rock "più duro", l'esigenza di aumentare al 60/70% l'accompagnamento ritmico, e la mano pesante da ex bassista mi stanno facendo riflettere sulla possibilità di provare una muta con scalatura maggiore dato che la 10-46 sembra soffrire un po'.
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A dir il vero non saprei se il titolo dell'articolo è giusto ma spiegherò bene cosa intendo.
Anche io come voi ho passato la fase di "ricerca corde adatte" alle mie esigenze ... ho letto qualche post quà e là e mi sono limitato a pensare come le volevo, scalatura, morbidezza, resistenza, elasticità ecc.
Ovviamente ho provato una marea di corde ed ancora oggi non ho ancora trovato quella perfetta ... sempre che esista.
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