
Se negli anni ’50 si è avuta la nascita del tremolo, erroneamente chiamato vibrato da Leo Fender, e del riverbero, entrambi installati in alcuni dei primi modelli della sua azienda prima di essere inseriti anche in una piccola scatola, gli anni ’60 si sono distinti per la nascita del primo distorsore, del wha e dell’eco, stravolgendo suoni e tecnica chitarristica, passata da timbriche clean a suoni molto più saturi, anche per la possibilità offerta dalle testate valvolari di aziende come Marshall.
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Quando non si è su un bel palco, o semplicemente non si ha la possibilità di suonare con un buon setup (magari perché si è davanti al computer, in appartamento) ogni tanto è divertente sperimentare un po' con ciò che ci offre la tecnologia applicata alla chitarra. Essendo da anni un Mac Pro user, ho apprezzato sin dalle primissime versioni il software Garageband, applicazione
built in di Apple per l'home recording.
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Dopo aver parlato del famigerato wah è ora di parlare del suo gemello eterozigote, simile per forma ma decisamente diverso per carattere: il pedale del volume. Non è un attrezzo molto utilizzato, soprattutto all’inizio, durante i primi esperimenti con effetti e chincaglieria varia. In realtà presenta degli utilizzi davvero interessanti, oltre al classico on-off. Come per ogni effetto, però, la sua funzione cambierà a seconda del posto in cui lo releghiamo all’interno della nostra catena effetti.
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tommyblaze scrive: Ho un ampli con send/return parallelo e controllo fx mix, non riesco a far funzionare decentemente nessun pedale di modulazione (uso l'overdrive dell'ampli).
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Suonando un amplificatore a valvole, spesso, si osserva un fenomeno particolare. Aumentando il volume, inizialmente, si ottiene un semplice incremento del livello sonoro. Da un certo punto in poi (oltre la metà corsa) diventa tutto più interessante, il suono prende vita e il timbro si modifica con la forza della pennata passando da pulito (quando si suona piano) a leggermente carico e con una lieve compressione (quando si spinge di più).
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Per chi è abituato a usare l'effetto in oggetto non sarà una novità sapere che le potenzialità non si fermano al semplice scostamento di tonalità. In particolar modo chi ha la possibilità di gestirlo al meglio tramite un multieffetto di buona qualità ha sicuramente notato che è molto più versatile di quello che il suo nome fa pensare. In questo articolo vedremo come sfruttarlo per emulare un chorus.
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Frutto di una lunga lavorazione iniziata con la presentazione del prototipo al Musikmesse 2010 e giunta a compimento solo all'alba del 2011, il Basswitch IQ DI rappresenta l'ingresso di Ruppert Musical Instruments SA nel mercato dell'effettistica per basso con quello che l'azienda chiama "il coltellino svizzero del bassista".
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Oggi voglio fare l'avvocato delle cause perse: quello che mi appresto a recensire è uno dei pedali più criticati dagli utenti di forum e siti specializzati del settore effetti. Da molti è definito come uno dei peggiori pedali Electro Harmonix ed è accusato di poca versatilità, poca trasparenza e di essere un minestrone di effetti buttati lì a caso, senza criterio.
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L'ultimo grido della tecnologia applicata alla musica, l'elaborazione polifonica del pitch. Le prime applicazioni sono arrivate in forma di plugin. Morpheus, con il suo DropTune, ha pensato ai chitarristi realizzando un oggetto molto interessante sotto forma di stomp box. L'elaborazione dei segnali nel dominio della frequenza è stata utilizzata quasi subito negli effetti per chitarra. Già il Tycobrae Octavia, di hendrixiana memoria, utilizzava una componente dell'ottava superiore nel segnale elaborato.
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Con questo articolo vorrei parlarvi di un preamplificatore per chitarra che nella seconda metà degli anni ’80 ha riscosso un certo interesse in piena era d’innovazioni e di cui, però, non ho trovato molte notizie qui su Accordo. La sua caratteristica è di essere un preamplificatore completamente analogico di dimensioni molto contenute e alloggiate in un contenitore rack a metà larghezza, in modo da inserirne due nello stessa unità e dal peso e consumo minimi.
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Scrivo finalmente questo articolo per illustrarvi le mie scelte riguardo alla pedaliera perfetta, utopia per ogni chitarrista e parole quasi proibite da pronunciare, per non cadere inesorabilmente in folli attacchi di G.A.S. Dopo anni di acquisti sbagliati, permute, prove e riprove di pedali di ogni tipo, marca, colore e odore, sono riuscito ad arrivare a una (spero definitiva) pace dei sensi riguardo al pedalame.
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Carlo Sorasio è un nome noto nell'ambiente musicale italiano. Con i suoi prodotti LAA Custom ha conquistato l'attenzione di amatori e professionisti, come Giacomo Castellano, che si è prestato per una prova approfondita del Rock Devil, pedale overdrive partorito dalla mente di Carlo con alcune caratteristiche interessanti, nella sua semplicità d'utilizzo e familiarità con i controlli.
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EarthQuaker Devices è una piccola azienda con base nella città statunitense di Akron nello Stato dell'Ohio. Non ne conoscevo i prodotti né tantomeno l'esistenza fino a che un mio amico (che ringrazio) non mi ha portato questo particolare effetto. Cominciamo con il dire che questa macchina è un'edizione limitata non più in produzione. Il suo aspetto, insieme al nome, richiama alla mente immagini e suoni esoterici, e credo che (girovagando nel sito) questa sia l'intenzione dei prodotti EarthQuaker.
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L'oggetto al centro dell'attenzione è uno dei miei fidi compagni di viaggio musicale, negli ultimi sei mesi comodamente adagiato nella pedalboard (ormai formato XXL) che mi scorrazzo in giro. Il suo nome: Marshall In a Box (MIB per gli amici), e ho detto tutto. Avete già capito di che si parla e il resto dell'articolo è un appendice, ma se proprio volete possiamo continuare.
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L'azienda danese produttrice di effetti per chitarra e basso sta prendendo sempre più piede inserendosi sul mercato con prodotti di alta qualità sia a livello strutturale sia timbrico, ponendosi già da subito in competizione con i marchi più conosciuti e blasonati. Prima di affrontare quelle che sono state le mie impressioni ecco le caratteristiche fisiche del T-Rex Mudhoney.
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Il Lehle Parallel L può essere assimilato a un mixer di linea monocanale true bypass con controllo di mix, send, retrn. Ulteriori features sono gli switch per inversione di fase e per settare l'apparecchio in modalità bilanciata. La costruzione è impeccabile, solida e compatta come tutti i prodotti Lehle, nella confezione vengono forniti anche connettore di alimentazione e viti con relativo spessore per effettuare un fissaggio sicuro alla pedalboard.
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La domanda di un lettore di Chitarre: Possiedo un amplificatore Fender The Twin del 1991 Red Knob, a mio avviso un grande ampli, a cui collego un Fulltone OCD, un Big Muff NYC di fine anni '70 (quelli con lo switch per escludere il controllo di tono) e un delay Eventide Time Factor. Il delay lo collego nel send return mentre dalla chitarra vado prima nell'OCD e poi nel Big Muff. In questo modo, con il canale pulito del Fender equalizzato a dovere (medi e bassi a palla) il suono è fantastico!
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Il Twosome Dual Fuzz è un gran pedalone di casa Blackout Effectors, che unisce i servizi dei due fuzz della scuderia americana: il Musket e il Fix'd. A un primo sguardo il pedale appare robusto, di bell'aspetto e la moltitudine di manopole anticipa quello che è sicuramente un suo pregio: l'alta versatilità.
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Quando ti prende di realizzare un effetto da mettere in pedaliera, fatto da te, e magari ti sei pure documentato sulle varie versioni possibili per ottenere il massimo delle prestazioni, non vedi l'ora di cominciare il lavoro e sopratutto di terminarlo, attaccarci la chitarra preferita e goderne. Se, come in questo caso, i pedalini da costruire sono ben sei (e tra poco otto), la faccenda si fa ancora piu interessante.
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Questo articolo è dedicato a tutti gli echo-dipendenti che, come il sottoscritto, hanno a cuore la questione del ritardo analogico. Tra gli effetti maggiormente ricercati dal chitarrista, il delay/echo è sempre stato uno dei più difficili da selezionare, in primis per la differenza tra digitale e analogico e successivamente per la variegata offerta di macchine sul mercato.
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