
“Ma come? Un self-made-man come te va in giro con l’amplificatore e due pedali sciolti?”
E’ iniziato tutto così. Come sempre.
Tornato a casa vado a letto rimuginando.
La mattina successiva “Din don!”, disse il campanello (in verità emette un rumore simile ad un deragliamento ferroviario, ma non roviniamo la poesia).
Era arrivata la lavastoviglie nuova. Avevo provato ad aggiustare la vecchia, ma appena spostata dal suo alloggiamento ha cominciato a “Niagareggiare”. Vano il tentativo di occludere il pertugio: con la muta da sommozzatore, pinne e maschera mi sono immerso sotto l’apparecchio orami agonizzante. L’abbiamo perso.
Nel giro di tre giorni ecco la nuova schiava pronta a togliere grasso e unto dalle mie stoviglie.
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Salve a tutti.
Oggi vorrei parlare di un compressore, un dynacomp mxr, un prodotto di cui ormai non posso più fare a meno. Il compressore è molto robusto, presenta due manopole ed uno switch di attivazione sullla parte superiore. Ai lati presenta le prese di imput e output e la presa per l'alimentazione.
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Da fan sfegatato di David Gilmour e dei suoi assoli non potevo certo fare a meno di notare quel meraviglioso suono di Flanger che ha segnato soprattutto il periodo The Wall-The Final Cut. Sto parlando dell'Electro Harmonix "Deluxe Electric Mistress", ovvero uno dei migliori Flanger analogici del mondo, se non il migliore in assoluto. L'ho acquistato circa due mesi fa nonostante avessi già il Boss BF-3 proprio perchè non potevo fare a meno di QUEL Flanger.
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E' da diverso tempo che ero alla ricerca di un accordatore a pedale,in modo da poterlo inserire in pedaliera e ne cercavo uno con diverse caratteristiche tra le quali robustezza,precisione e non per ultimo,un prezzo ragionevole:Dopo varie ricerche e tentativi la mia scelta è caduta sul tuner TU-100 della Beta Aivin.
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Da qualche settimana ho scoperto l'esistenza di questa DI e ho intuito subito che poteva essere degna sostituta della mia vecchia LR Baggs Para DI.
L'ho ordinata per corrispondenza e dopo 15 giorni eccola qui.
Già l'aspetto dà l'idea di solidità, di professionalità e, devo dire, anche una certa estetica niente male.
Molto maneggevole: le manopole dei controlli sono robuste e precise, come anche i due footswitch (uno per inserire il boost e l'altro per mettere il mute e attivare l'accordatore incorporato. (un ottimo accordatore).
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La brillantezza del cristallo, la lucentezza di uno specchio, no, non sto parlando di un detergente per lavastoviglie, bensì del Boost/Line Driver della MXR. Conosciamo tutti Bob Bradshaw e le sue superbe realizzazioni, quindi dal connubio con Dunlop e quindi MXR non poteva che nascere uno strumento strepitoso! La funzione di un booster è, appunto, quella di boostare, quindi incrementare, il volume della vostra chitarra in modo da dare uno schiaffo morale alla vostra band e farvi sentire e apprezzare dal pubblico! Nello stesso tempo però, il suono non deve essere cambiato, sotto nessun aspetto se non quello del volume di uscita. Poteva deluderci il caro vecchio Bob? Assolutamente no! Ma andiamo con ordine.
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Buongiorno, vorrei ricollegarmi alla recensione del TL-2 Metal Distortion per recensire un altro prodotto della linea Hardwire: l’SC-2, alias “Valve distortion”. La necessità di un pedale da distorsione è nato da un mio sbaglio: collegare la mia Telecaster direttamente nell’ampli bypassando la fedele rp-250 di casa Digitech.
Senza nulla togliere al multieffetto, che fa il suo egregio lavoro dopo averlo un po’ smanettato, ho riscoperto una profondità del suono che avevo ormai dimenticato, perso com’ero nella filosofia dei “mille amplificatori in una scatoletta”. Così ritiro fuori dal mobile i miei vecchi pedali ante era digitale: il CS-3 e il Vintage Rat… ma nonostante i miei sforzi mi è stato impossibile tirare fuori dalla Tele il suono rock e lead che cercavo.
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Lo ammetto. Ho avuto un po' di culo vedendo andare in fumo la valvola EL34 del mio Rivera 50/112. A Firenze non la trovavo, ero andato alla Digitex ma sembra il negozio non esista piu' e i negozi di chitarra non l'avevano.
Prima di passare a fare l'ordine online (cosa che poi ho fatto con soddisfazione) per continuare a provare a casa senza il mio fido valvolare , che suono accoppiato al Pre midi Rocktron "Valve Voodu online 2000" e relativa pedaliera MidiMate del quale sono enormemente soddisfatto, ho messo mano sul software Guitar Rig 4 della Native Instruments.
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E' una delle aziende più classiche e longeve del settore. Fondata nel 1971 a Rochester, New York da Keith Barr and Terry Sherwood e incorporata nel 1974 come MXR Innovations, Inc. fa parte oggi del gruppo Jim Dunlop ed è distribuita in Italia da Eko Music Group. Un misto di tradizione e innovazione a prezzo sempre ragionevole è la ricetta che consente a questo diffuso marchio di essere presente nella grande maggioranza di pedaliere dei chitarristi moderni. Dai Micro Chorus ai pedaloni del volume, dal leggendario CryBaby ai piccoli compresori, MXR trova sempre spazio nell'arsenale di ogni chitarrista.
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Spesso quando si sentono nominare pedali con nomi tipo mega super iper “ti rompo le finestre” distortion si tende a storcere un po’ il naso. L'idea però di avere una distorsione bella cattiva all’occorrenza mi è sempre piaciuta. Il caro vecchio metal muff mi stava però un po’ strettino, bel suono ok, corposo, molto Iron Maiden dei bei tempi, però mi son sempre piaciuti i pedali ben gestibili con tante belle manopoline e il piccolo scatolotto nero della Electro Harmonix non era l'ideale sotto questo aspetto.
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Eccoci qua per parlare del mio nuovo acquisto. Il phaser. La scelta è stata molto dura, infatti, ho avuto una grossa indecisione su che modulazione mi potesse aiutare di più. Ho avuto chorus di ogni genere per anni, ma più passava il tempo e più mi accorgevo che il loro utilizzo era sempre più raro. Dopo vari mesi a valutare, provare, e chiedere consigli, (anche su accordo) sono arrivato ad una conclusione. Prendo il phaser. Ho provato molto. Alla fine, tramite ricerche di ogni genere, sono arrivato a Dado di BurnFx: Il Brown Phase. Un altro made in Italy che vale la pena considerare. Poi io personalmente, ho preso la strada del “fattelo costruire” in modo tale che in linea di massima, si possono apportare modifiche o modellare il suono a piacimento. Basta con i suoni standard, o almeno tenere solo quelli essenziali.
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Diciamocelo chiaro, chi non ha sognato almeno una volta di costruirsi il proprio "zen pedal", il proprio overdrive o il proprio delay? Beh, io almeno un milione di volte, poi più leggevo e più mi dicevo che probabilmente non ci sarei mai riuscito, che non era per me e così via. Poi in un passato molto recente, dopo aver letto l'ennesimo articolo di autocostruzione, mi sono deciso all'improvviso, e sempre all'improvviso mi sono reso conto che avevo ordinato un kit da Musikdig, per la precisione un Fuzz Face 69 con transistor al germanio. Arriva il pacco… Apro… Guardo… Penso… Cos'è sta' roba?
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Salve a tutti, questo è il primo articolo che scrivo su ACCORDO.IT. Ho deciso di condividere una interessante modifica (trovata in rete) di uno dei booster più venduti della Boss al fine di migliorarne il suono di fabbrica. Premetto che è già qualche anno che mi interesso di "faidate" e mi cimento in questi piccoli "lavoretti" (credo che imparare dove e come mettere le mani quando se ne ha bisogno fa risparmiare soldi e dà soddisfazione con risultati soddisfacenti).
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Cari amici musicisti oggi porgo alla vostra attenzione questo giocherello molto simpatico che da Natale è fisso nella mia pedalboard. La casa produttrice, la Frantone Electronics, non è molto conosciuta in Italia e credo che tutt'ora non sia importata (ma non ne sono sicuro). La Frantone ha sede in New York City ed il proprietario, ideatore e costruttore è una donna, tale Fran (sul sito riguardo al suo nome vi è molto poco).
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Ciò che fa grande il Namm è la possibilità di vedere e toccare tutto. L'atteggiamento aperto in quasi tutti gli stand, la possibilità di staccare dal muro ogni chitarra e mettersi a suonarla, l'attenzione speciale dedicata a chi fa parte del mondo dell'informazione sono valori inestimabili. Certo non è facile restare lucidi passando dalla Cabronita alla 000-45, dalla Legacy alla Steve Vai, dalla Adamas alla J-45, un bombardamento di suoni e feel che si incrociano e si sovrappongono, dopo un po' si livella tutto. O quasi. Ci sono alcuni strumenti che - per la loro qualità assoluta - restano comunque una spanna sopra, ti colpiscono per quanto frastornato tu sia e restano impressi. Tra questi, tutti i prodotti di Mr. John Suhr, tra i più affascinanti di questo Namm.
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E' un whawha! E' un phaser! E' un synth! E' un cretino con un tubo di gomma in bocca! Più o meno: è un Talk Box.
Questo curioso apparecchio, nato negli anni 70 e diffusosi inizialmente nel funky e la disco-music abbinato alle tastiere ed in seguito adottato volentieri da diversi chitarristi, consiste in un semplice scatolo con all'interno un altoparlante (o un horn simile ai clacson delle automobili). Ben isolato dall'esterno, il talk box convoglierà il suono in un tubo di gomma applicato all'unico foro dello chassis, il ruolo del musicista è quello di modulare il suono in arrivo dal tubo con la propria bocca usandola come una cassa di risonanza, con la possibilità di produrre effetti molto interessanti, di cui magari parleremo in altra sede.
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Per anni ho utilizzato delle pedaliere multieffetti in quanto le ritengo molto più versatili dei pedali. Sono stato e sono in possesso di vari pedali (DS1, TS9, Voodolab Superfuzz, Mesa V-twin etc) ma non sono mai riuscito ad innamorami di loro in quanto odiavo saltellare da una parte all'altra mentre suonavo.
Nel tempo invece sono sempre rimasto affascinato dai multieffetti (Zoom, Digitech, Boss) con cui potevo gestire tutto grazie ad un unico comando tutti gli effetti di cui avevo bisogno.
Faccio una premessa io non sono un chitarrista non professionista e non ho le possibilità economiche per assemblare una pedaliera con un sistema di switching modello Bob Bradshaw.
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Ebbene si, la notizia ha iniziato a apparire sui blog specializzati e non, ma il Mad Professor Z.Vex, potremmo dire IL guru creatore di una serie di fantastici pedalini che molti di noi conoscono (il suo Fuzz Factory, o i pedali strobe sensibilii al movimento), si è dato all'"open-source"
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Partendo dal presupposto che ogni scelta in ambito “stomp boxes” sia complessa, credo che quella per il delay sia in assoluto la più difficile. Chi non è mai stato angosciato dal delay?
E perché lo voglio caldo, perché è troppo corto, e degrada troppo il suono e rimane troppo pulito, tap tempo si tap tempo no ecc ecc.
Ero partito con l'idea di prendere un delay analogico, non vado infatti mai oltre i 500ms e mi serviva qualcosa di caldo ma che non degradasse il suono!
I due candidati iniziali erano il Deluxe Memory Man e il T-rex Replica, ma con un budget di 150 euro ho dovuto guardare altrove.
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Sfruttare dal vivo le potenzialità che il Fractal AxeFX (vedi link agli articoli pubblicati) mette a disposizione dipende, oltre che dall’amplificazione e dal manico del chitarrista, dalla pedaliera MIDI. Una pedaliera deve essere semplice, per non distrarre il chitarrista, e flessibile, e spesso le due cose sono antagoniste. Il mercato offre tanti prodotti che ho schedato per prezzo, potenzialità, ingombri e qualità dei servizi post vendita.
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