
Da sempre il sogno di ogni buon chitarrista è quello di tirare il proprio amp valvolare portandolo a volumi sostenuti. Questo sogno però si scontra con il diffuso status di "chitarrista condominiale", vera e propria spada di Damocle sulle nostre schitarrate più o meno frequenti.
Detto status ci porta subito in una spirale depressiva, colma di domande tipo:
"cazzarola, ho comperato 'sto ampli da xWatt e nemmeno posso portarlo a uno"
"e ora come faccio?"
Bene queste domande stanno attanagliando anche me... mi spiego meglio.
Sono in un giurassicondominio, e oramai nell'ultimo periodo non riesco più a suonare decentemente, dato che mi arrivano lamentele non appena alzo il mio amp a 2 sul clean (Laney VC15).
Allora sto guardandomi intorno per cercare una soluzione, dato che recentemente sono entrato nel mio primo gruppo (cover Hendrix) e quindi ho necessità di studiarmi i pezzi in tranquillità con una qualità decente.
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Ciao Accordiani.
Penso che a tutti, prima o poi, sia capitato di scoprirsi insoddisfatti di un acquisto che pure si era desiderato da molto tempo.
Mi è capitato recentemente con l'ultimo (o penultimo?) attacco di GAS, manifestatosi con un improvviso, irresistibile bisogno di semiacustica.
Essendo sempre stato un gibsoniano, ovviamente la prima idea è stata la ES335, un mito, una sicurezza. Un attentato al mio conto in banca, anche. Troppi soldi, non dico che non se li meritasse, ma purtroppo non li avevo a disposizione.
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Gentili Accordiani, nel mio primo intervento su questo sito vorrei sottoporvi una richiesta d’aiuto non particolarmente esosa ma probabilmente alquanto ostica. Vedrò di esporre il dilemma quanto più chiaramente possibile.
Ho un’Ibanez RG con tipica configurazione H-S-H. Come forse molti avranno notato, le posizioni intermedie del selettore pickup sono ben lontane da quelle nasali, espressive e tipicamente fenderiane delle Stratocaster (poco male, direte: una RG non è una Strato!).
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Ciao Accordiani.
Questa è la conclusione dell'articolo pubblicato qualche tempo fa e che qualcuno di voi forse ricorda.
I consigli e i suggerimenti sono stati molti e tutti validi (ringrazio ancora tutti), dando anche spazio ad ulteriori possibilità e varianti.
Alla fine ho adottato questa soluzione, ideata dal mio amico-bassista-peritoelettronico-verniciatore-liutaio etc. etc., Andrea.
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La sala da biliardo a Campo Solagna si trasforma profondamente durante i tre giorni del Grappa Guitar Camp. Con la caratteristica fondamentale di essere praticamente insonorizzata rispetto al resto dell'albergo, molto spesso è un luogo ai confini della sopportazione fisica in termini di decibel anche se in certi casi, come quello che andremo a vedere ora, a valvole spente appare come un laboratorio interessantissimo.
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Salve a tutti, ho scollegato i cavi dal cono del mio piccolo Peavey valvolare (sprovvisto di line out) e li ho connessi alla DI box dalla quale esco con un cavo XLR verso il mixer mentre dalla "direct link to cabinet" ho collegato una resistenza di carico :sto combinando malanni? Se non va bene così, la resistenza di carico dove la devo connettere?
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L'articolo precedente mostrava in video la taratura in corrente e tensione di un finale da 20 watt con una 12 AT7 e due 6V6 fino ad una prova pratica con lo strumento effettuata da un improbabile chitarrista.
In questo articolo, corredato anch'esso di un video, l'analisi all'oscilloscopio del piccolo preamplificatore usato a complemento del finale che sottoporremo ad una serie di controlli atti a visualizzare le forme d'onda risultanti dalle diverse regolazioni.
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Naturalmente il tubicino in questione è il phase inverter, nel nostro caso una 12AT7 Jan Phillips della metà degli anni sessanta mentre le finali sono due 6V6 Philips Miniwatt anch'esse degli anni sessanta e rigorosamente accoppiate.
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Quanti di voi vorrebbero approfondire la conoscenza del proprio strumento, degli effetti che utilizzano, oppure hanno la necessità di riparare un pedalino, o semplicemente capire cosa capita al segnale sonoro quando transita in un distorsore?
Quanti di voi dispongono solo di un tester ( a volte neanche quello) e vorrebbero avere un oscilloscopio, un generatore di segnali, un analizzatore di spettro per poter “vedere” la voce di una chitarra, fare prove comparative tra pickups, capire dove si ferma il suono in un preamplificatore rotto?
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Premetto di non condividere alcun tipo di attenuazione come soluzione alternativa ritenendomi, al pari di molti altri, un vero estimatore del suono valvolare inteso come massima espressione del dialogo armonico.
Con questa premessa decisa e roboante vorrei rivolgere a quegli amici che forse distrattamente leggeranno questo mio scritto, l'invito a non lasciarsi in alcun modo condizionare dai pesi e dai volumi perchè questi compromettono inesorabilmente la creatività individuale.
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Salve a tutti.
Colgo l’ occasione per illustrarvi un aggeggio di cui spesso abbiamo sentito parlare e non di meno molti avranno anche provato/montato sulla propria chitarra (non fosse altro perché anche molti grandi della musica lo usano) con notevole soddisfazione.
La novità sta nel fatto che ne ho progettato una versione personalizzata, più economica, e, cosa più importante, eliminando gli effetti collaterali: sto parlando del classico preamplificatore per chitarra elettrica in alcuni casi noto come “mid-boost” o con altri nomi che spesso le case produttrici affibbiano accoppiandolo a nomi quali Eric Clapton, Buddy Guy etc.. etc..
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Aggiornato con la risposta del servizio consulenza di Accordo! Scrive un lettore: Ho compato su EBAY un DR.Z. STANG RAY ad un prezzo ridicolo. Ora mi accorgo che cha le spina ha tre pin ed il venditore mi dice che ha l'alimentazione inglese. Poichè in uk la corrente è a 240 / 50hz ed in italia a 230 / 50hz mi domando (con terrore) se ho fatto una cavolata immane. C'è il rischio che l'ampli suoni diverso e spompato (rispetto a come è stato progettato) oppure la c'è un margine di tollerabilità per la differenza di voltaggio?
Un tecnico mi ha detto che la rettificatrice potrebbe perdere il 15% di potenza! Sono vagamente nel panico. Qualsiasi illuminante cosiglio sarà graditissimo.
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Scrive
Supernova: Vorrei sostituire, o quantomeno dare una passata di antiossidante, ai POT della mia Tele. Il problema è che non so come smontare le manopole dei controlli che sono state incollate molto vicino al “control plate” (come in foto), lo spazio è appena sufficiente a far entrare la punta di un cacciavite a punta piana di dimensioni ridottissime.
Come posso fare a smontare le manopole senza rovinare il “control plate” o i POT stessi. P.S. il POT del volume sembra essere da 500K (purtroppo la saldatura non consente una lettura facile), ma non dovrebbe essere da 250K per la configurazione standard?
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Dopo anni trascorsi tra sintetizzatori di tutte le specie, passando per nomi storici della sintesi musicale sino al campionamento di ultima generazione ho deciso qualche anno fa che siccome non trovavo un chitarrista che soddisfasse i miei gusti, era giunto il momento di imbracciare la chitarra e darmi da fare da solo.
E' quello che ho fatto, non accantonando mai i miei fedeli synth, finchè qualche giorno fa approfondendo le letture su accordo.it mi sono imbattuto nelle vicende legate alla Variax Line 6, che per giunta il mio fedele bassista si è comprato per sperimentarne i suoni, e ho detto: "Ma guarda questi che si sono inventati".
Ebbene sì, dopo l'emulazione synth di ogni genere e forma, l'invenzione dei fiati synth, delle batterie elettroniche a pad di nuova generazione, finalmente qualcuno è arrivato a creare la chitarra senza un diavolo di pick up e che suona solo campioni.
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Salute gente, ho un piccola domanda per i più esperti a livello elettronico.
Di recente ho cambiato il vecchio potenziometro del mio wha wha... dato che dopo parecchi anni di utilizzo produceva certi "scricchiolii" non molto piacevoli all'orecchio.
Aprofittando dell'occasione ho pure aggiunto la modifica per il true by-pass.
E fin qui tutto bene.
Dopo circa un 3 settimane ho risistemato un po' le saldature che avevo fatto veramente da cani e di fretta... e qui sono sorti i problemi:
il wha non funziona più come un wha, ma come un pedale volume!!!
magari con il saldatore ho rovinato qualche condensatore o simili..... qualcuno saprebbe darmi un consiglio?
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In un amplificatore per strumenti musicali sono solitamente presenti due fusibili sistemati sul pannello posteriore, uno nella vaschetta dell'alimentazione e l'altro in un cappuccetto nero con smontaggio a vite. Il fusibile è una componente unipolare composta da un conduttore in serie ad una linea di tensione e la sua utilità è quella di fondere aprendo il circuito quando la corrente che lo attraversa supera valori prestabiliti evitando SERI DANNI ad altre componenti fino ad un reale rischio di fiamma.
Ma saranno sicuramente diverse le collocazioni all'interno del circuito, quindi ci possiamo servire dello schizzetto nella foto per individuarli con precisione.
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Nell'immagine il disegno di un nuovo preamplificatore questa volta più complesso rispetto al precedente che faceva uso di una sola valvola per una risposta dal sapore molto clean e con un controllo dei toni in "uscita anodica".
Questo secondo pre fa uso di quattro triodi, quindi di due valvole, come è chiaramente visibile nel disegno per una risposta con toni piuttosto forti e con una più versatile manipolazione delle frequenze resa possibile da una vasta gamma di regolazioni.
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Lo schema descritto nella foto è fondamentalmente simile ai precedenti ma si avvale di due importanti innovazioni che consentono una reale e millimetrica taratura per favorire l'adattamento al circuito di diversi tipi di tubi e la possibilità di limitare il guadagno totale per una resa sonora più idonea ed efficace. Il primo cambiamento riguarda la possibilità immediata di poter modificare il valore della tensione negativa che entra nelle griglie delle finali insieme con il segnale, operazione attuabile anche nello schema precedente ma con sistemi senz'altro più lenti e macchinosi.
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Leggendo il precedente articolo che descrive un finale completo in tutte le sue parti ci si pone subito una domanda:
perchè descrivere il funzionamento di un ampli integrato iniziando dalla coda?
Le risposte possono essere più di una.
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Per consentire alla classe AB il meritato accesso al paradiso è necessario inserire un altro circuito completamente avulso dal primo che lo alimenti adeguatamente applicando ai vari stadi le giuste tensioni e fornendo le correnti necessarie per un corretto funzionamento.
Il disegno della foto integra quello presentato nell'articolo precedente definendo la tipologia di un finale ormai completo in tutte le sue parti eccetto che nella determinazione dei valori dei vari componenti subordinata al tipo di valvole usate per ottenere la potenza richiesta.
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