
Mai come negli ultimi anni ho sentito parlare così tanto di amplificatori valvolari sotto i dieci watt di potenza, ormai quasi nessuno se non i metallari più accaniti o professionisti che suonano live, acquista una testata o un ampli da cento watt valvolari, questo per ovvie ragioni di utilizzo, sia domestico sia nell'ambito di piccoli locali. Molte testate inoltre offrono la possibilità di essere utilizzate a wattaggi ridotti rispetto al totale.
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Dopo tanto leggere mi decido finalmente a scrivere il mio primo articolo su Accordo per raccontarvi la nascita del mio primo (o quasi) amplificatore valvolare. Non mi dilungherò troppo in tecnicismi, un po' perché probabilmente non ne sarei in grado, un po' perché io stesso quando leggo articoli riguardanti il DIY (do it yourself) mi appassiono di più a descrizioni non troppo tecniche, che permettano di immedesimarsi in minima parte nel sogno di chi sta creando, piuttosto che nei problemi con cui chi crea si deve neccessariamente scontrare.
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Ormai si è già detto tutto su questa piccola cassetta amplificatrice di suoni. Chi la odia, chi la ama, chi prima la odia e poi la ama, chi prima la ama e poi la odia. Personalmente, ho un approccio tutto particolare: prima la smonto. Recita il sito Fender: "Un divertente tributo a uno storico amplificatore Fender. Il nuovo Champion 600 è un amplificatore valvolare da 5-watt con cono da 6 pollici e look 1950 two-tone. Abbiamo aggiunto un preamp dalla circuitazione high-gain per consentire una più facile saturazione, e il doppio ingresso hi e low gain per poter scegliere tra la circuitazione tradizionale e quella moderna. L'ingresso speaker consente di collegare una cassa più grande".
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Salve a tutti voi accordiani. Voglio proporvi questo schema di un circuito elettrico che ho ideato per rendere più versatile l’utilizzo dei vari effetti che possiedo. Premetto che lo schema è perfettamente funzionante sia sulla carta sia sulla realtà: dopo aver disegnato il circuito l’ho anche realizzato fisicamente. Io non ho mai studiato elettronica, elettrotecnica o cose del genere quindi sono sicuro che con un po’ di pratica nello stagnare, tutti sono in grado di realizzare questo utile pedale.
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A volte trovare il regalo giusto è davvero un'impresa. Lo diventa ancora di più se la tua ragazza non è il classico tipo da pensierino in gioielleria, ma una tastierista rock, e se - come al solito nel periodo natalizio - le finanze languono. Come fare?
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Leggo spesso nei diari domande e richieste di consigli su pedali overdrive da utilizzare come booster per saturare i canali crunch degli ampli valvolari, spesso monocanali (primo su tutti e più famoso il Tube Screamer Ibanez nelle sue svariate versioni), nella selva dei prodotti presenti sul mecato ognuno cerca quello che meglio pensa si adatti al proprio suono.
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Da mesi sto cercando in rete degli schemi o degli appunti per poter realizzare una chitarra come quella usata dal chitarrista dei Muse, Matthew Bellamy. Per chi non la conoscesse, è una chitarra che stilisticamente trae spunto da una Fender Telecaster, presentando alcune chicche elettroniche: in alcuni modelli monta un Zvex Fuzz Factory integrato, in altri monta un pad XY che funge da controller MIDI remoto per pedali come il Digitech Whammy, Korg Kaoss Pad ecc. Io ho deciso di cimentarmi nel secondo modello, quello che integra il controller XY per comandare a distanza un Kaoss Pad inserito nella mia pedaliera di effetti.
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Ciao Accordo! Finalmente dopo tanta fatica e tanta attesa sono lieto di presentarvi la mia Customcaster. Voglio cominciare con i ringraziamenti perché di solito vengono messi alla fine e non li legge nessuno: se ho portato a termine questo progetto lo devo ad Accordo che ha fatto partire la scintilla, a tutti gli accordiani che mi hanno aiutato e incoraggiato, in particolar modo ringrazio andyfender per la consulenza elettronica, Dogat per avermi fatto conoscere la vernice all'acqua, Kata per avermi spedito quell'utilissimo materiale di liuteria e Pierluigimaisto per avermi insegnato la calma durante la verniciatura.
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Chi mi cononosce un pochino, tramite queste pagine, avrà capito che sono attratto dalla genialità mista a un pizzico di follia. Ora immaginate di essere a una festa e vi state annoiando a morte, iniziate a pensare e a fantasticare “forse è arrivato il momento di comprare un nuovo basso” oppure “adoro la chitarra, ma un basso me lo farei volentieri” e altre robe simili, su cui solo chi bazzica su queste pagine può mettersi a fantasticare nel bel mezzo di una festa, mentre tutti gli altri seguono il tunz tunz della musica sparata a palla.
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Nella costruzione dei manici mi sono spesso trovato di fronte all'inconveniente che, a volte, i tasti tendono a risollevarsi alle estremita una volta martellati nelle loro sedi, con conseguente difficoltà soprattutto nella rifilatura dei bordi e poi nella rettifica. Per ovviare a tale inconveniente si consiglia di incollare i tasti (non entriamo qui nell'argomento pro o contro incollaggio). Una volta incollati (con un filo di colla epossidica) per tenerli in posizione si usa una dima a raggio concavo, simile a un radius block, pressando con numerosi morsetti da falegname e tenedo fermi i tasti in posizione.
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Ci ho pensato molto prima di fare questa scelta. Ho comprato tempo fa una chitarra da battaglia, per la precisione una Eko S300 da 99 euro. Un po' di tempo dopo mi è balenata l'idea di modificarla per gioco e per verificare quanto e se ne avrei guadagnato qualcosa. Nei vari forum tanti mi dicevano lascia stare, non ne vale la pena, i legni sono sempre economici. Già, i legni. E allora mi sono chiesto: ma quanto valgono effettivamente i legni in uno strumento?
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Prima che mi registrassi su Accordo, un caro amico, Svalvolman alias Giovanni Sofia, usò il suo diario per presentare una chitarra di mia recente costruzione. Dato che oramai sono registrato e "preso" dal giro di Accordo (e dato che questo è uno dei pochi posti dove penso di trovare apprezzamento per il mio lavoro) ho pensato di rinnovare il post e arricchirlo di qualche foto che ho fatto alla chitarra. La sei corde, battezzata Maplecaster, è costruita interamente in acero (maple appunto).
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Voglio raccontare la storia di una Squier da cento euro che un giorno mi hanno regalato. La chitarra in questione è una Squier Affinity con palettone stile anni 70. Devo ringraziare la persona che mi ha fatto questo dono perché mi ha dato modo di riscoprire il piacere di imbracciare uno strumento e tirare fuori qualche suono... e accordo.
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L'utilizzo di pickup piezoelettrici nell'amplificazione di strumenti acustici è oggi molto diffuso tanto in campo professionale quanto amatoriale. Molti sono i pregi offerti da questa tecnologia soprattutto in contesti live, eliminando per esempio gli inaspettati problemi di feedback ovvero inneschi indesiderati.
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I chitarristi sono forse tra le prime vittime affette da passione per il bricolage e per tutto quello che si può fare in casa con materiali poveri, sostituendosi ai professionisti rubacchiando informazioni e trucchi in giro. Lo si fa per svago, per l'innegabile soddisfazione di far suonare qualcosa di veramente personale e, perché no, per risparmiare qualche spicciolo.
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Vi voglio raccontare un mio piccolo sogno per lungo tempo rimasto intrappolato nel cassetto. Il piccolo sogno, oltremodo ambizioso e altrettanto ingenuo, era quello di replicare la testata che ha dato voce al leggendario suono di Jimi Hendrix nel concerto di Woodstock!
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Alla fine, dopo tanto tempo perché di quello ce n'è voluto, ecco la Telecaster artigianale 1960 che mi sono costruito. Una passione che neanche mi sono mai riuscito spiegare, quella nei confronti di questo strumento Fender, visto che sono da sempre un gibsoniano. Questo modello mi ha sempre affascinato, ma ancora di più le serie con piccole innovazioni che il buon Leo Fender apportava, ma che erano troppo avanti per l'utenza del tempo.
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Non sono mai riuscito a dare il nome esatto a questi semplicissimi accessori che ho costruito tanti anni fa e dei quali, in foto, vi mostro un tipo. Aborro l'idea di uno sdoppiatore di uscita alla chitarra! Il loro costo risulta irrisorio, dato, in pratica, dai soli connettori femmina che possono essere tranquillamente mono e non stereo come ho adottato io in previsione di altri utilizzi, e anche in numero minore (tre). Il costo della scatoletta con coperchio in plastica è bassissimo.
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Ciao a tutti. Da qualche anno mi dedico al DIY e vorrei condividere le esperienze maturate con i miei lavori con altri che, come me, sono appassionati di musica, chitarre e amplificatori fatti in casa. Ho costruito alcuni amplificatori a valvole e diverse decine di pedalini e assemblato un paio di chitarre. Ovviamente la mia fonte principale è internet, oltre al diploma di perito elettronico e 25 anni di lavoro nell'elettronica e nell'informatica.
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Chi è che non ha problemi con l'amplificatore "in faccia"? Ultimamente ho comprato il Valveking, ottimo amplificatore valvolare per rapporto qualità/prezzo, e ci ho montato il classico cono Celestion V30. Nonostante siano 12 anni che suono ora sto affinando l'orecchio, in tutti gli ultimi concerti e in sala mi sono reso conto che problema di quasi tutti gli ampli, e ancora di piu su coni come i V30, è che stando di faccia all'ampli si sentiva il suono deteriorato, con degli alti fastidiosissimi nonostante li tagliassi quasi completamente.
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