Scrive Bluesivy: Ho acquistato poche settimane fa una Fender Telecaster Bigsby 50. Dopo aver capito con vari tentativi come andassero inserite e fissate le corde, il ponte bigsby, se da un lato mi ha fatto notare che ha dei buoni vantaggi come la stabilità e un buon tremolo, dall'altro mi sta facendo parecchio dannare per via di due piccoli problemi che non so come risolvere, dato che è il primo approccio che ho con questo tipo di ponte. Ho montato sulla chitarra una muta di corde da 0.10 e in seguito una da 0.11 ma il risultato non cambia. Vengo al dunque.
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Un maggiorenne cosa può fare? Guidare una macchina, votare... Ma una chitarra di 18 anni cosa può fare? COSA PUÓ FARE!! Che domande! Può suonare e suonare e suonare ancora! Soprattutto quando la chitarra in questione è una Stratocaster Ultra, che ha raggiunto la sua maggiore età! Questa chitarra è molto particolare, che fa della versatilità la sua caratteristica principale. Ma andiamo con ordine.
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Senza riverbero né channel switching, senza le manopole gain e master, con quel rivestimento giallino da valigia coloniale, può far pensare di essere cascati nella macchina del tempo. In realtà il primo decennio del 2000 è già completo, ma grazie a un riflusso postmodernista - che in questo caso non ci dispiace affatto - siamo qui a giocare con tre dei più deliziosi (per chi ama il genere retro-basoic) amplificatori sul mercato. La prova è nata quasi per caso: quando abbiamo ricevuto da Roland il pedalino Boss FB-1 in prova, abbiamo subito pensato di confrontarlo con un Bassman (una vigliaccata, per quanto coraggioso sia il Boss non si può opporre un cocker spaniel, benché di razza, a una tigre) dell'epoca. Poi, già che c'eravamo, ci siamo chiesti perché non mettere in corsa anche le due più celebrate repliche di Sua Maestà 1959, il pronipote Bassman LTD e il celebrato Victoria 45410. Detto fatto. Con la cortese collaborazione di Andrea Luciano di 440Hz, Patrizia Bauer di M.Casale Bauer e Roberta Aramini di Aramini Strumenti Musicali srl (che ha prestato la Legacy utilizzata da Ariberto, di cui parleremo diffusamente in un articolo, perché se lo merita) ci siamo trovati in magazzino tutto quello che serviva per un'indimenticabile esperienza 4 x 10 monocanale.
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Con questo articolo voglio raccontare come la voglia di migliorare la mia Strato e il solito attacco di G.A.S. che colpisce regolarmente qualsiasi chitarrista, mi hanno portato a intraprendere una lunga avventura per ricreare una chitarra perduta. La storia comincia lo scorso mese di maggio quando decido di rimettermi a suonare dopo una sosta durata quasi venticinque anni.
Allora, ragazzino squattrinato, strimpellavo con alcuni amici grazie agli strumenti messi a disposizione dall'oratorio del mio paese.
A posteriori devo dire che non mi potevo certo lamentare dato che mi "toccava" una vecchia Fender Stratocaster un po' vissuta, oggi diremmo Relic, di inizio anni ’60 (questa chitarra l'ho pure cercata ma ho saputo che è andata persa anni fa durante una ristrutturazione della sala cinema, probabilmente “intascata” da qualcuno che ne conosceva il valore).
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Questa volta proviamo una chitarra vintage. Si tratta di una Fender Jaguar del 1968 messa gentilmente a disposizione per noi da Salvatore Aglieri Rinella. E' uno strumento interessante e versatile progettato per il Jazz ed il Surf Rock che però è stato usato, negli anni, per molti altri generi.
La configurazione del test è quella standard con il setup consigliato dal manuale. Originale in tutti i dettagli (custodia inclusa), è arrivato con corde lisce di scalatura 0.11 che comunque si lasciavano suonare facilmente (bending a parte) per effetto della scala da 24".
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Cari accordiani, ho deciso di pubblicare questo articolo perché magari qualcun altro di voi è un tantinello inguaiato con quei maledetti aggeggi chiamati whammy bar, leva del tremolo, o magari anche “quella roba li attaccata al ponte” come mi disse un mio giovane allievo!
Vi racconterò brevemente la vicenda, così da annoiarvi un po’! (spero di no ovviamente)!
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Realizzata in soli 250 pezzi, la Stratocaster Baglioni è nata rara e sta diventando sempre più oggetto di desiderio tra collezionisti ed invstitori. In un momento in cui il mercato è pronto a pagare cifre pazze per una Stratocaster vintage, la tendenza alla falsificazione totale o parziale è notevolissima. I problemi che incontrano i collezionisti sono, sempre, quelli di identificare con certezza ciò che si sta comprando. Infatti, basta unire un corpo più recente a un manico con data anteriore, facilmente assemblabili, ed ecco servito il tarocco da migliaia di euro.
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Ciao a tutti!
Tempo fa parlai della mia nuova chitarra,una Stratocaster Classic '50 nata in Mexico nel 2002!
Questa è la mia prima Strato,all'inizio m'è parsa senza nessun problema e con un gran suono,ma col passare di un mesetto,e dopo aver provato altre Stratocaster mi sono accorto di alcuni "difettucci" ed ho deciso di fare qualcosa,dato che sentivo che la chitarra era buona(a livello di legni) ma l'elettronica per niente.
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La stanza Fender è molto più importante e ricca della gran parte delle iniziative italiane. Tra Fender, Gretsch, Guild, Jackson e altra meraviglia assortita ci si potrebbe spendere una giornata. Anche perché gli eventi si susseguono su due palchi. Quando siamo passati a lustrarci gli occhi con le Gretsch c'erano Mad Max And The Old Wild Ones, un gruppo strepitoso di cui proponiamo due brani (imperdibile il ragazzino che canta Chillum Boogie nel secondo).
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NdR: in tutto l'articolo per "tendicorda" l'amico intende gli "abbassacorde" alla paletta.
Ciao a tutti,
espongo un problema incorso con la mia Strato, sperando che qualcuno sappia darmi delucidazioni aggiuntive... essendo incappato magari nello stesso.
Premessa: sorvoliamo sui diecimila difetti delle ultime Strato: essendo possessore anche di una Les Paul, sono oramai più che convinto che le Fender in media, all'interno della stessa fascia di prezzo, non valgano più l'ammontare cui vengon proposte (a prescindere dal gusto musicale personale, ovviamente)… ma questa è un'altra diffusa diatriba.
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Scrive iubalcochon : Ciao a tutti. Ho una domanda che può apparire molto semplice, ma per la quale, navigando in diversi siti e forum, non ho trovato una risposta univoca e precisa. Posseggo una Stratocaster American Standard con ponte a due perni (che utilizzo in posizione flat) e vorrei capire come bisogna intervenire per la regolazione della action. La cosa che mi è venuta spontanea da fare (anche basandomi sul manuale dello strumento fornito dalla Fender ) è stata quella di regolarla agendo esclusivamente sull'altezza di ciascuna selletta, ma poi consultando alcune guide (es. quella di guitarmigi per citarne una) ho letto che, a questo proposito, fanno anche riferimento ai due perni che fissano la parte anteriore del ponte sul corpo dello strumento, e mediante l'utilizzo dei quali si consiglia di alzare o abbassare la action generale alzando o abbassando l'intero ponte.
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Venerdì 1 gennaio 1965, esattamente 45 anni fa, la proprietà della Fender Company passa da Leo Fender alla CBS, innescando la reazione a catena che porterà alla nascita della "vintagemania". In pochi anni le Fender "pre-CBS", ovvero costruite prima del fatidico 31 dicembre 1964, diventano oggetto di ricerca da parte dei musicisti, che le considerano infinitamente migliori delle nuove versioni aggiornate dagli incompetenti tecnici che hanno sostituito lo stesso Leo Fender, George Fullerton, Forrest White e tutti gli altri artefici di alcune tra le chitarre più belle della storia.
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Salve amici accordiani, scrivo per chiedervi alcuni consigli su una bestiolina di nome Fender Jaguar..
Due giorni fa ho comprato la suddetta chitarra usata. Di preciso è Crafted in Japan del '99.
La prendo da un privato che mi dà la possibilità di provarla con la mia strumentazione. A prima vista sono rimasto affascinato dal gran suono della giapponesina e la chitarra sembrava ok..
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Di tutti gli effetti che passano per le mani dei chitarristi, il riverbero è quasi sempre il primo, il più importante, il più critico. Nato quasi contemporaneamente al tremolo (molto poco utilizzato oggi al di fuori del rockabilly), il riverbero è sopravvissuto a mode e tecnologie per la sua capacità di fare sembrare grandi ambienti piccoli, di arrotondare i suoni, aggiungendo spazialità e ambiente. Nato meccanico in un'era in cui "digitale" era una parola che serviva giusto a indicare quegli orologi da cucina di una volta in cui le ore sono scritte su rettangoli di plastica che girano facendo flap-flap, si basa su un principio semplice: si fa passare il segnale attraverso una molla che ha un trasduttore da una parte e un pickup dall'altra che generano vibrazioni in una molla, poi riconvertite in segnale e aggiunte al segnale dry.
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Scrive joe forchetta: Ciao a tutti, ho appena assemblato con soddisfazione una Telecaster: corpo in ontano Eden, Manico Fender Squier con tastiera in palissandro, ponte Vintage originale Fender con sellette in ottone, selettore e potenziometri originali Fender. Ho cercato quindi di fare un bel lavoro, almeno per quello che riguarda la scelta delle vari parte da assemblare. Ma vediamo alla questione che non mi sfagiola per niente: i pick up.. Al ponte ho montato un Fender vintage 52, al manico un Seymour Duncan STR-1 Vintage for Tele, che da quanto avevo capito prima di acquistarlo è un pick up che si rifà ai vecchi Fender anni 50. Per il circuito ho utilizzato lo schema Telecaster '66 dal sito della Seymour Duncan, replicandolo alla lettera.
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La mia non è una recensione tecnica. Anche perché se anche ne fossi in grado, non farei altro che scrivere l’ennesima recensione sul mio blasonatissimo ampli, un Fender Blues Junior.
Fatto sta che a metà della scorsa estate, quando la mia azienda aveva cambiato proprietà ed io ero felicissimo perché pensavo che non avrei potuto che migliorare la mia situazione, ho approfittato di una mattinata libera per andare a cercare finalmente un nuovo amplificatore. Devo premettere che il mio unico acquisto nel campo risaliva al 1997. Un Fender nonsòcosaSuperReverb a transistor, 25W alla massima potenza. Wow.
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Scrive ALexAJ: I primi segni dell’invecchiamento della mia Strato American Highway si fanno sentire. La suddetta chitarra ha circa 6-7 anni, e ha cominciato a mostrare qualche piccolo problema di usura delle selette del ponte, classico 6 viti in stile vintage. Ho notato ultimamente specie sulla corda del Sol e del Re frequenti rotture all’altezza del ponte. Controllandolo ho notato che le selette sono molto segnate e ho paura che questo sia la causa delle rotture.
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Scrive franco1947: Ciao a tutti. Le viti a brugola del ponte tipo vintage della mia Fender Stratocaster (nuova) sporgono molto dalle sellette e quindi graffiano il palmo della mano. Potete quindi capire il fastidio mentre si suona. Non so se usare la carta vetrata per togliere le asperità o altro, ma non vorrei rovinare nulla. Qualche suggerimento ?
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Cari amici accordiani,
come anticipato sul diario, ho appena finito di recensire il mio ultimo acquisto.
Si tratta di una Squier Telecaster Classic Vibe 50. Avevo bisogno di una Tele, ne ho provate diverse, in un noto negozio di strumenti musicali di Bologna e in special modo una Vintage Modified sempre Squier, una standard Mexico e una Mexico classic 50. La standard non mi è piaciuta per niente, suono anonimo e finiture scarse.
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Salve gente,
alcuni giorni fa mentre riordinavo un pò di roba in soffitta, è saltata fuori una strana scatola, di forma trapezioidale allungata che lasciava immaginare il suo contenuto. Non appena ho sollevato il cartone mi è apparsa una piccola chitarrina un pò impolverata ed arruginita, ma cmq in buonissime condizioni. Si tratta di una Squier Stratocaster del 1995, colore Red Fiesta e costruita in Korea, comprata da mio fratello perchè voleva iniziare a suonare la chitarra.
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