
Per il Music Italy Show il negozio di strumenti bolognese, Tomassone, resterà aperto in via eccezionale per la durata di tutta la fiera e organizzerà seminari ed eventi. Oggi Tocca ad Apple e Gibson, non so voi ma io ci sarò!
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Passo dopo passo, attraversando l'esperienza robotica della Dark Fire prima e della Dusk Tiger poi, è giunto il momento per Gibson di lasciare che la sua creatura esca dalla luga fase di rodaggio e perfezionamento per entrare a tutti gli effetti nella fascia standard della produzione aziendale. La più eclatante novità della nuova serie limitata di Les Paul Standard per il 2010 appena annunciata consiste appunto nell'introduzione del sistema d'accordatura robotica. Ma il modello si fa forte anche di altre notevoli caratteristiche.
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Quando Les Paul e Ted McCarty, presidente Gibson, concepirono la Les Paul Custom all'inizio degli anni '50, la chitarra rappresentava il top della gamma insieme alla Goldtop e, più avanti alla Standard, prodotta in molteplici versioni differenti per accorgimenti estetici e funzionali. Una delle varianti più amate e desiderate è senz'altro la Black Beauty, modello lanciato nel 1953 che vide maggior splendore nel 1960 con il raggiungimento di quell'estetica di classe nera e dorata che è entrata nella storia e nel cuore di molti chitarristi.
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Quella che mi accingo a scrivere è la mia prima recensione per accordo e, come potrete ben capire dal titolo, non è certo delle più facili. D’altronde ho una propensione naturale per complicarmi la vita. Con questa premessa, mi scuso in anticipo se non riuscirò a rendere giustizia alle due chitarre in questione o a descriverne in modo esaustivo le peculiarità.
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"Sto diventando enorme, ed è spaventoso, in un certo senso. So che quando raggiungerò il culmine e sarà tempo per me di crollare, sarà con un gran tonfo". Il blog Gibson dedica un articolo ad una storia speciale, quella di un idolo delle folle che ha segnato un'epoca, la storia di Ziggy Stardust o, se preferite, David Bowie. Interessanti stralci di interivste e un po' di storia intorno a uno degli album più importanti per la ricca carriera dell'artista britannico: "The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars".
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Vanta una lunga discografia ricca di successi ed innumerevoli lavori per grossi nomi della storia della musica moderna, le sue canzoni sono state eseguite e registrate da Bob Dylan, Eric Clapton, Joan Baez e molti altri ancora, è stato indicato più volte come uno dei più grandi cantautori in circolazione, ed ora Gibson ha deciso di dedicare ai successi raggiunti da John Hiatt una copia della sua acustica dreadnought "round shouldered", una J-45 la cui produzione è stata affidata ai liutai di Bozeman, nel Montana.
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Bellissima. Il mio commento non appena posai gli occhi sulle poche foto fornite dal sito Gibson, non poteva essere che questo.
Amici accordiani sto parlando di una chitarra che sicuramente farà perdere la testa a molti di noi: la Slash Appetite Les Paul!
Avete capito proprio bene: la casa di Nashville ha appena proposto al pubblico la leggendaria sei corde, prolungamento del corpo del famoso chitarrista dei Guns di allora, con la quale ha inciso l’album bestseller Appetite For Destruction.
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Lo storico chitarrista ed insegnante Arlen Roth risponde ad alcune domande per Gibson LifeStyle riguardo la sua carriera, le sue esperienze e la serie di video didattici Hot Licks, con uno sguardo ai progetti futuri più e meno prossimi. Arlen, nel corso della sua carriera, ha condiviso il palco con molti grandi, tra cui Bob Dylan, Steve Morse, Albert Lee e Simon&Garfunkel prima di fare quasi coppia fissa con la figlia Lexie.
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Un'applicazione gratuita per chitarristi utilizzatori di iPhone e iPod, disponibile negli Apple Store da pochi giorni. Con questo prodotto innovativo Gibson entra nel mondo degli applicativi Apple, che saputo generare oltre 3 miliardi di download negli ultimi due anni, confermando la propria immagine leader nell'innovazione per musica e tecnologia.
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Alla domanda sulle ragioni del suo amore per la Gibson 335, il grande Larry Carlton rispose che è l'unica con cui può passare dal blues al jazz al rock senza cambiare chitarra. E' questa versatilità la caratteristica che più di tutte ha fatto della 335 una favorita di alcuni dei più grandi chitarristi della storia. Dal giorno della presentazione, avvenuta a fine 1958, la Gibson semi-hollow e semiacustica ha affascinato eserciti di musicisti per il suono caldo, il fantastico sustain, la resistenza al feedback e la suonabilità. Un fascino che viene confermato oggi dalla "50th Anniversary 1960 ES-335TD".
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Perché il discutere di vintage chitarristico fa scaldare gli animi? La mia ipotesi è che quando parliamo di oggetti avvolti oggi da un’aura esoterica, come le Gibson Les Paul Standard '58-'60, stiamo considerando in realtà una parte di noi, non un freddo strumento-chitarra. Propongo questo articolo a stretto giro dopo quello molto interessante di Alberto intitolato "Vintageanschaung", con l'intento di contribuire alla maturazione di una prospettiva ragionevole su un tema ancora prigioniero dei luoghi comuni.
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In occasione della formazione della nuova band dei Chickenfoot con Sammy Hagar, e del loro omonimo album di debutto, Gibson USA lancerà la Sammy Hagar Red Rocker Les Paul, progettata dall'artista stesso. Tutti pronti, ecco scolpita nella roccia una nuova era, frutto di un gruppo come quello dei Chickenfoot che in realtà è un vero e proprio supergruppo composto da Joe Satriani alla chitarra, Michael Anthony dei Van Halen al basso, Chad Smith dei Red Hot Chili Peppers alla batteria, e Sammy Hagar alla chitarra e voce. La Gibson Red Rocker è stata progettata per un rock d'assalto, e la Sammy Hagar Red Rocker Les Paul è il mezzo ideale per questo scopo.
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Ha compiuto i suoi primi 50 anni la Les Paul sunburst del 1960. Cinquant'anni di suoni ed emozioni inarrivabili, anche se spesso messi un po' in ombra dalla più amata e celebrata sorella dell'anno prima. Già, secondo gli esperti la 1959 ha una marcia in più, con quel manico massiccio e il colore che si affievolisce imprevedibilmente, tanto che sull'esclusivo mercato delle Les Paul più preziose del mondo le 1960 anno valutazioni sempre inferiori del 5-10% rispetto alle 1959.
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Nel novembre del 2008, durante un weekend a Londra, nel passare in rassegna i luoghi più leggendari della città (Abbey Road per una foto sulle strisce pedonali davanti all’omonimo studio di registrazione, Denmark Street a lustrarmi gli occhi davanti alle vetrine dei vari negozi di strumenti musicali ecc.) non ho potuto esimermi dal fare un salto alla sede dell’Hard Rock Cafe e poi all’ Hard Rock Store lì di fianco per acquistare l’immancabile maglietta. Mentre mi trovavo all’interno del negozio, un ragazzo italiano che lavorava lì mi ha invitato a visitare il caveu.
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Gibson sì, Gibson no. La storica casa di Nashville è spesso oggetto di critiche per ciò che riguarda i prezzi dei suoi strumenti, specialmente al di fuori degli Stati Uniti, ed è ogni giorno sulla bocca di tutti i chitarristi come punto di riferimento sonoro, o la si ama o la si odia, le ragioni sono molteplici ed oggi voglio mettere altra carne sulla brace esaminando un modello decisamente fuori dai due principali canoni Gibson: pickups e prezzo.
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Incuriosito dalla mia Gibson Les Paul o meglio volendola conoscere meglio, sono andato a vedere cosa ne pensassero nel nostro continente e oltre oceano dei per così dire "nuovi modelli alleggeriti". Be i pareri sono in linea con quelli che leggiamo spesso sul nostro sito e altri siti nostrani e cioè i tradizzionalisti ritengono le vecchie e pesanti Les Paul le uniche degne di portare questo nome, rilegando ad avanzi di falegnameria tutte le altre. I nuovi acquirenti ritengono al contrario che "fisicamente" è più facile sopportare una Les Paul a tracolla, che il suono è identico se non migliore a seguito delle camere tonali che oltre ad alleggerirle permette una risonanza maggiore a tutto vantaggio del sustain e che le vecchie Les Paul, se pur affascinanti sono dei veri e propri "taglieri da cucina".
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Saluto tutti gli accordiani e provo a chiedere una informazione relativa ad una particolare serie di pick ups utilizzati dalla Gibson all'inizio degli anni '80. Si tratta dell'HB progettato da Tim Shaw. Ho cercato nel sito di Accordo ma le informazioni sono scarsine. Tale PU, da quel che ho capito, era stato progettato per la Les Paul Heritage, modello che ha dato origine alle Reissue. Fin qui è tutto chiaro. Vengo al sodo. Sono da poco fortunato possessore di una Custom recente e ho potuto fare i dovuti raffronti con la mia Standard primi anni '80.
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Ed eccola qui, ce l'abbiamo in braccio, la terza generazione delle Gibson Robot, questa Tigre della prima oscurità, per una presa di contatto rapida. La Dusk Tiger è l'evoluzione, abbondantemente riveduta e corretta, della Dark Fire, una chitarra progettualmente geniale, ma penalizzata da non poche difficoltà nel passaggio da progetto a realtà.
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La prossima generazione di tecnologie Robot!
Ecco le news di casa Gibson arrivateci fresche fresche stamane. Una nuova Les Paul della serie robot in uscita mondiale il 7 Dicembre 2009.
Tranquilli…ne hanno fatte solo 1000 esemplari! Una chitarra killer con un look ed una struttura che non è mai stata vista prima. Dusk Tiger ( tradotto letteralmente: tigre al crepuscolo) rappresenta per Gibson, lo "stato dell'arte" in chitarre elettriche, ridefinendo quello che la chitarra può fare con l'integrazione di tecnologie all'avanguardia con il design più avanzato del settore, il tutto in un pacchetto Limited Edition con solo 1000 esemplari posti in vendita in tutto il mondo. Continua...

Mettiamo subito le carte in tavola. La regina è questa stupenda Gibson 335 nella sua più classica livrea di colore rosso, la principessa è la Yamaha SA 2200 sandburst violin.
Non voglio fare una recensione perchè non ho le competenze per farlo, ma solo un confronto a orecchio tra due strumenti che, per tanti versi, si somigliano ma che hanno una disparità notevole di prezzo.
La SA 2200 è stata progettata e prodotta direttamente dalla casa giapponese, avendo ben in mente lo strumento americano, con il preciso scopo di immettere sul mercato una valida copia (notizia fornita da chi, in casa Yamaha, ci bazzica da anni). Sembra essere un vizietto tutto orientale questo. Sono operazioni che, francamente, mi paiono un po' discutibili anche dal punto di vista del marketing. Alla fin fine, ci si trova davanti ad uno strumento perfetto sotto tutti i punti di vista, a cui il termine "copia" va un po' stretto e che, comunque, non rende affatto giustizia. Boh, contenti loro...
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