NdR: Nel novembre 2002 l'accordiano DOC Giovanni Ghiazza propose un'interessante articolo sulla Guild Johnny Smith Award, chitarra di cui è felice proprietario, ponendosi alcune domande sui curiosi rapporti tra mr. Johnny Smith, vero trasformista dell'endorsement, e cinque nomi del calibro (in ordine cronologico) di D'Angelico, Guild, Gibson, Benedetto, Fender, tutti coinvolti - prima o poi - con Johnny Smith. Un primato che difficilmente verrà superato e una lettura piacevole che riproponiamo nella consueta rassegna di ristampe di qualità da Accordo che fu. Continua...

Il recente articolo sulla Cloud 9, la "Gibson che non esiste", ha scatenato una bella discussione che si è sviluppata su più di un fronte. Da un lato c'è il tema dell'influenza dei legni sul suono dell'elettrica, molto caldo in questi giorni. Dall'altro c'è il discorso sulla qualità delle Gibson più recenti, che secondo alcuni "non sono più come quelle di una volta" (dove l'ho già sentita questa?), soprattutto da quando sono comparsi buchi e camere tonali sotto i top. Come promesso e grazie all'aiuto di Ariberto Osio, custode di uno splendido trittico di Les Paul recenti, tre preziose edizioni limiate, abbiamo provato a capire qualcosa di più sulle Les Paul dei giorni nostri.
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Un saluto a tutti gli accordiani.. Da un mesetto a questa parte mi sta ronzando per la testa di installare un ponte tremolo sulla mia Gibson Les Paul Standard del 2005. La scelta ricadrebbe sul celebre Bigsby sia per il look decisamente vintage dello stesso, sia per l'uso che intendo farne, limitandomi a vibrati leggeri su accordi senza pesanti divebombing (per quell'uso esiste già il modello Axcess).
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La Zoot Suit ha un nuovo tipo di corpo, costruito in diversi strati di betulla di circa 2 mm di spessore tinti con diversi colori, quindi pressati e incollati con una colla speciale a vita lunghissima, a formare un blocco solido di legno. Non c'è vernice se non un sottile strato satinato di trasparente alla nitro.
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Questa è la storia di una chitarra Gibson unica al mondo, perché tutti gli appassionati la ammirano, ma in realtà la chitarra non esiste. Si chiama Les Paul Cloud 9, è una Les Paul replica perfetta delle preziose flametop del 1959, ma con il corpo scavato per ridurre il peso e aumentarne la risonanza. La sua nascita può essere collocata tra la fine del 2003 e l'inizio del 2004, quando Dave Rogers (manager di Dave's Guitar Shop), Steve Mesple (di Wildwood Guitars) e Dave Carpenter (di Music Machine) trascorsero tre giorni di lavoro coi tecnici del Custom Shop Gibson a Nashville per definire i contorni tecnici e commerciali di questa produzione esclusiva e limitatissima. Però la chitarra non esiste. Provate a chiedere a Gibson e vi diranno che non ne sanno nulla, forse neanche vi rimanderanno più a Music Machine, che nel frattempo non distribuisce più le loro chitarre. Proviamo a svelarne il mistero?
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Cari amici Accordiani bentrovati tutti, è sotto questo caldo infernale che mi accingo a recensire per voi la mia amata ascia da Rock: Gibson SG Goddess! La chitarra in questione è una edizione prodotta limitatamente con l'idea di essere orientata più verso le "guitar woman" (infatti anche il nome dice la sua), ma detto tra noi, va benissimo anche per i maschietti, soprattutto se si è alti un metro e settanta scarsi e si pesa circa sessanta chili (proprio come me). Ma andiamo con ordine.
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Salve a tutti, dopo tanta attesa finalmente vi propongo un servizio duplice. Un analisi approfondita della Les Paul V.O.S. 1958, e contemporaneamente una comparazione con la sorella povera (si fa per dire) Les Paul 2002 series.
Innanzi tutto partiamo da lontano. Nei primi anni 80 la Gibson, in grave difficoltà, decise di reintrodurre nel mercato una Les Paul con le caratteristiche iniziali che l'avevano contraddistinta sia nel mondo del rock, del blues e del jazz. Nacque così la Les Paul standard dell'epoca moderna. Era più o meno una Les vecchio stile, ma con alcune caratteristiche costruttive differenti. In primis il tenone corto dovuto sicuramente a convenienze costruttive, poi venne deciso di rendere la chitarra meno pesante applicando dei buchi (nove) nella zona più lontana dal manico. Il sedere. Questo tipo di tecnica fu adottata per tutte le Les Paul.
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Più o meno mezzo secolo dopo l'acquisizione di Epiphone, Gibson ha deciso di ridare smalto a questo marchio glorioso, relegato per troppi anni al ruolo di sottomarca. Un incontro occasionale durato pochi, intensi minuti con un esemplare della seconda serie limitata della Wilshire '62 (finitura bianca, la prima serie era cherry) prodotta dalle stesse mani che costruiscono le top di gamma Gibson, è l'occasione per fare un po' di storia di questa solidbody, a lungo ingiustamente sottovalutata.
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Il 1957 è un anno topico nella storia della chitarra. Mentre tutt'intorno si ballava il rock'n'roll, nei laboratori di Kalamazoo, Michigan, venivano messi a punto alcuni strumenti che avrebbero fatto la storia del rock, diventandone indiscussi protagonisti (la Gibson Les Paul con i pickup humbucking) o icone destinate a colpire l'immaginario delle generazioni a venire. Della prima si è parlato e si parla spesso, la Les Paul è una delle ragioni per cui oggi esiste il rock. Ma l'epoca è importante per un altro aspetto, la trasformazione radicale della chitarra elettrica da strumento tutto sommato ancora vicino all'acustica in un oggetto totalmente diverso, proiettato nel futuro.
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Ha 52 anni, l’ hanno suonata un numero impressionante di icone della musica,dal blues al metal, è ancora adesso in produzione con una gamma che spazia da modelli più accessibili a modelli custom. Finora tutto facile vero? Questo misterioso strumento è sicuramente la Les Paul, non vi è dubbio. E invece no,sto parlando di una delle due sorelle della serie X Factor,lanciata nel lontano 1958(dei prototipi,col logo a rilievo in metallo dorato,giravano già nel 1957),la immortale e ancora oggi aggressiva e moderna Gibson Flying V.
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C'è voluto un po' di tempo, ma ecco finalmente la risposta al quiz sul single coil della Gibson Alvin Lee. La fonte è decisamente autorevole, in quanto è stato inviata a Davide Tomassone dal responsabile del Custom Shop Gibson.
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Colgo l'occasione per segnalarvi due gioielli con un solo articolo. Preso dalla GAS della semplificazione, vi propongo una accoppiata rara ed accattivante. Una coppia tra le più belle. La "lei" si chiama Heritage 535, di cui tanti di voi ne hanno già sentito parlare e che non ha bisogno di presentazioni, la possiedo da pochi mesi. E' accoppiata a un raro amplificatore di cui sono possessore da oltre 25 anni. Coccolato e tenuto da conto nonostante le volpi che mi circondano, vi presento un raro ampli a transistor di qualità. Non me ne sono mai disfatto e presumo che mi accompagnerà nella tomba. Un Gibson Lab Series L9.
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Per chi non conosce la Gibson Les Paul junior deve sapere che queste chitarre vennero prodotte dalla Gibson nei primi anni ’50 e proposte come modelli economici.Erano modelli economici perché i chitarristi prestavano maggiore attenzione alle finiture,acquistando modelli più prestigiosi come ad esempio le les paul custom. La les paul junior diventò una chitarra accessibile a tutti per i suoi prezzi economici,in questo modo la Gibson aveva una chitarra a basso costo in grado di poter far concorrenza alle Fender.
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Carissimi Accordiani,
ho un problema e credo che non esista una migliore platea per esaminarlo.
Arrivo subito al punto.
A luglio 2008 ho acquistato da Tomassone una Epophne Joe Pass II su cui ho fatto montare corde lisce D'Addario (0,012 al cantino).
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Con Blackie di Eric Clapton e Number One di Stevie Ray Vaughan, "Pearly Gates" è una delle chitarre più famose e preziose del mondo. Perché è una splendida Les Paul del 1959, perché per oltre un quarto di secolo si è spremuta l'anima sugli stage di tutto il mondo, perché la sua voce è inimitabile. E perché è la compagna inseparabile del Reverendo Will G., icona del rock blues texano. Sapevamo che Gibson stava lavorando su Pearly Gates, ma ancora non erano trapelate notizie su cosa stesse bollendo in pentola. Oggi, finalmente la notizia. E' in cantiere una replica della chitarra icona degli ZZ Top e noi ne abbiamo anche scovata una foto.
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Innanzi tutto Buon Giorno Cari Accordiani.
Vi Illustro il mio disagio : Io ho un problema che mi ossessiona ormai da mesi.
Ultimamente, avendo anche trovato delle band piu "metalliche", il mio suono sta tendendo all'heavy metal, tra cui Thrash/Speed, Hair e Glam.
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"(Il tono di Pearly Gates è) divino, semplicemente divino. Pearly nacque in uno di quei giorni speciali in cui tutto è perfetto. Il legno ben bilanciato, l'elettronica applicata perfettamente. Rimase in attesa sotto un letto per anni, pronta per prendere fuoco di fuori. E io sono stato il fortunato che l'ha conquistata. Pearly è anche la ragione della mia mania per le chitarre, da quando ce l'ho sono alla ricerca di un'altra chitarra altrettanto buona." Continua...
"Il custom shop Gibson non fa semplici chitarre. Realizza sogni, di un tipo speciale che i chitarristi possono attaccare a un ampli e suonare. E chi non ha mai sognato di suonare le stesse chitarre che grandissimi maestri - come Jimmy Page, Jeff Beck, BB King - portano sul palco? Grazie all'attenzione del custom shop Gibson per i dettagli e la qualità, oggi è possibile realizzare questi sogni. Il custom shop in questi anni ha offerto la replica di modelli storici, a partire dal 1920".
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"Mi è sempre piaciuto il suono della Stratocaster, ma tutte le volte che ne ho suonata una mi sono accorto che il mignolo abbassava inavvertitamente il volume. Quindi ho pensato che installando il pickup al ponte di una Strat alla mia 335 avrei potuto ottenere il meglio dei due mondi". Poche parole per descrivere l'evento che ha trasformato una normale 335 di inizio anni '60 in Big Red, una delle chitarre più famose della storia. Il custom shop Gibson ha recentemente proposto una replica accurata di questa chitarra, che abbiamo potuto provare al recente Music Party di Pordenone.
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Una ragione in più per fare un giro al Music Party di Pordenone sabato e domenica: la possibilità di (a) fare setup e cambiocorde gratuito alla propria Gibson o Epiphone e (b) ricevere in regalo una Epiphone AJ200S messa a disposizione da Gibson. Come fare? Per la possibilità (a) basta portarsela a Pordenone, per la (b) invece...
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