
Gli amanti del manico sottile e veloce, portato alla gloria da Gibson negli anni '60, hanno nuovamente qualcosa da ammirare. Ridisegnata nelle finiture ma con tutte le caratteristiche che hanno reso famoso il modello d'ispirazione, nella sua ultima versione l'immortale Les Paul si veste di bianco.
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Profondamente ferita dall'allagamento di Nashville nel maggio 2010 e ancora in via di convalescenza, Gibson decide di tener vivo il ricordo del tragico evento che ha messo in ginocchio l'intera città creando un modello commemorativo di Les Paul, simbolo della ripresa dell'azienda e degli abitanti contro le forze della natura.
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Ecco la seconda versione di questo storico modello di Gibson. Il primo modello stava avendo qualche problema con il ponte attaccacorde (a trapezio), in quanto si muoveva appoggiandoci sopra la mano e causando inoltre la scordatura della chitarra. L’altro inconveniente era costituito dall’angolatura con cui il manico era fissato al corpo, così poco pronunciata che si dovevano avvolgere le corde intorno al ponte, ma facendo così l’action risultava per contro troppo alta per suonare.
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Ho acquistato la chitarra agli inizi del mese di novembre 2010 dando in permuta la mia Ibanez RG350 in quanto ero entusiasmato dalla Les Paul e, non potendo ancora permettermi una Gibson, pensai di fare quest’ acquisto, ma avevo non poche perplessità dal gran numero di commenti positivi e negativi trovati in rete. La chitarra di cui vi parlerò è una Epiphone Les Paul Standard.
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La Les Paul BFG potrebbe essere considerata il mostro di Frankenstein delle produzioni Gibson. Sempre ridotta all'osso nelle finiture, eccezion fatta per gli sgargianti top che caratterizzano queste chitarre, la serie BFG è pensata per fornire una valida alternativa alla serie Studio, rivolta ai chitarristi in cerca di soluzioni più moderne e aggressive applicate al suono inconfondibile della Les Paul.
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“Non c'é due senza tre”, recita un noto detto. “E il quattro vien da sé”, è il sequel. Potevo contravvenire a un simile proverbio? Per non generare un diverbio pronuncio un avverbio: certamente no! Ecco che oggi andremo a infastidire una grande casa produttrice di chitarre, un grande nome e un grande modello. Scomoderemo uno strumento che, in mano a grandi eroi della sei corde, ha contribuito in maniera fondamentale a creare la storia della musica impersonando la protagonista, la nemica e, al contempo, l'alleata di innumerevoli battaglie combattute a suon di riff, soli e ritmiche.
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Mettete via il portafogli e non pensate neanche a cercare qualche buona occasione online, la chitarra che Cristiano Ceruti del Centro Chitarre di Napoli ha messo a disposizione per questo articolo probabilmente non entrerà mai a far parte della vostra collezione, ma in casi del genere privarsi del piacere di ammirare un tale oggetto sarebbe un vero peccato, anche solo per sognare un po'.
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Se si ha l'intenzione di realizzare un modello signature, tanto vale che sia qualcosa di speciale, diverso dal solito. E' quello che deve aver pensato Alex Lifeson quando Gibson gli ha proposto di lavorare insieme alla creazione della nuova Les Paul Alex Lifeson Signature. Non a caso, il chitarrista dei Rush ha deciso di prendere come base per la creazione una Les Paul Axcess, forse una delle vesti meno diffuse della chitarra, già signature di per sé, più amata e copiata della storia.
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Tre chitarre, tre suoni differenti, un solo ampli. E’ la prima volta che mi cimento in una prova di questo genere, cioè un test sul suono, confesso è stata durissima. Fender Stratocaster del 2000, da me recensita
qui su Accordo tempo fa, ricordo che tale recensione scatenò una buriana incredibile, comunque questa Stratocaster suona divinamente, siccome l’ho comprata d’occasione non so nemmeno che tipo di pickup monta, in ogni caso è una favola, per il resto fare riferimento all’articolo.
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Era qualche anno che, dopo aver preso in mano una chitarra elettrica, aver capito come funzionava ed essermi appassionato di qualche artista (Slash), avevo l'intenzione di prendere una Les Paul. Un po' per la passione verso l'idolo, un po' per la ricerca di quel suono, di quegli atteggiamenti. Fu così che iniziai a pensare a una Gibson, di cui il sopracitato dio possiede un centinaio e forse più.
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In occasione di quello che sarebbe stato il 95esimo compleanno di Lester William Polfuss, meglio conosciuto come Les Paul, l'Iridium Jazz Club di New York, dove Les si è esibito per gli ultimi 14 anni della sua vita, è stato teatro di una grande celebrazione in sua memoria. Guidato da Jeff Beck e con grandi ospiti, il concerto tributo è pronto per diventare un CD e un DVD.
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Questo strumento rappresenta la vera e propria nascita della chitarra elettrica solid body Gibson! Se aveste mai avuto modo di suonare una di queste belle chitarre capireste perche hanno dato inizio al fascino e all’amore per la chitarra elettrica solid body! Se agli albori della chitarra elettrica Fender produceva chitarre con parti intercambiabili che commercializzava a prezzi relativamente bassi, per contro Gibson iniziò costruendo strumenti di più elevata qualità con caratteristiche di assemblaggio in pezzo unico e manico incollato al corpo che le rendevano un po’ più costose.
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Intimo amico di Lester William Polsfuss, Lou Pallo ha diviso con lui il palco per circa 26 anni, di cui 19 trascorsi a infiammare i lunedì sera dell'Iridium Jazz Club di New York fino alla morte di Lester, riservandosi un posto speciale nella storia della creatura ideata dall'amico e collega, la Les Paul. Oggi Gibson onora i suoi meriti con un'edizione limitata della nuova Les Paul Lou Pallo Signature, una chitarra dalle forme ben note ma che, con finiture e caratteristiche inedite, acquista un carattere tutto suo.
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Salve a tutti, chitarrai accordiani. Come chi mi conosce di persona ben sa, frequento la facoltà di architettura a Napoli e il caso vuole che la sede si trovi a pochi passi dalla famosa via San Sebastiano, la storica strada della musica napoletana, diciamo pure la nostra piccola Denmark Street. Un frequentatore assiduo quanto nessun altro di una strada del genere comincia inevitabilmente a non notare più quanto esposto nelle vetrine di questo paese dei balocchi. Eppure, questa volta non ho potuto fare a meno di rimanere a bocca aperta davanti a uno strumento dall’impatto visivo eccezionale.
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Anche il ragazzo prodigio del blues fa parte della schiera di artisti Gibson ad aver lasciato la firma su una replica pressoché perfetta di un proprio strumento. Tra l'enorme collezione di chitarre in suo possesso, nel 2008 Joe Bonamassa ha scelto la sua Gibson Les Paul Goldtop per lasciare che i laboratori di Nashville ne facessero un modello signature. Oggi la stessa chitarra viene riproposta, come già accaduto per Slash con la sua Appetite, da Epiphone.
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Questa è la storia di una giornata di follia di metà novembre. Come ogni sabato mattina stavo entrando nel negozio di strumenti musicali con il quale collaboro e, ancora assonnato dalla lunga notte tra un saluto e l'altro e il caffè del buon giorno, mi sono ritrovato senza apparente motivo a guardare il bellissimo muro dorato dove alloggiano le Gibson.
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Chi di voi non ha mai pensato di mettere le mani su una Les Paul del '59? Esteticamente è la più bella solid body da quando l'uomo inventò la chitarra elettrica. Beh, nella vita accadono molte cose strane, così un bel giorno mi si presenta un tizio con questa bella Gibson Les Paul classic antique del 2007, il top fiammato e il colore burst mi fanno immediatamente pensare a una certa Pearly Gates, immediatamente penso: "la voglio". Il prezzo è ottimo e cosi' la prendo!
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Un amico accordiano ha di recente riproposto il tema delle vernici e della loro influenza sul suono delle solid body. Dopo aver partecipato alla discussione, ho pensato di approfondire ulteriormente l’argomento facendo un test comparativo tra tre chitarre che possiedo e che, pur avendo forma e dimensioni identiche e materiali di costruzione molto simili, hanno verniciature differenti. Le tre partecipanti sono: Gibson Les Paul Studio Faded, Gibson Les Paul Studio Wine Red ed Epiphone Les Paul Gold Top limited edition made in Korea 1999.
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Finalmente, dopo molte peripezie, ho messo le mani su questo gioiellino marcato Epiphone. Parliamo della Les Paul Tribute, nata in tributo al chitarrista che cinquant'anni fa progettò la solid body più bella che esista! La produzione in Cina ha permesso a Epiphone di abbassare i prezzi dei modelli Standard e di mettere in commercio dei modelli di qualità superiore a prezzi sempre molto concorrenziali. La Tribute rientra in questa filosofia. In commercio dal 2010, è possibile reperirla in due colori (Faded Cherry e Translucent Black) e in due versioni (2010 e 1960). L’idea del produttore è sicuramente quella di ricalcare il più possibile il progetto originale, ma con uno sguardo verso il chitarrista moderno.
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Eccomi qua per il primo articolo su Accordo. Quello che mi spinge non è un attacco subitaneo di GAS, ma piuttosto di una cronicizzazione della stessa: da un bel po' di tempo andavo alla ricerca di una chitarra con i P90, ma non trovavo nulla che fosse interessante ma abbordabile, e magari da potersi provare direttamente (non mi fa impazzire l'idea di una chitarra comprata senza provarla che viaggia via corriere in uno scatolone imbottito).
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